Le immatricolazioni globali di veicoli elettrici tornano a crescere anche ad aprile, segnando il secondo mese consecutivo di aumento su base annua, sostenute dal caro carburanti dovuto alla guerra in Medio Oriente e dalle politiche di incentivazione, anche se con dinamiche fortemente disomogenee tra le diverse aree geografiche.
Secondo i dati diffusi dalla società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence Limited riportati da Reuters, le registrazioni di nuovi veicoli elettrici a batteria (Bev) e ibridi plug-in (Phev) sono salite del 6% rispetto ad aprile 2025, raggiungendo 1,6 milioni di unità. Su base mensile il mercato ha però registrato un calo del 9% rispetto al picco record di marzo, evidenziando una fase di normalizzazione dopo il forte slancio del primo trimestre.
«La domanda continua a essere sostenuta da incentivi pubblici, dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dalla crescente presenza dei produttori cinesi», ha sottolineato Benchmark Mineral Intelligence in una nota. A livello regionale, l’Europa si conferma uno dei principali motori della crescita: le immatricolazioni sono aumentate del 27% su base annua, per un totale di circa 400 mila unità ad aprile. Il rafforzamento del mercato europeo si inserisce in un contesto di massicci investimenti nell’ecosistema elettrico, con Paesi dell’Area Economica Europea e la Svizzera che hanno impegnato complessivamente quasi 200 miliardi di euro nello sviluppo della filiera Ev.
Resta però molto rilevante il tema della crescente penetrazione dei marchi cinesi in Europa: secondo i dati Benchmark, il 22% dei veicoli elettrici e plug-in venduti nel continente nei primi quattro mesi dell’anno è stato prodotto in Cina, in aumento rispetto al 19% dello stesso periodo del 2025.
Scenario più contrastato invece in Cina, dove le registrazioni sono scese dell’8% a circa 850 mila veicoli. Il rallentamento è attribuito alla riduzione dei programmi di rottamazione e alla scadenza di alcune agevolazioni fiscali sugli acquisti di auto elettriche. Nonostante ciò, i costruttori cinesi continuano ad accelerare la loro espansione internazionale, con esportazioni che hanno superato le 400 mila unità di veicoli elettrici nel solo mese di aprile.
In Nord America il mercato ha registrato un calo ancora più marcato (-28%), fino a 120 mila unità, penalizzato dalla fine dei crediti fiscali negli Stati Uniti voluta dal presidente Donald Trump e dall’incertezza regolatoria sulle emissioni. In controtendenza il Messico, che mostra una crescita vicina al 50% da inizio anno, mentre il Canada potrebbe beneficiare nei prossimi mesi di nuovi programmi di incentivazione. (riproduzione riservata)