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Sanae Takaichi, primo ministro del Giappone
Sanae Takaichi, primo ministro del Giappone
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Asia, prese di profitto sul Nikkei: l’export delude. India vicina a un accordo commerciale con gli Stati Uniti

22 ottobre 2025, 07:42 Ultimo aggiornamento: 07:50

Le borse asiatiche sono scese dopo due giorni di forti rialzi, appesantiti dalla debolezza dei titoli tecnologici, mentre gli investitori valutano gli ultimi dati macro del Giappone e i primi segnali di politica economica del nuovo governo della prima ministra, Sanae Takaichi

Le borse asiatiche sono scese dopo due giorni di forti rialzi, appesantiti dalla debolezza dei titoli tecnologici, mentre gli investitori valutano gli ultimi dati macro del Giappone e i primi segnali di politica economica del nuovo governo della prima ministra, Sanae Takaichi. Il calo è seguito a una sessione poco brillante a Wall Street, dove il Nasdaq Composite è sceso dello 0,16% a causa delle perdite dei principali titoli tecnologici. L’S&P500 ha chiuso la seduta del 21 ottobre quasi invariato, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,50%. I futures sugli indici azionari statunitensi salgono: +0,14% quello sul Dow Jones e +0,20% quello sull’S&P500.

Dati commerciali del Giappone e politica economica della neo premier Takaichi

I dati commerciali del Giappone hanno mostrato che le esportazioni sono aumentate per la prima volta in cinque mesi grazie alla debolezza dello yen, ma sono risultate inferiori alle previsioni degli economisti. In particolare, a settembre l'export del Paese è cresciuto del 4,2% su anno contro attese per un +4,6%. Le prospettive, però, restano fosche per via della debolezza delle esportazioni verso gli Stati Uniti. 


Le importazioni, invece, sono salite ben oltre le aspettative, +3,3% (+0,6% la stima degli economisti), generando un inatteso deficit commerciale di 234,6 miliardi di yen (1,54 miliardi di dollari) dal precedente a 242,5 miliardi. «I dati commerciali sono complessivamente positivi per la crescita. La debolezza delle esportazioni verso gli Stati Uniti è stata più che compensata dalla forte domanda dal resto del mondo», affermano gli analisti di Ing. «Prevediamo una graduale normalizzazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti nel breve periodo», aggiungono.

Gli sviluppi politici a Tokyo hanno attirato l’attenzione dei mercati dopo che Sanae Takaichi è stata ufficialmente nominata il 21 ottobre la prima donna primo ministro del Giappone. Il suo gabinetto, composto da 19 membri, include il ministro delle Finanze Satsuki Katayama e il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi, mentre Shinjiro Koizumi è stato nominato ministro della Difesa. Takaichi ha promesso di rilanciare politiche in stile «Abenomics», incentrate su stimoli fiscali e sicurezza economica, ma gli investitori restano cauti riguardo alla capacità del governo di bilanciare le iniziative per la crescita con l’elevato debito pubblico del Paese.

Secondo quanto riportato da Reuters, la nuova premier sta preparando un pacchetto di stimoli economici che dovrebbe superare i 13,9 trilioni di yen (92 miliardi di dollari) dell’anno scorso, per aiutare le famiglie ad affrontare l’inflazione persistente. La dimensione esatta del pacchetto è ancora in fase di definizione e potrebbe essere annunciata già il mese prossimo.

«Sanae Takaichi dovrà affrontare una varietà di sfide, come le pressioni inflazionistiche, la gestione delle tensioni geopolitiche regionali e l’instabilità politica interna», osservano ancora gli analisti di Ing. L’indice Nikkei del Giappone è sceso dello 0,06% a 49.288 punti dopo aver toccato il giorno precedente un record a 49.945,5 punti. 

La Banca del Giappone aumenterà i tassi di interesse a ottobre o a dicembre, secondo la maggioranza degli economisti intervistati in un sondaggio da Reuters, mentre quasi il 96% prevede che i costi di finanziamento aumenteranno di almeno 25 punti base entro la fine di marzo. Sebbene Sanae Takaichi, una «colomba» che ha insistito affinché il governo riaffermasse la sua influenza sulla banca centrale, sia diventata primo ministro, due terzi degli intervistati - 20 su 30 – ha dichiarato che non ritarderà la spinta della BoJ verso condizioni monetarie leggermente più restrittive.

Nel sondaggio il 60% degli economisti si aspetta che la banca centrale giapponese aumenti i tassi a breve termine allo 0,75% dallo 0,50% nel trimestre in corso. Entro la fine di marzo, circa il 96% ha previsto che i costi di finanziamento raggiungeranno almeno lo 0,75%. Tra i 35 economisti che hanno indicato un mese per il prossimo rialzo del costo del denaro, gennaio del 2026 è risultato il più scelto (46%), seguito da dicembre (31%) e ottobre (14%).

Persistono le tensioni Usa-Cina. India vicina a un accordo commerciale

Altrove, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono proseguite dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato di aspettarsi che il suo prossimo incontro con il presidente cinese, Xi Jinping, porti a un «buon accordo», pur aggiungendo che i colloqui potrebbero non avere luogo. Dichiarazioni che hanno riacceso i timori di nuove minacce di dazi e di più ampie divergenze tra le due maggiori economie del mondo.

Così l’indice cinese Shanghai Shenzhen CSI 300 è sceso dello 0,18%. Piatto il Shanghai Composite. A Hong Kong l’indice Hang Seng è arretrato dello 0,88%. Gli investitori restano prudenti in vista dei dati sull’indice dei prezzi al consumo statunitense, attesi per venerdì 24 ottobre, che potrebbero fornire indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve. Anche l’indice australiano Asx 200 ha perso lo 0,71%. Controcorrente rispetto alla tendenza regionale il Kospi sudcoreano, salito dell’1%, pur restando al di sotto dei massimi storici raggiunti nella sessione precedente.

Infine, l’indice indiano Nifty 50 è cresciuto dello 0,2%. Secondo il quotidiano The Mint l’India e gli Stati Uniti sono vicini alla finalizzazione di un accordo commerciale in sospeso da tempo, che potrebbe ridurre i dazi sulle esportazioni indiane al 15-16% rispetto all’attuale 50%. (riproduzione riservata)



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