La maggior parte delle borse asiatiche è salita tra le crescenti aspettative di tassi di interesse statunitensi più bassi, con l'indice Nikkei del Giappone che ha raggiunto un nuovo record storico, mentre i mercati cinesi hanno registrato un calo a causa delle persistenti preoccupazioni per la guerra commerciale con l’Occidente. A sostenere i listini asiatici la forza di Wall Street dove l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno raggiunto nuovi massimi storici.
I futures sugli indici azionari statunitensi sono positivi (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500), con l'attenzione rivolta all’audizione del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, alla Commissione Bancaria del Senato Usa alle 16 (ora italiana). Gli investitori sperano in segnali accomodanti da Powell dopo una serie di dati macro che hanno mostrano un raffreddamento dell'inflazione e del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Questa settimana è in agenda anche il dato sull'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti. Aumenta all’80% la probabilità di un taglio dei tassi di interesse a settembre rispetto al 64% della scorsa settimana.
Grazie ai guadagni dei titoli tecnologici e agli acquisti stranieri l'indice Nikkei è stato il migliore in Asia, salendo del 2,34% a un record di 41.769,35 punti. Anche l'indice più ampio Topix è salito dell’1,29%, avvicinandosi al record raggiunto la scorsa settimana. I titoli tecnologici, soprattutto i produttori di chip, hanno dato il maggiore impulso al Nikkei, seguendo di pari passo i competitor statunitensi in scia all'entusiasmo per l'intelligenza artificiale. La debolezza dello yen, vicino al minimo degli ultimi 38 anni (cross dollaro/yen a 160,906, +0,23%), ha inoltre sostenuto i titoli delle società che esportano.
Anche gli acquirenti stranieri sono stati un fattore chiave dei recenti guadagni del mercato giapponese, poiché il mix di debolezza dello yen e prospettive accomodanti per la Banca del Giappone (BoJ) ha attirato capitali. Tra l’altro oggi, 9 luglio, e domani, 10 luglio, la BoJ terrà un incontro con gli operatori del mercato obbligazionario per raccogliere le loro opinioni prima di decidere, nella riunione politica del 30-31 luglio, un piano di riduzione degli acquisti di obbligazioni. Il provvedimento dovrebbe essere presentato in termini precisi alla fine del mese.
Anche altri mercati asiatici sono saliti. Sempre i titoli tecnologici hanno sostenuto il Kospi della Corea del Sud (+0,4%), anche se l’azione Hyundai Motor è caduta del 3,7% al minimo di una settimana a 272.500 won dopo che un gruppo di concessionari ha citato in giudizio il colosso automobilistico negli Stati Uniti per aver gonfiato i numeri delle vendite di veicoli elettrici, punendo i franchising che non hanno partecipato allo stratagemma. Hyundai Motor ha aperto un'indagine dopo essere stata avvisata delle accuse. A maggio il direttore operativo, Jose Munoz, aveva detto che il gruppo è il secondo venditore di veicoli elettrici negli Stati Uniti, dopo Tesla e che sta colmando il divario di vendite con il suo rivale statunitense. Mentre l'indice Asx 200 dell'Australia è cresciuto dello 0,7%, rimbalzando da due giorni di perdite. Un'indagine privata ha mostrato che il sentiment dei consumatori australiani è peggiorato a inizio luglio a causa delle persistenti preoccupazioni per l'inflazione e i tassi di interesse elevati.
Viceversa, gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite della Cina sono scesi, rispettivamente, dello 0,2% e dello 0,4%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,07%. Resta la tensione dopo che l'Unione Europea ha imposto dazi pesanti sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi. I mercati temono eventuali ritorsioni da parte di Pechino, specialmente dopo che i funzionari hanno segnalato la possibilità di una guerra commerciale sui dazi.
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Tra le materie prime, scendono i prezzi del petrolio (Wti -0,19% a 82,17 dollari al barile e Brent -0,15% a 85,62 dollari al barile), mentre i mercati guardavano al potenziale impatto della tempesta tropicale Beryl sulla produzione petrolifera statunitense e ai colloqui in corso per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, e sale il prezzo dell’oro: +0,39% a 2.372 dollari l’oncia, recuperando le perdite di lunedì. Il metallo giallo beneficia dell'aumento delle aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed a settembre. Tassi di interesse più bassi sono positivi per l'oro e altri metalli preziosi, poiché diminuiscono l'attrattiva del dollaro. (riproduzione riservata)