Aston Martin lancia Vantage S un’auto da pilota con standard di un gentleman
Bella e sfrontata, ha l’eleganza classica di una coupé e le prestazioni di una roadster giovane e impertinente
Aston Martin crea vetture eleganti e con prestazioni impressionanti dal 1914. Vantage è una di queste: forse la più sfrontata della gamma, già paradigma tra le sportive con motore anteriore. L’ultima Vantage S però ha qualcosa in più.
Per la casa di Gaydon la lettera «S» non indica un restyling e non è una mossa di mercato, piuttosto un’eredità, generata da DB3S nel 1953 e tramandata da Vanquish S fino a Vantage S, negli anni 10 del Duemila. Arriva oggi con la stessa promessa, e lo stesso arduo compito: migliorare un prodotto già eccellente. Missione riuscita, come Gentleman ha constatato provandola sulle più belle strade delle Langhe.
Nel segno (vincente) della S
«Il suffisso “S” non è semplicemente un badge, è una bloodline», una discendenza diretta, sottolinea Andreas Bareis, presidente di Aston Martin Europa. «La nuova Vantage S onora quell’eredità nel modo più significativo: rappresenta l’espressione più pura di ciò che una sportiva a motore anteriore può essere».

A prima vista sono le prese d’aria in carbonio sul cofano a prendersi la scena, ma osservando meglio le novità sono numerose: la lettera «S» forgiata a mano in ottone e riempita di smalto in vetro rosso, lo spoiler lungo l’intera larghezza del posteriore che aumenta il carico aerodinamico di 44 kg alla massima velocità, le alette anteriori a effetto Venturi.
Grintosa anche nei colori
Ciascuna delle innovazioni conferisce a Vantage un tono più giovane, quasi aggressivo. Nell’insieme tuttavia le proporzioni si confermano armoniche e la silhouette classica. L’allestimento S non esagera, ne snellisce solo le forme. Le opzioni dei colori lo dimostrano: oltre ai più classici Racing e Podium Green, Aston Martin propone tinte più coraggiose come Ultra o Helios Yellow, con la consapevolezza di poter osare.

Tutti i numeri della Vantage S
L’abitacolo ribadisce l’equilibrio tra classe e sportività. I sedili Accelerate in Alcantara e pelle sfoggiano il logo «S» in alto sullo schienale ricamato con 2.500 punti e 16 metri di filo, il lusso sta nella cura dei dettagli. La plancia offre una combinazione gradevole di tasti e display, il cui centro è affidato al rotary drive mode che allo sfioramento cambia l’anima della vettura.

L’infotainment migliora integrando Apple CarPlay ultra e comprende anche la selezione delle configurazioni di guida, evitando salti tra navigazione e comandi. Aprendo il cofano appare il 4.0 litri V8 biturbo, che eroga 680 cavalli a 6.000 giri e 800 Nm di coppia, costanti da 3.000 alla linea rossa, facendo scattare Vantage S in 3,4 secondi da 0 a 100, con 0-200 in 10,1 e 325 km/h di punta. I numeri possono solo dare un’idea, sui tortuosi saliscendi delle Langhe lo sterzo è affilato, le sospensioni lasciano scegliere la linea sull’asfalto con precisione assoluta. Le turbine concedono solo un istante prima che la forza si sprigioni: minima attesa ripagata dal suono inconfondibile del V8, ancor più godibile sulla Roadster. La sequenza in curva è un insieme bilanciato di pregio: frenata, inserimento, percorrenza, apertura del gas e uscita già con lo sguardo alla successiva.

Per auto come questa è difficile trovare difetti veri, forse la visibilità ridotta, consueta per le sportive. Da sottolineare invece il fascino di Roadster, guidandola scoperta tra i vigneti del Piemonte, l’anima da gran turismo trova il suo habitat. È un animale diverso dalla versione Vantage priva di quella «S» rossa, si percepisce subito e vale la differenza.
«È un’auto da pilota, costruita con gli standard di un gentleman», sintetizza Andreas Bareis, «i nostri clienti italiani sono spesso imprenditori di successo che vivono in entrambi i mondi: vogliono l’emozione, ma non rinunciano alla raffinatezza. In un Paese dove il cliente è esigente, Vantage S offre qualcosa di genuinamente potente: esclusività, heritage e prestazioni. Tutto in una bellissima sportiva». (Riproduzione riservata)
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