Un «grave incidente» informatico ha colpito i server del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Reuters, che ha ricevuto una lettera dagli stessi funzionari dell’ente americano, hacker sponsorizzati dallo Stato cinese hanno violato le protezioni di sicurezza informatica del dipartimento, e hanno anche rubato dei documenti.
Gli hacker, informa l’agenzia di stampa, hanno compromesso il provider di servizi di cybersecurity BeyondTrust, fornitore del ministero, e sono riusciti così ad accedere a documenti non classificati. Secondo la lettera, gli hacker hanno «ottenuto l’accesso a una chiave utilizzata dal fornitore per proteggere un servizio di assistenza tecnica in remoto basato su cloud». Con l’accesso a questa chiave, i pirati informatici sono stati quindi in grado di bypassare i sistemi di difesa, accedendo da remoto ad alcune postazioni di lavoro dei dipendenti del Tesoro. «Sulla base degli indicatori disponibili, l'incidente è stato attribuito a un attore di Advanced Persistent Threat sponsorizzato dallo Stato cinese», si legge nella lettera.
Dal canto suo, il Tesoro ha informato di essere stato avvisato tempestivamente della violazione da BeyondTrust, e di essere al lavoro con la Cisa (l’ente governativo preposto alla cybersicurezza) e con il Fbi per valutare l’impatto della violazione.
Dura la replica del governo cinese, che ha preso subito le distanze dall’accaduto. «La Cina si è sempre opposta a qualsiasi forma di attacco hacker», ha dichiarato Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, nel corso di una conferenza stampa. Un portavoce dell'ambasciata di Pechino a Washington ha respinto ogni responsabilità per l'attacco hacker, affermando che il governo cinese «si oppone fermamente agli attacchi diffamatori degli Stati Uniti contro la Cina senza alcuna base fattuale».
Secondo Tom Hegel, ricercatore di minacce presso la società di sicurezza informatica SentinelOne, l'incidente «si inserisce in uno schema ben documentato di operazioni da parte di gruppi legati alla Prc (acronimo di Repubblica Popolare Cinese, ndr), con particolare attenzione all'abuso di servizi di terze parti fidati». (riproduzione riservata)