Borse asiatiche in rialzo grazie alle misure di stimolo in Cina, ai titoli tecnologici, in vista delle trimestrali di questa settimana, e alle speranze che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse quest'anno. Wall Street ha raggiunto nuovi massimi la scorsa settimana. E i futures sugli indici azionari statunitensi anticipano un avvio positivo (+0,13% quello sul Dow Jones e +0,17% quello sull’S&P500) in attesa dei verbali della riunione della Fed di fine aprile, oltre che degli interventi di numerosi funzionari della banca centrale americana.
Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono aumentati, rispettivamente, dello 0,2% e dello 0,3%, estendendo i guadagni della scorsa settimana. Entrambi gli indici hanno raggiunto i massimi degli ultimi sette e otto mesi. Le autorità cinesi hanno lasciato invariati i tassi di prestito di riferimento, in linea con le aspettative del mercato. L'annuncio è arrivato dopo che venerdì 17 maggio Pechino ha presentato misure definite «storiche» per stabilizzare il settore immobiliare in profonda crisi, con la banca centrale che ha alleggerito le norme sui mutui oltre a stanziare 1.000 miliardi di yuan (138 miliardi di dollari) di finanziamenti supplementari. Gli investitori sperano che i provvedimenti segnino l'inizio di un intervento governativo più incisivo per compensare il calo della domanda di case e rallentare la caduta dei prezzi. Ma il pacchetto di misure potrebbe non bastare a risolvere il problema delle case non finite o invendute.
Per gli analisti di Morgan Stanley le vendite nel mercato immobiliare cinese richiederanno probabilmente almeno sei-dodici mesi prima di stabilizzarsi e gran parte di questa stabilità è legata al modo in cui il governo distribuirà il sostegno finanziario. Per gli esperti il mercato immobiliare cinese ha reagito positivamente alle recenti misure del governo a sostegno del settore, notando anche che l'ultima mossa della Cina - che preannunciava un potenziale acquisto di immobili invenduti da parte del governo - ha superato le aspettative. Ma l'esecuzione dei finanziamenti e la tempistica delle nuove misure, in particolare i piani di finanziamento, saranno determinanti per la ripresa del mercato. Gli analisti di Morgan Stanley hanno affermato che almeno l'80% dei requisiti di finanziamento per i piani di gestione degli immobili invenduti non sono ancora stati soddisfatti. Pechino deve anche specificare quali sviluppatori avranno la priorità, tra imprese statali e private.
Restano sullo sfondo i dati macro deboli di aprile, soprattutto le vendite al dettaglio e gli investimenti in capitale così come i timori per una guerra commerciale con Washington dopo che Pechino ha vietato ad alcune aziende statunitensi di partecipare ad attività di importazione ed esportazione relative alla Cina. Una ritorsione in seguito al recente aumento dei dazi statunitensi su settori chiave cinesi.
Gli indici tecnologici sono stati tra i migliori performer della giornata. L'indice Nikkei del Giappone è aumentato dell'1,3%, mentre il Kospi della Corea del Sud e l'Hang Seng di Hong Kong sono cresciuti, rispettivamente, dello 0,6% e dello 0,4%. Gli investitori hanno puntato sul settore high tech in vista dei conti trimestrali di Nvidia Corporation, attesi per mercoledì. Il colosso statunitense dei chip è considerata un barometro per l'industria tecnologica, soprattutto per la sua esposizione al settore dell'intelligenza artificiale.
In campo valutario, il dollaro si conferma in rialzo sullo yen dello 0,19% a 155,648. Mentre tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono (+0,30% il Wti a 79,82 dollari al barile e +0,40% il Brent a 84,32 dollari al barile) dopo la notizia della morte del presidente dell'Iran, Ebrahim Raisi, in seguito a un incidente in elicottero. Anche la prospettiva di tagli ai tassi di interesse negli Stati Uniti e la crescente domanda da parte del principale importatore, la Cina, stimolano l'appetito per il greggio, oltre al fatto che il governo degli Stati Uniti ha dichiarato di aver acquistato circa 3,3 milioni di barili di petrolio per contribuire a rifornire la sua riserva strategica. Mentre a causa dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente il prezzo dell'oro ha aggiornato il massimo storico a 2.452 dollari l'oncia (+1,46%).
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