Borse asiatiche in rialzo in vista dei dati chiave sull'occupazione negli Stati Uniti attesi venerdì, dopo che Jerome Powell ha ribadito che la Federal Reserve probabilmente ridurrà i tassi quest'anno. Gli ultimi dati, che hanno mostrato un'economia più forte del previsto in Usa «non hanno materialmente cambiato» l'outlook della Fed che prevede che il calo dell'inflazione permetta il taglio dei tassi d'interesse nel corso dell'anno, ha detto il numero uno della banca centrale americana. Sull'inflazione «è troppo presto per dire se le letture recenti rappresentino più di un sobbalzo», ha aggiunto, riferendosi ai dati sull'inflazione più alti del previsto. Comunque, ha precisato, «non crediamo sia appropriato abbassare i tassi finché non avremo maggiori prove sul fatto che l'inflazione si stia muovendo verso il 2%».
I benchmark sono aumentati dall'Australia (+0,45%) al Giappone (+1,16%) fino alla Corea del Sud (+1%), con l'indice Topix in rialzo dell’1,46% verso la sua miglior giornata da circa due settimane. Tokyo Electric ha guadagnato l’8,7% dopo aver comunicato di non aver riscontrato alcun problema nel funzionamento della centrale nucleare di Fukushima: nel mare circostante l’area dove si trovano i due impianti di Dai-chi e Dai-ni, si è registrato un terremoto di magnitudo 6. In rialzo anche le compagnie minerarie, Sumitono Metal Mining (+5,38%) e Mitsubishi Materials (+4,85%), di riflesso all’aumento dei prezzi delle materie prime, oro in primis. Mentre i mercati di Hong Kong, della Cina e di Taiwan sono chiusi per festività. Anche i futures statunitensi salgono (+0,21% quello sul Dow Jones e +0,31% quello sull’S&P500) dopo i modesti guadagni di Wall Street di mercoledì. «Rimaniamo costruttivi sui mercati asiatici», dichiara Rajat Agarwal, strategist di Societe Generale. «Il trend al ribasso della crescita sta arrivando alla fine in Asia, mentre il momentum a livello di utili sta migliorando». E il recente calo del dollaro (cross dollaro/yen a 151,666, -0,01%) ha alleviato la pressione sui titoli azionari dell’area. L'ex membro del consiglio della Banca del Giappone (BoJ), Makoto Sakurai, ha detto mercoledì che è probabile che la banca centrale aspetti fino a ottobre prima di considerare un altro rialzo dei tassi di interesse.
Gli investitori stanno anche valutando l'impatto del terremoto più forte degli ultimi 25 anni che ha colpito Taiwan: ha provocato nove morti e più di 1.000 feriti, oltre a ingenti danni materiali. Ha, infatti, interrotto la produzione di semiconduttori. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, il più importante fornitore di chip per Apple e Nvidia, ha spostato alcuni dipendenti dai suoi centri produttivi, ma ha assicurato che non ci sono stati danni a strumenti importanti. Comunque, le azioni di Samsung Electronics e SK Hynix sono salite in previsione di prezzi più alti per i chip a seguito dell’interruzione della produzione a Taiwan. Mentre questa mattina un terremoto sottomarino di magnitudo 6 si è verificato al largo della costa del dipartimento di Fukushima, nel nord-est del Giappone, senza far scattare l'allerta tsunami. Secondo i media locali, il sisma non avrebbe provocato danni o vittime.
I prezzi del petrolio salgono ai massimi degli ultimi cinque mesi (Wti +0,27% a 85,66 dollari al barile e Brent +0,28% a 89,60 dollari al barile), estendendo i recenti guadagni mentre la prospettiva di un peggioramento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente fa temere per possibili ulteriori interruzioni dell'offerta. La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha avvertito Israele che si pentirà di aver effettuato lunedì un attacco mortale contro il consolato della Repubblica islamica d'Iran a Damasco, in Siria. «Con l'aiuto di Dio, faremo pentire i sionisti per il loro crimine di aggressione contro il consolato iraniano a Damasco», ha scritto Khamenei in un post su X in ebraico. La minaccia è arrivata mentre la guerra tra Israele e Hamas mostrava pochi segni di de-escalation, dato che una serie di proposte di cessate il fuoco recenti sono fallite. Sul fronte Russia-Ucraina, gli attacchi alle principali raffinerie russe preannunciano ulteriori interruzioni dell'offerta per Mosca. Diverse raffinerie russe di petrolio e carburante hanno ridotto la produzione o sono state messe fuori servizio a seguito degli attacchi con droni ucraini. L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e gli alleati (Opec+) ha votato il 3 aprile per mantenere gli attuali tagli alla produzione petrolifera, pari a 2,2 milioni di barili al giorno fino alla fine di giugno.
Le tensioni geopolitiche persistenti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, unite al terremoto devastante a Taiwan, hanno spinto gli investitori verso il bene rifugio per eccellenza: l'oro, in rialzo dello 0,13% a 2.318 dollari l’oncia. Il metallo prezioso è stato ulteriormente rafforzato dal calo del dollaro dopo che Powell ha ribadito che la banca centrale americana taglierà i tassi di interesse nel 2024, anche se non ha dato indizi sul quando. (riproduzione riservata)