Dopo la quotazione a luglio 2018 a 3,5 euro con una raccolta di 12,05 milioni, il titolo Askoll Eva, quotato sul segmento Egm di Piazza Affari, è sceso fino a quota 0,0998. Diventando così una cosiddetta penny stock, come tante pmi in borsa. Con la conseguenza che la controllante, il gruppo di Dueville (Vicenza) Askoll Holding, fondato nel 1978 dall’imprenditore Elio Marioni, ha lanciato un’opa sulla società di cui già deteneva l’85,67% delle quote. L’obiettivo, chiaramente, è il delisting.
Askoll Eva è una società specializzata nella progettazione, produzione e vendita di veicoli elettrici a due ruote, come e-bike, e-scooter e monopattini, di cui realizza anche accessori come scatole, zaini, borse, caschi e cestini, oltre a componenti per motori elettrici.
Askoll Holding propone agli azionisti 0,13 euro per azione rispetto alle al valore di 0,099, come si è visto, per un esborso massimo atteso di 1,481 milioni di euro per il 14,33% sul mercato. Il prezzo proposto di 0,13 corrisponde peraltro all’aumento di capitale 2024 che aveva visto adesioni degli azionisti per il 67,5%.
La società non ha mai chiuso in utile però dalla quotazione: nel 2019 ha perso circa 12 milioni di euro a fronte di 17,5 milioni di ricavi, nel 2023 il fatturato è stato di 9,5 milioni e la perdita di circa 2. Nel 2024, il giro d’affari è calato a 9 milioni con una perdita netta in forte peggioramento a 7,7 milioni. Di qui la necessità di un aumento di capitale da quasi 7 milioni.
«Il 2024 ha rappresentato un anno di sfide e cambiamenti per Askoll Eva, in un contesto di mercato caratterizzato da una contrazione del settore delle due ruote elettriche in Italia. Il mercato ha toccato un nuovo minimo di 10.057 veicoli immatricolati, in calo del 16% rispetto al 2023», ha spiegato la società. L'indebitamento finanziario netto a fine 2024 era di 10,2 milioni da 10,8 milioni al 30 giugno 2024.
Da inizio 2025 sono già stati portati a termine 11 delisting a Piazza Affari, a fronte di solo 3 quotazioni, in una situazione di grande trambusto delle borse causato dalla guerra dei dazi Usa-Cina. Le società uscite in seguito a opa sono state: Unieuro, Shedir Pharma, Intermonte Sim, Mittel, NVP, Comal,