Le case automobilistiche americane non possono pensare di tenere per sempre fuori dal mercato statunitense i costruttori cinesi. È il messaggio lanciato da Bill Ford, presidente esecutivo dell’omonimo colosso di Detroit, che ha invitato l’industria americana a prepararsi a una sfida diretta con i gruppi di Pechino, riconoscendone i progressi sul fronte tecnologico e della competitività.
Intervenendo a un evento organizzato da Axios a Washington, Ford ha affermato che «dobbiamo confrontarci direttamente con la Cina. Non possiamo aspettarci di tenerli fuori per sempre e dobbiamo essere in grado di batterli sul loro stesso terreno».
Le dichiarazioni arrivano mentre al Congresso americano avanza un disegno di legge bipartisan che punta di fatto a vietare la vendita di auto cinesi negli Stati Uniti. Ford ha dichiarato di sostenere il provvedimento, ritenendolo uno strumento per proteggere la base industriale del Paese.
Attualmente i marchi cinesi sono già fortemente disincentivanti all’ingresso sul mercato degli States dall’effetto combinato di dazi elevati e norme sulla sicurezza nazionale, in particolare quelle che riguardano il software dei veicoli connessi. Proprio una di queste leggi ha recentemente costretto Polestar, controllata dal gruppo cinese Geely, a interrompere le vendite negli Stati Uniti dopo che il Dipartimento del Commercio ha negato un’autorizzazione speciale. Diversa la situazione di Volvo, anch’essa controllata da Geely, che invece ha ottenuto il via libera per continuare a operare sul mercato americano.
Di fronte alle barriere che ci sono negli Stati Uniti, i costruttori cinesi continuano a espandersi rapidamente su altri mercati esteri. Gruppi come Byd e Geely stanno conquistando quote di mercato in Europa, America Latina e Sud-Est asiatico grazie a prezzi competitivi e tempi di sviluppo molto più rapidi rispetto ai concorrenti occidentali.
Secondo i dati della China Passenger Car Association, a giugno le esportazioni cinesi dei soli veicoli elettrici e ibridi hanno superato le 877 mila unità, più del doppio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, confermando il ruolo sempre più centrale che si sta guadagnando la Cina nell’industria automobilistica globale.
Consapevole della pressione competitiva, Ford sta sviluppando una nuova generazione di veicoli elettrici a basso costo. Il progetto di punta è un pickup elettrico compatto da circa 30 mila dollari, previsto sul mercato nel 2027. Il modello sarà prodotto nello stabilimento del Kentucky attraverso un innovativo processo produttivo che assembla separatamente la parte anteriore, quella posteriore e il pacco batterie, unendoli soltanto nella fase finale della linea.
L’obiettivo è chiaro: ridurre tempi e costi di produzione e creare una piattaforma flessibile da cui derivare anche future utilitarie elettriche e veicoli commerciali.
Bill Ford ha sottolineato anche come gli Stati Uniti abbiano bisogno di una strategia industriale condivisa e duratura per competere con le grandi potenze automobilistiche asiatiche. «I nostri tempi di sviluppo sono più lunghi dei cicli politici», ha osservato, spiegando che il settore necessita di una politica industriale bipartisan capace di garantire continuità agli investimenti e di mantenere competitiva l’industria americana rispetto a Cina, Giappone e Corea del Sud.
Ma le parole del presidente esecutivo di Ford dimostrano che all’interno dell’industria americana si sta facendo largo una presa di consapevolezza: oltre alle barriere commerciali, sarà vitale recuperare competitività sul piano dell’innovazione, dei costi e della velocità di sviluppo, perché l’arrivo dei costruttori cinesi negli Stati Uniti, prima o poi, sarà inevitabile. (riproduzione riservata)