Borse asiatiche in netto rialzo con i listini cinesi in testa dopo che Pechino ha adottato ulteriori misure per sostenere i suoi mercati azionari. Un ottimismo che li ha aiutati a non prestare troppa attenzione ai segnali da falco, ma anche poco chiari, arrivati dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.
Se da un lato, infatti, il numero uno della Fed ha confermato nelle battute iniziali del suo discorso da Jackson Hole un tono da falco rispetto alla stretta monetaria («l’inflazione rimane troppo alta e rimaniamo intenzionati ad alzare ancora i tassi»), dall’altro ha lasciato intendere come nessuna decisione, al momento, sia stata presa a priori: «ai prossimi meeting guarderemo alla totalità dei dati» e su questa base «decideremo con cautela».
Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono aumentati, rispettivamente, del 2% e dell’1,82%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l'1,38%. Durante il fine settimana la Cina, nel tentativo di bloccare la fuga di capitali, ha dimezzato la tassa sulle transazioni di borsa, finora pari allo 0,1%, una misura importante volta a ripristinare la fiducia nel secondo mercato azionario mondiale in un contesto di rallentamento dell'economia. Il taglio, che entra in vigore oggi, 28 agosto, è il primo dal 2008. Una mossa che ha risollevato gli indici cinesi dai loro minimi annui, anche se gli analisti hanno avvertito che il rialzo probabilmente sarà di breve durata. E non è stata l’unica. La China Securities Regulatory Commission, la commissione di borsa, ha intenzione di rallentare il ritmo delle ipo, ma non ha fornito dettagli in merito, e ha imposto restrizioni alla frequenza e all'entità dei rifinanziamenti per le società che registrano perdite finanziarie ripetute e i cui prezzi delle azioni sono scesi al di sotto dei livelli del primo sbarco in borsa o del patrimonio netto. Infine, ha abbassato i coefficienti di margine per le operazioni a leva.
Le azioni immobiliari sono state le migliori anche perché Pechino ha allentato alcune restrizioni ipotecarie. China Evergrande è stata l'unica eccezione con lo sviluppatore immobiliare crollato dell’87% a 0,22 dollari di Hong Kong dopo che le sue azioni hanno ripreso a essere scambiate alla borsa di Hong Kong in seguito a una pausa di 17 mesi. L’azione diventa così una "penny stock": il valore di borsa del gruppo si è ridotto a poco più di 500 milioni di dollari dai 50 miliardi del 2017. Il 27 agosto China Evergrande, impegnato in un piano di ristrutturazione del debito offshore e in negoziati con i creditori per cercare di estendere il proprio debito (ha presentato istanza di protezione dal fallimento negli Stati Uniti), ha annunciato di aver chiuso il primo semestre con una perdita in miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma comunque pesante: 33 miliardi di yuan (4,2 miliardi di euro). Lo scorso anno, nello stesso periodo, era il doppio: 66,4 miliardi di yuan (8,5 miliardi di euro). Evergrande è lo sviluppatore immobiliare più indebitato al mondo. La sua crisi è stata l'innesco di ulteriori default da parte di compagnie che operano nel settore e gli analisti temono che il comparto finanziario possa essere contagiato dalla crisi immobiliare. I ricavi della società nel primo semestre sono aumentati del 44% rispetto all'anno precedente a 128,2 miliardi di yuan (16,4 miliardi di euro). Invece, le passività sono leggermente scese a 2.390 miliardi di yuan (305,7 miliardi di euro) da 2.440 miliardi di yuan (312 miliardi di euro) della fine del 2022.
Anche alcune operazioni di M&A hanno stimolato alcune azioni cinesi, con lo sviluppatore immobiliare Country Garden Holdings in rialzo di quasi l'8% dopo aver venduto una quota di minoranza in un progetto a Guangzhou per 1,3 miliardi di yuan, aumentando i propri livelli di liquidità. Venerdì scorso ha anche prorogato al 31 agosto la scadenza per il voto dei creditori per posticipare il rimborso di un bond privato onshore del valore di 3,9 miliardi di yuan. Mentre il produttore di auto elettriche BYD Co. è salito del 2,7% dopo che la sua divisione ha siglato un accordo per acquistare la divisione cinese di mobilità della società con sede negli Stati Uniti, Jabil Inc.
Di riflesso agli indici cinesi, anche l'indice Nikkei del Giappone è cresciuto dell’1,69%, il Kospi della Corea del Sud dello 0,73%, l’Asx 200 dell'Australia dello 0,6% grazie alla vendite al dettaglio rimaste forti nel mese di luglio (sono cresciute dello 0,5%, sopra le attese degli economisti a +0,3%), indicando una certa resilienza economica nonostante i tassi di interesse elevati nel paese. I mercati asiatici attendono una serie di indicatori economici chiave questa settimana, tra cui i Pmi della Cina, attesi per giovedì e venerdì. Si prevede che il settore manifatturiero cinese abbia subito una contrazione per il quarto mese consecutivo. Oltre alla Cina, l'attenzione di questa settimana è anche rivolta all'inflazione Pce e ai non farm payrolls degli Stati Uniti. In attesa, dopo la volata dei giorni scorsi, il dollaro si è stabilizzato sullo yen (cross dollaro/yen a 146,308, +0,09%), invece cala rispetto all’euro (cross euro/dollaro a 1,081, +0,57%). Infine, lo yuan cinese sale dello 0,1% grazie alle ulteriori misure di stimolo di Pechino.
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