Conti in rosso per Aston Martin nel 2025, penalizzata dall’inasprimento dei dazi negli Stati Uniti e in Cina e da un contesto internazionale più complesso per il settore dell’auto di lusso. Il gruppo britannico ha annunciato contestualmente un piano di riduzione del 20% della forza lavoro, pari a circa 600 dipendenti su un totale di 3 mila, nel tentativo di riportare sotto controllo la struttura dei costi.
Nel dettaglio, la perdita netta è salita del 52% a 493,2 milioni di sterline (circa 566 milioni di euro), mentre la perdita ante imposte è aumentata a 363,9 milioni di sterline rispetto ai 289,1 milioni dell’esercizio precedente. Un peggioramento che riflette l’impatto diretto delle tensioni commerciali e delle barriere tariffarie nei due mercati chiave per le sportive di alta gamma.
Anche sul fronte dei ricavi il 2025 si è chiuso sotto le attese. Il fatturato è sceso del 21% a 1,26 miliardi di sterline, mancando le previsioni degli analisti che indicavano 1,335 miliardi. L’utile lordo si è attestato a 369,8 milioni di sterline, in calo del 37%, con un margine sceso di 750 punti base al 29,4%, sostanzialmente in linea con la precedente guidance del gruppo (circa 29,5%) ma inferiore ai livelli del 2024.
Peggiorano anche gli indicatori operativi. La perdita rettificata prima di interessi e imposte è salita a 189,2 milioni di sterline, rispetto agli 82,8 milioni dell’anno precedente. La perdita operativa è più che raddoppiata a 259,2 milioni, contro i 99,5 milioni del 2024, evidenziando una pressione significativa sia sui volumi sia sulla redditività.
Il management ha quindi deciso di intervenire con un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di circa un quinto dell’organico. L’obiettivo è semplificare la struttura aziendale e ridurre i costi fissi, in modo da preservare la liquidità e rafforzare la sostenibilità finanziaria. (riproduzione riservata)