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Asia, la PBoC non tocca i tassi. Dati macro cinesi contrastanti
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Asia, la PBoC non tocca i tassi. Dati macro cinesi contrastanti

17 giugno 2024, 07:20 Ultimo aggiornamento: 09:44

La Banca Popolare Cinese lascia fermo al 2,50% il tasso a medio termine sui prestiti. Le vendite al dettaglio cinesi superano le previsioni, ma la produzione industriale delude. I prezzi delle abitazioni scendono al ritmo più veloce da un decennio a maggio. Gli ordini di macchinari in Giappone calano ad aprile per la prima volta in tre mesi. Nikkei -2%

Borse asiatiche deboli con i dati cinesi contrastanti. Da una parte le vendite al dettaglio cinesi hanno superato le previsioni, probabilmente grazie alle festività di maggio, ma la produzione industriale è stata deludente. Preoccupante anche il dato che mostra che i prezzi delle abitazioni sono scesi al ritmo più veloce da un decennio a maggio, a conferma delle tensioni persistenti nel settore immobiliare. La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha lasciato fermo al 2,50% il tasso a medio termine sui prestiti, continuando a dare priorità alla stabilità della valuta nonostante le crescenti richieste di stimolo per rivitalizzare la domanda interna. Deluso chi si aspettava un taglio dopo i dati sorprendentemente deboli sui prestiti bancari. «Vediamo ancora la probabilità di un taglio del loan prime rate questo mese, in particolare sulla scadenza a 5 anni, poiché questo aiuterà le banche a mantenere i mutui alle famiglie», prevede Zhou Hao, capo economista di Guotai Junan International.

La PBoC non tocca i tassi, dati macro contrastanti

Più in dettaglio, la produzione industriale di maggio è aumentata del 5,6% rispetto all'anno precedente, rallentando dal +6,7% di aprile e risultando al di sotto delle aspettative degli economisti di un aumento del 6%. Mentre le vendite al dettaglio, un indicatore dei consumi, sono aumentate del 3,7% su base annua a maggio, accelerando rispetto all'incremento del 2,3% di aprile e segnando la crescita più rapida da febbraio. Gli economisti si aspettavano un +3% grazie alla festività pubblica di cinque giorni all'inizio del mese. «I dati di maggio e quelli della prima metà di giugno suggeriscono che permangono significative divergenze tra i settori dell'economia: esportazioni e attività manifatturiera forti, consumo relativamente stabile e attività immobiliare ancora depressa», affermano gli esperti di Goldman Sachs.

Gli investimenti in immobilizzazioni sono aumentati del 4% nei primi cinque mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, rispetto alle aspettative di un aumento del 4,2%. Nel periodo gennaio-aprile, l'aumento è stato del 4,2%. Gli investimenti nel settore manifatturiero nei primi cinque mesi dell’anno hanno mostrato una crescita solida del 9,6%, sostenuti dall'enfasi della Cina sulla crescita di qualità attraverso innovazioni e progressi tecnologici. Ma gli economisti hanno avvertito che le crescenti tensioni commerciali con l'Occidente riguardo la cosiddetta sovra-capacità di Pechino potrebbero imporre maggiori sfide ai produttori cinesi di pannelli solari e veicoli elettrici. Inoltre, gli investimenti del settore privato sono cresciuti solo dello 0,1% nel periodo gennaio-maggio, in calo rispetto allo 0,3% dei primi quattro mesi, indicando una fiducia ancora debole tra le imprese private. viceversa, gli investimenti nel settore statale sono aumentati del 7,1% nei primi cinque mesi.

Infine, a maggio i prezzi delle case nelle prime 70 città del paese sono calati dello 0,71% rispetto al mese di aprile, quando erano scesi dello 0,58%, secondo i calcoli fatti dal Wall Street Journal sulla base dei dati dell'ufficio nazionale di statistica della Cina. Sulle 70 città prese in esame, a maggio 68 hanno registrato un calo dei prezzi mensile contro le 64 di aprile. Su base annua, a maggio i prezzi delle case nuove sono scesi del 4,3% contro il calo del 3,51% di aprile. I prezzi sono scesi a maggio in 67 città contro le 63 di aprile. L’indice Hang Seng della borsa di Hong Kong è salito dello 0,39%, lo Shenzhen dello 0,21%, mentre lo Shanghai Composite è sceso dello 0,53%.

Gli ordini di macchinari in Giappone calano ad aprile per la prima volta in tre mesi

Invece, gli ordini di macchinari in Giappone sono diminuiti ad aprile per la prima volta in tre mesi del 2,9% mese su mese rispetto a un calo del 3,1% previsto dagli economisti. Gli ordini esterni sono cresciuti del 21,6% mese su mese ad aprile dopo un calo del 9,4% il mese precedente. Le aziende giapponesi tendono a grandi piani di spesa per potenziare fabbriche e attrezzature, ma sono spesso lente a implementarli a causa dell'incertezza sulle prospettive economiche. L'indebolimento dello yen non ha aiutato molto gli investimenti in capitale domestico a causa della tendenza delle aziende giapponesi a investire direttamente all'estero dove la domanda è più forte. «Presi insieme, gli ordini si stanno consolidando e si dirigono verso una ripresa grazie alla domanda legata al turismo in entrata e all'aumento dei salari», dichiara Takeshi Minami, capo economista di Norinchukin Research Institute. «Non possiamo aspettarci molto dall'estero con le economie di Stati Uniti ed Europa che stanno ancora lottando per affrontare i tassi di interesse elevati e la Cina alle prese con la crisi del mercato immobiliare». Questi dati seguono la decisione della Banca del Giappone (BoJ) della scorsa settimana di iniziare a ridurre gli acquisti di obbligazioni, con l'annuncio di un piano dettagliato il mese prossimo per ridurre il suo bilancio di quasi 5 trilioni di dollari. L’indice Nikkei ha perso il 2,01% chiudendo a 38.074,5 punti.

Dollaro in rialzo su yen ed euro

Il dollaro resta forte nei confronti dello yen: il cross dollaro/yen scambia a 157,465 (+0,32%), mentre le conseguenze delle elezioni anticipate francesi mantengono l'euro a 1,07 dollari (-0,32%). Alcune fonti della Banca Centrale Europea hanno detto a Reuters che Francoforte non sta pianificando alcun acquisto di emergenza di obbligazioni francesi, sapendo che il mercato spingerà esattamente in questa direzione. Le richieste di aiuto aumenteranno solo se lo spread dei rendimenti dei titoli di Stato francesi (Oat) sui Bund si allargasse a 100 punti base, il che sembra inevitabile. (riproduzione riservata)



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