Il Regno Unito si prepara a introdurre la prima vera tassa a chilometro per le auto elettriche. Come anticipato dal Financial Times e poi confermato dal portale specializzato What Car?, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves punta a varare - a partire dal 2028 - una «pay-per-mile tax», ovvero un contributo proporzionale ai chilometri percorsi.
Con circa 1,3 milioni di auto elettriche già in circolazione e una previsione di 6 milioni entro il 2028, Londra si trova di fronte a un problema che però presto coinvolgerà anche il resto d’Europa: il crollo delle entrate fiscali legate ai carburanti fossili. Le accise su benzina e diesel, che da decenni finanziano infrastrutture e servizi pubblici, si stanno riducendo drasticamente di anno in anno.
Secondo le stime citate da The Telegraph, la nuova tassa permetterebbe di recuperare fino a 1,8 miliardi di sterline l’anno entro il 2031, andando a compensare almeno una parte del gettito perso.
Il meccanismo, che dovrebbe annunciato nel Budget invernale del 26 novembre, prevede un prelievo di 3 penny per miglio - circa 4,8 centesimi di euro al chilometro - per i conducenti di veicoli elettrici. L’imposta si aggiungerà al Vehicle Excise Duty (Ved), il bollo auto britannico, che ammonterà a 195 sterline l’anno anche per le elettriche.
In pratica, un automobilista medio che percorre 8 mila miglia all’anno (circa 12.800 km) pagherà circa 435 sterline complessive, tra tassa a miglio e bollo. Il sistema sarà pre-pagato e autodeclarativo: i conducenti comunicheranno in anticipo il chilometraggio stimato e conguaglieranno eventuali differenze a fine anno.
La misura ha suscitato forti reazioni da parte dei costruttori e delle associazioni di categoria. Il ceo di Volvo Cars, Håkan Samuelsson, ha definito la tassa «una penalizzazione di uno sviluppo positivo», mentre Matt Galvin, managing director Uk di Polestar, ha parlato di «decisione farsesca», ricordando che la tassa sui carburanti tradizionali non aumenta dal 2011.
Il timore condiviso è che la nuova imposta possa frenare la transizione verso l’elettrico, proprio nel momento in cui le vendite stanno accelerando. Nel solo ottobre, una vettura su quattro vendute nel Regno Unito era completamente elettrica, secondo i dati della Society of Motor Manufacturers and Traders.
Al di là del dibattito britannico, l’introduzione di una tassa a chilometro per i veicoli elettrici rappresenta un potenziale punto di svolta per tutta l’Europa. Anche i governi dell’Ue dovranno presto affrontare il tema del calo delle accise sui carburanti, che ad esempio in Italia rappresentano oltre il 50% del prezzo finale alla pompa.
Per ora nessun Paese dell’Unione ha annunciato piani simili, ma la mossa di Londra potrebbe diventare un precedente. Secondo la Resolution Foundation, la transizione elettrica nel Regno Unito creerà entro il 2030 un buco da oltre 10 miliardi di sterline nei conti pubblici. (riproduzione riservata)