Borse asiatiche in leggero rialzo con la Corea del Sud che ha toccato nuovi massimi storici e la Cina che si è mantenuta vicino al top degli ultimi 10 anni, nonostante i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio inferiori alle attese. A sostenere i listini asiatici il rally di Wall Street con tutti e tre i principali indici azionari statunitensi che hanno aggiornato massimi storici la scorsa settimana, sostenuti dalle aspettative che la Federal Reserve riduca i tassi di interesse di almeno 25 punti base il 17 settembre. C’è anche la possibilità, seppur minima, di un taglio di mezzo punto, alla luce dei segnali di rallentamento del mercato del lavoro americano.
«La settimana ruoterà attorno alle decisioni delle banche centrali. Naturalmente, la più importante sarà quella della Fed che è quasi certo taglierà i tassi di interesse di 25 punti base», ha previsto Kyle Rodda, analista senior di Capital.com. «La questione è quanto la Fed sarà aggressiva con questo allentamento, dato che i mercati stanno di fatto prezzando un taglio per ciascuna delle ultime tre riunioni dell’anno». Oltre alla Fed, anche la Banca del Canada, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone annunceranno decisioni di politica monetaria questa settimana. I futures sugli indici azionari statunitensi sono poco mossi (+0,05% quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500).
In Cina la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno frenato a sorpresa ad agosto, gettando nuove ombre sull'economia cinese. La crescita annua della produzione industriale si è attestata a +5,2% da +5,7% di luglio e contro le stime degli economisti a +5,8%, segnando il passo più debole da agosto del 2024 in scia alla frenata dell'attività manifatturiera (+5,7% da +6,2% di luglio).
Quanto alle vendite al dettaglio, l'aumento è stato pari a +3,4%, contro il +3,7% di luglio e il +3,8% atteso dagli esperti, il livello più basso da novembre 2024 e pari al terzo mese di fila di rallentamento. Brusca frenata soprattutto del settore alimentare: da 8,6% di luglio a +5,8%. Dati che suggeriscono che lo slancio della seconda economia mondiale resta fragile, nonostante i segnali precedenti di stabilizzazione. «Un altro mese di dati deludenti in Cina, a tutto campo, può creare una sensazione di déjà vu, ripetendo il rallentamento dello scorso anno nello stesso periodo», hanno commentato gli analisti di Ing. «Ci aspettiamo, quindi, l’annuncio di nuovi stimoli da parte di Pechino» per raggiungere l’obiettivo ufficiale di crescita economica, hanno aggiunto.
Il rendimento dei titoli di Stato cinesi a 30 anni è sceso di un punto base al 2,16% in scia all’aspettativa che la banca centrale debba allentare la politica monetaria a fronte del rallentamento della crescita. «Probabilmente assisteremo a un rallentamento significativo della crescita del pil nel terzo trimestre», ha detto a Bloomberg Serena Zhou, economista senior di Mizuho Securities Asia. «La crescita potrebbe rallentare ancora più marcatamente nell’ultimo trimestre dell’anno, mettendo a rischio l’obiettivo del 5% del governo cinese se non verranno introdotte misure di stimolo importanti».
Con il raffreddamento delle esportazioni, molti economisti hanno previsto un rallentamento dell’economia cinese, già vulnerabile per i dazi di Trump, negli ultimi mesi del 2025, dopo il +5,3% registrato nel primo semestre. Gli economisti chiedono anche ulteriori misure per stabilizzare il mercato immobiliare, che si è nuovamente indebolito ad agosto, con prezzi, investimenti e vendite tutti in calo rispetto al mese precedente. Il governo potrebbe, inoltre, accelerare i progetti infrastrutturali.
Nonostante questo, le azioni cinesi hanno esteso il loro rally grazie ai titoli tecnologici, sostenuti dal sentiment positivo sull’AI negli Stati Uniti. L’indice Shanghai Composite è salito dello 0,10%, rimanendo appena sotto i massimi degli ultimi dieci anni, mentre il CSI 300 di Shanghai e Shenzhen dello 0,52%, restando vicino al top da circa tre anni. Anche l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,30%, rimanendo vicino al massimo degli ultimi quattro anni.
Nel frattempo, Cina e Stati Uniti hanno aperto domenica 14 settembre a Madrid i colloqui commerciali riguardanti i dazi, i controlli sulle esportazioni, dopo la tregua di 90 giorni concordata a luglio, e la situazione di TikTok. Secondo Reuters, l’amministrazione Trump dovrebbe prorogare nuovamente la scadenza del 17 settembre per la cessione da parte di ByteDance degli asset statunitensi di TikTok o, in alternativa, per la sua chiusura. Inoltre, i funzionari dovrebbero preparare il terreno per un possibile incontro tra il presidente statunitense, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jinping, già a ottobre.
Tuttavia, un giorno prima del vertice, il Ministero cinese del Commercio ha annunciato di aver avviato un'indagine anti-discriminazione sulla politica commerciale statunitense relativa ai chip e un’indagine anti-dumping. La prima esaminerà se Washington abbia discriminato le aziende cinesi nelle proprie politiche commerciali riguardanti i semiconduttori.
La seconda si concentrerà su sospetti casi di dumping relativi alle importazioni di alcuni chip analogici statunitensi, prodotti da aziende come Texas Instruments e Analog Devices, utilizzati in dispositivi come apparecchi acustici, router Wi-Fi e sensori di temperatura. Le indagini hanno alimentato l’ottimismo verso i produttori cinesi di semiconduttori, poiché gli investitori scommettono che le aziende locali possano guadagnare quote di mercato se dazi o restrizioni limitassero le vendite di chip statunitensi in Cina. I titoli di Sg Micro Corp., Suzhou Novosense Microelectronics Co. e 3Peak hanno guadagnato il 20%, il 12,9% e il 13,8%, rispettivamente.
Mentre il colosso tecnologico e dei videogiochi Tencent Holdings (-0,23%) ha nominato le banche per la sua prima emissione obbligazionaria in quattro anni. La società intende collocare, già da martedì 16 settembre, obbligazioni in yuan offshore con scadenze a 5, 10 e 30 anni, secondo una fonte vicina al dossier citata da Bloomberg. Tencent ha incaricato Bank of China e JP Morgan Chase & Co. come global coordinator e altre banche come Bank of Communications e Morgan Stanley come bookrunner. Il nuovo bond andrà ad ad aggiungersi ai 17,75 miliardi di dollari di obbligazioni già in circolazione.
La mossa arriva in un contesto di crescente attività di raccolta fondi nel settore tecnologico cinese: Alibaba ha recentemente raccolto 3,2 miliardi di dollari con la maggior emissione di obbligazioni convertibili dell’anno, mentre Baidu 618 milioni di dollari. Non è ancora noto quanto Tencent intenda raccogliere. La società ha in scadenza un’obbligazione da 1 miliardo di dollari a gennaio 2026 e una da 500 milioni ad aprile 2026. Tencent ha registrato un aumento del 15% dei ricavi nel secondo trimestre del 2025 a 25,7 miliardi di dollari, circa il 3% sopra le stime degli analisti. L’azienda sta, inoltre, aumentando gli investimenti in ricerca sull’intelligenza artificiale, dopo il lancio di modelli da parte di concorrenti locali.
Quanto all’indice Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,44% a un nuovo massimo storico a 3.420,23 punti lunedì, trainato dai giganti dei semiconduttori SK Hynix e Samsung Electronics, in rialzo, rispettivamente, dell’1,6% e dell’1,99%. Gli investitori hanno accolto positivamente alcune riforme da parte del governo, incluso il rinvio della proposta di modificare la tassazione sulle plusvalenze. E se i mercati giapponesi sono rimasti chiusi per festività, l’indice Asx 200 australiano è sceso dello 0,25% e il Nifty 50 indiano dello 0,13%. (riproduzione riservata)