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Asia, la PBoC mantiene i tassi invariati. Il costruttore cinese Kaisa raggiunge un accordo con i creditori
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Asia, la PBoC mantiene i tassi invariati. Il costruttore cinese Kaisa raggiunge un accordo con i creditori

20 agosto 2024, 07:03 Ultimo aggiornamento: 07:54

La maggior parte delle borse asiatiche è salita in scia al rally di Wall Street, accogliendo con favore la prospettiva di tassi d'interesse più bassi negli Stati Uniti. La Banca popolare cinese lascia invariato il tasso a un anno al 3,35% e quello a cinque anni al 3,85%. Alcuni trader speravano in un ulteriore taglio dopo quello di luglio

La maggior parte delle borse asiatiche è salita in scia al rally di Wall Street, accogliendo con favore la prospettiva di tassi d'interesse più bassi negli Stati Uniti, in vista del discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, previsto per la fine della settimana. Tuttavia, i listini cinesi sono rimasti indietro dopo che la Banca popolare cinese (PBoC) ha mantenuto invariato il tasso primario di riferimento sui prestiti, come previsto, deludendo alcuni trader che speravano in un ulteriore taglio a sorpresa da parte della banca centrale.

Focu sul discorso di Jerome Powell

Gli altri mercati asiatici sono stati sostenuti dell’andamento positivo di Wall Street, mentre l'ottimismo crescente su un possibile taglio dei tassi a settembre ha portato gli investitori a rientrare sui titoli azionari, in particolare sui tecnologici di grande peso. I futures sugli indici azionari statunitensi sono stabili. L'attenzione è rivolta al discorso di Powell al Simposio di Jackson Hole di venerdì, dove si prevede che fornirà ulteriori indicazioni sui piani della banca centrale americana per iniziare a ridurre i tassi. «I mercati stanno notando che sempre più membri della Fed stanno diventando più accomodanti, sottolineando che i dati economici recenti supportano i tagli della Fed», ha detto Jessica Amir, strategist di Moomoo. «Questa situazione predispone i mercati a un hole in one a Jackson Hole, prevedendo che il presidente della Fed possa potenzialmente segnalare tagli ai tassi in arrivo».

Il Nikkei vicino al top delle ultime tre settimane

Il mercato giapponese è stato il migliore con l'indice Nikkei 225 in aumento del 2,09%, vicino al massimo delle ultime tre settimane, sostenuto dalla forza dei titoli tecnologici al pari di quelli statunitensi. Tra le poche eccezioni Seven & i Holdings Co., proprietaria di 7-Eleven, sceso di oltre il 6% dopo il rally di oltre il 20% di lunedì in scia alla notizia che la canadese Alimentation Couche Tard ha fatto un’offerta amichevole per acquisire la società. Seven & i Holdings Co. potrebbe valere più di 5,63 trilioni di yen (38,4 miliardi di dollari). Lato macro, secondo quanto ha riferito il quotidiano Nikkei, dopo il rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone, il governo giapponese progetta di alzare la stima dei tassi a lungo termine, usata per la compilazione del bilancio, al 2,1% per il prossimo anno fiscale dall'attuale 1,9%.

Positivi anche il Kospi della Corea del Sud (+0,9%) e l'indice Asx 200 dell'Australia (+0,2%). In quest’ultimo caso il guadagno è stato limitato poiché i verbali della riunione di agosto della Reserve Bank of Australia hanno mostrato che la banca centrale aveva considerato un aumento dei tassi, a causa delle preoccupazioni per l'inflazione persistente. La Rba ha anche segnalato che manterrà i tassi alti più a lungo, un trend che non promette bene per i mercati australiani. Anche la prospettiva di una crescita economica debole in Cina ha pesato sulle azioni australiane, dato che queste hanno un’esposizione commerciale elevata verso Pechino.

La PBoC mantiene i tassi invariati

I mercati cinesi sono rimasti indietro rispetto agli altri mercati asiatici, interrompendo la ripresa dai minimi degli ultimi sei mesi dopo che la Banca Popolare Cinese ha mantenuto invariato il tasso primario di riferimento sui prestiti. Gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite hanno perso, rispettivamente, lo 0,6% e lo 0,8%, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong ha ceduto lo 0,3%. La PBoC ha lasciato invariato il tasso primario a un anno al 3,35%, come ampiamente previsto dagli economisti anche se alcuni trader speravano in un ulteriore taglio. Anche il tasso loan prime rate a cinque anni, che viene utilizzato per determinare i prezzi dei mutui, è stato mantenuto al 3,85%. La banca centrale aveva inaspettatamente ridotto entrambi i tassi di circa 10 punti base a luglio, una mossa che faceva parte di una serie di misure per sostenere la crescita economica locale. 

Sebbene i dati macro recenti abbiano mostrato qualche miglioramento nella la spesa dei consumatori cinesi e nell'inflazione a luglio, il sentiment generale verso il Paese è minato dalle preoccupazioni persistenti sulla crescita rallentata. Infatti, l'attività di prestito e la produzione industriale continuano a indicare una debolezza economica persistente che dovrebbe dare alla PBoC più motivi per ulteriori tagli dei tassi nei prossimi mesi. 

Il costruttore cinese Kaisa raggiunge un accordo con i creditori

A preoccupare gli esperti è sempre il settore immobiliare cinese in crisi. A questo proposito Kaisa Group Holdings ha raggiunto un accordo di ristrutturazione con un gruppo di creditori, prevedendo l'emissione di nuove obbligazioni che potrebbero superare i 10 miliardi di dollari, un passo che potrebbe aiutare il costruttore cinese a difendersi da una richiesta di liquidazione. Secondo i termini dell’intesa, Kaisa prevede di emettere nuove obbligazioni in dollari - per un totale di 5 miliardi di dollari suddivisi in cinque tranche e una somma non specificata in un'altra tranche - per rimborsare parzialmente i creditori.

La ristrutturazione dell'azienda con sede a Shenzhen includerà anche nuove obbligazioni convertibili per un importo totale di 4,8 miliardi di dollari suddivisi in sette tranche e una somma non specificata in un'altra, che possono essere convertite in nuove azioni. L'accordo con i creditori potrebbe agevolare il percorso di ristrutturazione di Kaisa in attesa di un'udienza programmata per il prossimo mese presso un tribunale di Hong Kong, in cui verrà discusso se l'azienda debba essere liquidata o meno. Un tempo simbolo degli anni di boom dei mercati creditizi cinesi, Kaisa è stata citata in giudizio lo scorso anno dai creditori a seguito di un default obbligazionario del 2021. L'azienda vanta passività totali per 32,7 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)



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