Il Canada sta consentendo a una casa automobilistica di importare nel Paese un numero maggiore di veicoli assemblati negli Stati Uniti senza dover pagare tariffe doganali. Lo riporta l’agenzia di stampa Dow Jones aggiungendo che la misura, secondo fonti del settore, potrebbe riguardare Stellantis, che verrebbe agevolata dal governo canadese grazie all’aumento della produzione locale registrato negli ultimi mesi.
L’ordine del governo, datato 26 febbraio ma pubblicato online solo nei giorni scorsi, non identifica ufficialmente la casa automobilistica interessata né il numero di veicoli che potranno entrare in Canada senza essere tariffe. Leggendo il testo dell’ordine si nota come Ottawa sottolinei che la decisione di non rivelare il nome del costruttore «è stata presa per tutelare informazioni commerciali riservate».
La misura si inserisce nel contesto della guerra commerciale sulle auto in corso tra Canada e Stati Uniti. Ottawa ha infatti imposto un dazio del 25% sulle auto prodotte negli Usa come risposta alla tariffa equivalente introdotta dall’amministrazione di Donald Trump sulle vetture importate. Ma per attenuare l’impatto sul settore il Canada ha previsto un sistema di esenzioni: i costruttori che producono veicoli nel Paese possono importarne una quota dai propri stabilimenti statunitensi senza pagare il dazio imposto come ritorsione.
Secondo il provvedimento, la quota esente dai dazi per il costruttore in questione verrà aumentata dopo che la società ha registrato una produzione domestica superiore alle previsioni mentre mantiene una presenza industriale significativa nel Paese. L’incremento resterà valido a condizione che i livelli produttivi vengano mantenuti nei dodici mesi che si concludono l’8 aprile.
Il governo canadese ha spiegato che l’adeguamento delle quote serve anche a rispondere alla domanda interna di veicoli e a evitare problemi di disponibilità e di prezzi per i consumatori, premiando allo stesso tempo i costruttori che continuano a investire e produrre in Canada.
Sebbene il provvedimento non citi esplicitamente il beneficiario, diversi osservatori dell’industria indicano proprio Stellantis come la casa automobilistica interessata. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha recentemente aumentato la produzione di minivan nel suo stabilimento di Windsor, in Ontario, introducendo un terzo turno di lavoro nel mese di febbraio. La società non ha commentato l’indiscrezione, così come non sono arrivate reazioni immediate da altri costruttori presenti in Canada come General Motors, Ford Motor Company, Honda e Toyota.
I dati del think tank canadese Trillium Network for Advanced Manufacturing mostrano comunque come il peso delle case nordamericane nella produzione automobilistica del Paese sia diminuito nel tempo: la quota combinata di Stellantis, GM e Ford è scesa al 23% dal 56% circa di dieci anni fa, mentre Honda e Toyota rappresentano oggi circa il 77% della produzione nazionale.
Nonostante il possibile beneficio derivante dall’aumento delle quote di import senza dazi, i rapporti tra Ottawa e Stellantis si sono complicati negli ultimi mesi. All’inizio di febbraio il governo canadese ha infatti dichiarato di voler recuperare centinaia di milioni di dollari di fondi pubblici dal gruppo automobilistico, dopo che la casa ha ridotto alcune attività produttive nel Paese.
La ministra dell’Industria Mélanie Joly ha spiegato che parte degli aiuti statali concessi negli anni scorsi era legata al mantenimento della produzione negli stabilimenti locali. La decisione di spostare negli Stati Uniti l’assemblaggio del suv Jeep Compass dallo stabilimento di Brampton, in Ontario, ha quindi aperto un contenzioso tra governo e azienda, con Ottawa pronta anche a valutare azioni legali per recuperare i fondi. (riproduzione riservata)