Le azioni di Associated British Foods sono scese fino al 12% a 1.894 pence, giovedì 8 gennaio, toccando i minimi degli ultimi nove mesi, dopo che il gruppo britannico nato nel 1935 ha avvertito che l’utile dell’esercizio in corso sarà inferiore alle attese a causa di vendite più deboli della controllata Primark e di un andamento misto del settore alimentare.
In un aggiornamento di mercato non programmato, AB Foods ha comunicato che l’utile operativo adjusted e l’eps adjusted dell’intero esercizio saranno inferiori a quelli dello scorso anno a causa delle vendite di Primark risultate al di sotto delle previsioni precedenti. Le vendite di Primark nel Regno Unito sono cresciute del 3% nelle 16 settimane concluse il 3 gennaio, con una crescita like-for-like dell’1,7%. Il gruppo ora prevede una crescita delle vendite nel primo semestre a una cifra bassa (1%-3%).
L’aumento degli sconti per gestire le scorte ha inciso in modo significativo sulla redditività. I segmenti Grocery e Ingredients dovrebbero registrare un utile moderatamente inferiore rispetto allo scorso anno. La debolezza dei consumatori statunitensi ha penalizzato in particolare i business degli oli da cucina e degli ingredienti da forno.
Barclays (equalweight): gli analisti guidati da Warren Ackerman hanno ridotto il target price su Associated British Foods del 18%, portandolo a 2.100 pence. Secondo gli esperti, il debole andamento in Europa ha portato a una revisione al ribasso dell’ebit margin di Primark: «vediamo una ripresa dei margini più limitata, gli investimenti per la crescita delle vendite a perimetro costante restano la priorità». I manager hanno inoltre espresso cautela sulle prospettive per oli da cucina e ingredienti per la panificazione, a causa di un impatto della debolezza dei consumi negli Stati Uniti più marcato del previsto.
RBC (sector perform): Secondo gli analisti Richard Chamberlain e Manjari Dhar, il trading di Primark nel Regno Unito e in Irlanda è migliore delle attese, mentre il resto dell’Europa ha deluso. Gli esperti si attendono una parziale ripresa della redditività nel 2026, pur sottolineando che la visibilità resta limitata. (riproduzione riservata)