Borse asiatiche contrastate. I cali sono stati guidati dalle perdite in Cina dopo i dati deboli sull'attività manifatturiera, mentre l’indice Nikkei giapponese è salito dopo che la Banca del Giappone ha mantenuto i tassi d'interesse invariati, come previsto dagli economisti. Gli operatori sono rimasti cauti in vista della scadenza delle tariffe statunitensi del 1° agosto, quando i Paesi senza accordi commerciali dovranno affrontare dazi più elevati. Wall Street ha chiuso la seduta del 30 luglio poco mosso dopo che la Fed ha mantenuto i tassi fermi come previsto, con i funzionari che hanno indicato che un taglio dei tassi a settembre non è probabile. Ma i futures sugli indici azionari statunitensi salgono (+0,95% quello sull’S&P500 e +1,35% quello sul Nasdaq) in scia ai solidi risultati trimestrali di Meta e Microsoft che hanno rimarcato la forte domanda di chip per l'intelligenza artificiale e gli importanti investimenti nei data center.
La Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi d'interesse con una decisione unanime, ma ha segnalato futuri aumenti se la crescita economica e l'inflazione procederanno secondo le previsioni. La banca centrale giapponese ha, inoltre, aumentato le sue previsioni sia per l'inflazione sia per la crescita del pil nel 2025. L’indice Nikkei è salito dell’1,08% e l’indice più ampio Topix dello 0,8%.
Lato macro, a sorpresa l'indice della produzione industriale in Giappone ha registrato un incremento dell'1,7% su base mensile dopo il -0,1% di maggio. Le stime degli economisti erano per un calo dello 0,7%.
Viceversa, l’indice Shanghai Composite è sceso dello 0,96%, il Shanghai Shenzhen CSI 300 dell’1,46% e l’indice Hang Seng di Hong Kong dell’1,28% dopo che i dati hanno mostrato che il settore manifatturiero cinese si è contratto più del previsto a luglio, nonostante il miglioramento delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti.
Il Pmi manifatturiero è calato di 0,4 punti a 49,3, sotto il consenso degli economisti a 49,7 punti. Il dato è in contrazione da aprile. E il Pmi non manifatturiero si è attestato a 50,1 punti, -0,4 punti. Gli indici sono scesi di 2,2 punti a 50,6 per il settore delle costruzioni e di 0,1 punti per quello dei servizi. Comunque, il Pmi composito è rimasto in area di espansione a 50,2 punti, ma è diminuito di 0,5 punti rispetto al mese precedente
La domanda interna è rimasta debole, poiché le recenti misure di stimolo da parte di Pechino hanno offerto solo un sollievo temporaneo. Anche i settori non manifatturieri hanno registrato un rallentamento a luglio. L’attenzione resta alta sugli accordi commerciali con Washington. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato progressi con Pechino: «Stiamo facendo molti progressi per un accordo con la Cina, avremo un’intesa equa».
Trump ha anche annunciato accordo commerciale «completo» con la Corea del sud. L'intesa prevede dazi al 15% per Seul, anche per i produttori di auto, e zero per gli Stati Uniti, l’apertura del mercato sudcoreano a prodotti americani come automobili, camion, prodotti agricoli, 350 miliardi di investimenti sudcoreani controllati dagli Usa e selezionati dallo stesso tycoon, oltre a 100 miliardi di gas naturale liquefatto o altri prodotti energetici.
L’indice Kopsi è arretrato dello 0,48%. Ma le azioni delle case automobilistiche sudcoreane Hyundai Motor e Kia Corp sono crollate del 7,44% e del 6,79%, rispettivamente. Prima che gli Usa imponessero il 25% di dazi sulle auto ad aprile, la maggior parte delle importazioni di auto sudcoreane era a dazio zero in virtù di un accordo commerciale bilaterale, mentre le importazioni di auto giapponesi erano soggette a un dazio del 2,5%. Secondo gli analisti, l'accordo elimina il vantaggio tariffario del 2,5% di cui le case automobilistiche sudcoreane avevano goduto rispetto ai rivali giapponesi nell'ambito dell'accordo di libero scambio tra Corea e Stati Uniti.
In rialzo, invece, del 2,83% Samsung Electronics secondo cui l’intesa commerciale riduce l'incertezza, mentre prevede altri importanti ordini di chip dopo aver firmato un accordo da 16,5 miliardi di dollari con Elon Musk. Il colosso tecnologico ha, tuttavia, registrato un utile operativo di 4,7 trilioni di won (3,4 miliardi di dollari) nel secondo trimestre, segnando un calo del 55,5% rispetto all'anno precedente. Si tratta del dato più debole degli ultimi sei trimestri. Le vendite sono cresciute solo leggermente: +0,67% su base annua, a 74,57 trilioni di won contro i 74,07 trilioni di won dell’esercizio precedente.
Infine, l’indice Asx 200 dell’Australia ha registrato un calo dello 0,18% anche se i dati hanno mostrato che le vendite al dettaglio di luglio sono aumentate oltre le aspettative grazie a una maggior spesa discrezionale, mentre l’indice Nifty 50 dell’India è arretrato dello 0,33% con gli Stati Uniti che imporranno dazi del 25% sulle merci importate dal Paese, a partire dal primo agosto.
«Sebbene l’India sia nostra amica, nel corso degli anni abbiamo fatto relativamente pochi affari con loro perché i loro dazi sono troppo alti, tra i più alti al mondo, e hanno le barriere commerciali non monetarie più rigide e odiose di qualsiasi altro Paese», ha scritto Trump in un post su Truth Social. Inoltre, l’India pagherà una multa per il massiccio acquisto di petrolio russo. (riproduzione riservata)