La guerra dei prezzi che da mesi scuote il mercato automobilistico cinese continua a comprimere i margini dei costruttori di veicoli elettrici. Se le case automobilistiche faticano a trasformare la crescita delle vendite in profitti, i principali fornitori di materie prime e materiali per batterie stanno invece beneficiando di una fase di forte espansione, registrando utili in netto aumento.
Lo riporta Nikkei, secondo cui le prime indicazioni sui risultati del primo semestre diffuse dalle società quotate mostrano un settore sempre più diviso tra chi assembla le auto e chi fornisce i componenti essenziali della transizione elettrica.
Tra i casi più significativi c’è Baic BluePark New Energy Technology, controllata del gruppo Beijing Auto e dedicata ai veicoli a nuova energia. L’azienda prevede una perdita netta compresa tra 1,77 e 1,97 miliardi di yuan nel primo semestre, solo leggermente migliore rispetto ai 2,33 miliardi persi un anno fa, nonostante una produzione in crescita del 38% a 93.670 veicoli e vendite aumentate del 7,3% a quasi 99 mila unità. La società attribuisce il risultato all’aumento dei prezzi delle materie prime e alle forti pressioni sui costi che interessano l’intero comparto.
Scenario simile per Seres Group, partner automobilistico di Huawei. Dopo l’utile di 2,94 miliardi di yuan registrato nella prima metà del 2025, il gruppo prevede ora una perdita tra 1,5 e 1,8 miliardi di yuan. A pesare sono soprattutto il rincaro di semiconduttori di memoria, metalli industriali e carbonato di litio.
Anche Aito Auto, principale controllata di Seres, dovrebbe chiudere il trimestre aprile-giugno con una perdita compresa tra 1,9 e 2,15 miliardi di yuan, dopo l’utile dello stesso periodo dello scorso anno. Eli analisti iniziano a rivedere le valutazioni: Citi ha declassato il titolo Seres a sell, citando la pressione sui margini dovuta all’inflazione dei costi, la perdita di quote di mercato e il rischio di svalutazioni legate all’aggiornamento dei modelli.
Le difficoltà non risparmiano nemmeno il leader del mercato cinese. Byd, che pubblicherà più avanti i risultati del semestre, ha già comunicato che nei primi sei mesi del 2026 le vendite di nuovi veicoli sono diminuite del 16%, a circa 1,8 milioni di unità: è il primo calo del periodo gennaio-giugno negli ultimi sei anni. Nel primo trimestre l’utile era già crollato del 55%.
In forte difficoltà anche Guangzhou Automobile Group (Gac), che stima una perdita fino a 4,57 miliardi di yuan nel semestre, quasi il doppio rispetto ai 2,53 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il gruppo attribuisce il peggioramento all’aumento dei costi commerciali, al cambiamento del mix di vendite e soprattutto al rincaro delle materie prime. Inoltre si stanno riducendo anche i contributi delle joint venture con Toyota e Honda, storicamente molto redditizie, ma oggi penalizzate dal rapido declino delle quote di mercato dei marchi giapponesi in Cina.
Per compensare la debolezza del mercato interno, i costruttori cinesi continuano a puntare con decisione sull’espansione internazionale. Gac ha comunicato di aver esportato 121.500 vetture con i propri marchi nel primo semestre, in crescita del 132% rispetto a un anno fa. I dati della China Association of Automobile Manufacturers confermano il trend: tra gennaio e giugno la produzione di veicoli elettrificati è aumentata del 6,7% a 7,43 milioni di unità, mentre le vendite sono salite del 7,3% a 7,44 milioni. Nello stesso periodo, considerando l’intero mercato automobilistico, produzione e immatricolazioni sono diminuite di circa il 4%.
Ancora più impressionante la dinamica dell’export: nei primi sei mesi del 2026 la Cina ha esportato oltre 5 milioni di veicoli (+65,3%), mentre a giugno le spedizioni mensili hanno superato per la prima volta quota un milione di unità.
Se i costruttori soffrono, i produttori di materiali strategici stanno vivendo una fase diametralmente opposta. Cngr Advanced Material, tra i principali fornitori mondiali di materiali per batterie agli ioni di litio e sodio, prevede un utile netto semestrale compreso tra 1,25 e 1,35 miliardi di yuan, in crescita tra il 71% e l’84% rispetto all'anno precedente. La società attribuisce i risultati alla forte domanda globale di materiali per batterie.
Anche Jiangsu Lopal Tech Group, specializzata nei materiali catodici al litio-ferro-fosfato (Lfp) e nei prodotti chimici per l’automotive, torna in utile dopo le perdite del 2025. La società prevede un risultato netto compreso tra 373 e 447 milioni di yuan, sostenuto dalla crescita della domanda di batterie per auto elettriche e sistemi di accumulo.
Tra i maggiori vincitori c’è anche Aluminum Corporation of China (Chalco), che stima un utile netto tra 11,2 e 12,2 miliardi di yuan nel semestre, in aumento tra il 58% e il 73% su base annua. Secondo Jefferies, oltre all’andamento favorevole dei prezzi delle materie prime, hanno contribuito il maggiore grado di autosufficienza nell’approvvigionamento della bauxite e le iniziative di contenimento dei costi. (riproduzione riservata)