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Asia, Nikkei +0,8% con i dazi Usa più bassi sulle auto giapponesi. La Cina rimbalza
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Asia, Nikkei +0,8% con i dazi Usa più bassi sulle auto giapponesi. La Cina rimbalza

05 settembre 2025, 07:01 Ultimo aggiornamento: 08:00

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, firma un ordine esecutivo per l'implementazione di dazi al 15% dal 27,5% sulle importazioni di automobili e altri prodotti giapponesi. Il premier giapponese, Shigeru Ishiba, resta in bilico

Borse asiatiche positive. Concludono una settimana volatile mentre gli investitori attendono, più tardi, i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, cartina di tornasole per ulteriori indicazioni sui tassi di interesse nella più grande economia del mondo (probabilità al 95% di un taglio di 25 punti base nella prossima riunione della Fed del 16-17 settembre). I futures statunitensi salgono (+0,12% quello sul Dow Jones e +0,22% quello sull’S&P500).

Nikkei +0,8% con i dazi Usa più bassi sulle auto giapponesi

Il Nikkei 225 del Giappone è stato il miglior performer con un +0,87% dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per l'implementazione di dazi più bassi, al 15% dal 27,5% attuale, sulle importazioni di automobili e altri prodotti giapponesi, annunciati a luglio, offrendo un po’ di respiro all'economia giapponese, che dipende molto dalle esportazioni. Gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto quasi 230 miliardi di dollari nel 2024.


L'ordine esecutivo prevede, inoltre, che il prelievo del 15% sulle importazioni giapponesi concordato lo scorso 22 luglio non sarà sovrapposto a quelli già soggetti a tariffe più alte, come la carne bovina, mentre i prodotti precedentemente tassati a meno del 15% saranno adeguati a questa soglia. Questo alleggerimento ha effetto retroattivo al 7 agosto. Al contempo, non verranno imposte tariffe su aerei commerciali e relativi componenti.

Confermati i 550 miliardi di dollari di investimenti giapponesi in progetti statunitensi che saranno selezionati dal governo americano. L'ordine esecutivo di Trump afferma anche che Tokyo sta «lavorando per un'attuazione accelerata di un aumento del 75% degli acquisti di riso degli Stati Uniti. e degli acquisti di prodotti agricoli, tra cui mais, soia, fertilizzanti, bioetanolo» e altri prodotti statunitensi per un totale di 8 miliardi di dollari all'anno. Come parte dell'accordo, il Giappone acquisterà 100 aerei Boeing e aumenterà la spesa per la difesa con le aziende statunitensi a 17 miliardi di dollari all'anno, da 14 miliardi.


Tira così un sospiro di sollievo Toyota (+1,5%) che il mese scorso aveva detto di aspettarsi un duro colpo dai dazi statunitensi: 9,5 miliardi di dollari. «Mentre quasi l'80% dei veicoli che Toyota vende negli Stati Uniti sono prodotti in Nord America, questo quadro fornisce la chiarezza necessaria», ha sottolineato l'azienda in un comunicato.

Invece, la Corea del Sud (indice Kospi +0,17%) è ancora in attesa di un ordine esecutivo che copra un accordo commerciale simile con gli Stati Uniti, compresi dazi al 15% sulle importazioni statunitensi di case automobilistiche come Hyundai Motor (-0,56%) e Kia (-0,65%). 

Il premier giapponese Shigeru Ishiba resta in bilico

Sebbene l’accordo commerciale con Washington fornisca al primo ministro giapponese, Shigeru Ishiba, un argomento per rimanere, è improbabile che riesca a sopravvivere alle ripercussioni all'interno del suo stesso partito che lunedì 8 settembre voterà se tenere un'elezione straordinaria della leadership. Potrebbe portare all’estromissione di Ishiba. Da quando è salito al potere nel 2024, il premier ha visto la sua coalizione di governo perdere la maggioranza alle elezioni per entrambe le camere del Parlamento, a causa della debole crescita economica, esacerbata dall'incertezza sui dazi commerciali.

Spese delle famiglie giapponesi oltre le attese

Lato macro, comunque, dati sulla spesa privata più forti del previsto hanno evidenziato una certa resilienza dell’economia giapponese. Infatti, la spesa delle famiglie a luglio è aumentata oltre le attese rispetto al mese precedente: +1,7% mese su mese dal precedente -5,2% (la previsione degli economisti era per un +1,3%). Anche il reddito dao salari dei lavoratori ha superato le aspettative. I dati hanno mostrato forza nei consumi, un motore fondamentale della crescita giapponese. Tuttavia, hanno anche segnalato una certa persistenza dell’inflazione, un trend che potrebbe indurre la Banca del Giappone a ulteriori rialzi dei tassi di interesse nei prossimi mesi.

La Cina rimbalza

Invece, i mercati azionari cinesi hanno recuperato terreno dopo essere stati colpiti da alcune prese di profitto, complici le indiscrezioni secondo cui le autorità di regolamentazione finanziaria cinesi stanno valutando alcune misure per raffreddare i mercati locali, preoccupate per la rapidità del rally da 1.200 miliardi di dollari partito a inizio agosto. Le misure proposte includono la rimozione di alcune restrizioni sulle vendite allo scoperto agli investitori istituzionali e ulteriori controlli sul trading speculativo.

L’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen è salito dell’1,23%, mentre lo Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,56%. L’indice Hang Seng di Hong Kong è cresciuto dello 0,93%. I listini cinesi hanno registrato forti guadagni ad agosto, toccando i massimi pluriennali grazie all’ottimismo sulle nuove misure di stimolo da parte di Pechino e sulla spinta all’autosufficienza nell’intelligenza artificiale. Bene anche l’Asx 200 australiano, cresciuto dello 0,52%, più defilato l’indice Nifty 50 dell’India (+0,17%) con il Paese colpito dall’aumento al 50% dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. A contenere le perdite la serie di tagli fiscali annunciati dal governo volti a sostenere la spesa privata. (riproduzione riservata)



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