Borse asiatiche in calo a causa dei persistenti timori per un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Inoltre, i segnali di ulteriori misure di stimolo da parte di Pechino non hanno aiutato le azioni cinesi a risalire la china. Le perdite del 17 agosto di Wall Street (future sul Dow Jones -0,01% e sull’S&P500 -0,06% stamani) hanno fornito un segnale debole alle azioni asiatiche, dopo che i dati hanno mostrato una caduta delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione maggiore del previsto, indicando una certa resilienza nel mercato del lavoro. Questo dà alla Federal Reserve maggior margine di manovra per mantenere i tassi più alti più a lungo.
L'indice Nikkei della borsa del Giappone è sceso dello 0,71% a 31.397 punti, mentre il più ampio Topix dello 0,5% dopo che i dati macro hanno mostrato che i prezzi al consumo core a luglio hanno registrato un rallentamento, attestandosi al 3,1% tendenziale, in linea con le attese degli economisti, dal 3,3% di giugno. Il dato sostiene le aspettative di una BoJ che non avrà fretta di lasciare la sua politica ultra-accomodante. Pesanti i titoli tecnologici ed elettronici poiché persistono i timori per un inasprimento delle politiche da parte delle banche centrali e l'aumento dei costi di indebitamento. Yaskawa Electric ha perso il 2,2% e M3 l'1,5%. In campo valutario, lo yen recupera terreno sul dollaro con il cambio dollaro/yen a 145,341 (-0,33%). In flessione anche l'indice sudcoreano Kospi (-0,6%).
Dopo una pessima settimana costellata di dati macro deludenti e dell’aggravarsi della crisi immobiliare, i mercati cinesi non sono riusciti a risollevare la testa anche se la Banca Popolare Cinese (PBoC) ha annunciato che continuerà a iniettare liquidità e a sostenere l’economia in rallentamento del paese. Ha pesato la notizia che China Evergrande, la maggiore società immobiliare cinese da tempo in crisi, ha presentato istanza di fallimento a New York. Gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono calati, rispettivamente, dello 0,26% e dello 0,75%. Più pesante l’indice Hang Seng di Hong Kong (-1,47%) con i titoli tecnologici sotto pressione. I commenti della PBoC sono giunti pochi giorni dopo che la banca centrale cinese ha inaspettatamente abbassato i tassi a breve e medio termine. La mossa probabilmente prelude a un taglio dei tassi primari la prossima settimana. La Cina sta d’altra parte affrontando una lenta ripresa economica post-Covid, che potrebbe essere aggravata da un possibile default nel settore immobiliare di Country Garden Holdings.
Da segnalare, infine, che il Bitcoin continua a scendere (-7,82% a 26.429 dollari) in scia alla notizia che la società tecnologica aerospaziale SpaceX di Elon Musk avrebbe svalutato il valore della criptovaluta per un totale di 373 milioni di dollari nel suo bilancio tra il 2021 e il 2022 e potrebbe aver venduto tutte le sue partecipazioni, secondo quanto pubblicato dal Wall Street Journal. «Il valore del bitcoin di cui SpaceX è proprietaria è stato ridotto complessivamente di 373 milioni di dollari l'anno scorso e nel 2021 e la criptovaluta è stata venduta», ha riportato il WSJ che ha consultato i documenti finanziari della società che mostravano spese totali per circa 5,2 miliardi di dollari nel 2022 e 5,4 miliardi di dollari nel 2021 e 2022 per l'acquisizione di proprietà e attrezzature, oltre a costi di ricerca e sviluppo. Il ceo di SpaceX, Elon Musk, ha annunciato pubblicamente nel 2021 che la società aveva acquisito una certa quantità di Bitcoin. E da una presentazione alla Sec era emerso che Tesla, un'altra azienda di Musk, aveva pianificato l'acquisto di criptovalute per un valore di 1,5 miliardi di dollari. All’epoca l’annuncio aveva contribuito a far raggiungere al Bitcoin un prezzo record di oltre 43.000 dollari. Ora, invece, stando ai conti del secondo trimestre del 2023, Tesla ha venduto quasi tutte le sue quote in Bitcoin, le restano 184 milioni di dollari.
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