Borse asiatiche deboli, eccetto Hong Kong, dopo che gli avvertimenti di alcuni funzionari della Federal Reserve hanno spinto gli investitori a rivedere le aspettative sui tagli ai tassi di interesse, mentre i dati economici misti provenienti dalla Cina hanno aumentato la cautela. Gli indici statunitensi hanno chiuso la seduta in ribasso dopo aver toccato per un attimo nuovi massimi storici. I futures sugli indici azionari statunitensi scambiano sulla parità.
I funzionari della Fed hanno detto che è ancora troppo presto per tagliare i tassi di interesse e che la Fed ha bisogno di aver maggior fiducia sulla traiettoria intrapresa dall’inflazione per iniziare ad allentare la politica monetaria. L'indice dei prezzi al consumo di aprile è aumentato del 3,4% rispetto a un anno prima, in calo rispetto al 3,5% di marzo, mentre i prezzi al netto di alimentari ed energia sono cresciuti del 3,6%, l'incremento più contenuto degli ultimi tre anni. Tuttavia, il presidente della Fed di New York, John Williams, ha affermato di non vedere «alcun indicatore che mi dica che ci sia un motivo per cambiare l'orientamento della politica monetaria ora e non mi aspetto di ottenere quella maggior sicurezza che abbiamo bisogno di avere sui progressi dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% nel brevissimo termine».
In Cina lo Shanghai Shenzhen CSI 300 e lo Shanghai Composite sono cresciuti solo dello 0,10% anche perché una raffica di dati macro ha presentato un quadro misto per la più grande economia asiatica. La produzione industriale è cresciuta più del previsto ad aprile, indicando che l'attività manifatturiera si sta riprendendo. Ma le vendite al dettaglio hanno deluso le aspettative (sono cresciute al ritmo più lento dal 2022), così come gli investimenti in capitale fisso. Più in dettaglio, la produzione è cresciuta del 6,7% su base annua, accelerando rispetto al 4,5% registrato a marzo e contro un consenso a +5,5%. Tuttavia, le vendite al dettaglio, un indicatore dei consumi, sono aumentate solo del 2,3%, l'incremento minore dal dicembre del 2022, dopo il +3,1% di marzo e ben al di sotto del +3,8% previsto dagli economisti. Altri dati hanno mostrato un calo dei prezzi delle case, frenando l'ottimismo recente sugli sforzi del governo per sostenere il settore immobiliare in difficoltà.
È cresciuto di più l'indice Hang Seng di Hong Kong (+0,49%) grazie ad Alibaba balzato del 7%, ai massimi da sette mesi, dopo la notizia che una società di investimento Scion Asset Management, gestita da Michael Burry, famoso per «The Big Short», ha aumentato la sua partecipazione nel gigante dell'e-commerce, diventato la seconda posizione di Scion, con un valore di circa 9 milioni di dollari, dopo che Burry ha acquisito altre 50.000 azioni. I guadagni di Alibaba si sono riversati su altri grandi nomi tecnologici tra cui Tencent Holdings e JD.com. Burry ha aumentato la sua partecipazione anche in quest’ultima, che ora è la sua principale partecipazione. In evidenza anche il gigante tecnologico cinese Baidu, cresciuto di quasi il 4%, dopo aver previsto una maggior domanda per l'intelligenza artificiale nonostante i risultati del primo trimestre deludenti.
Viceversa, l’indice Nikkei del Giappone ha perso lo 0,57%, mentre il più ampio Topix è aumentato dello 0,2%. L’indice Asx 200 australiano è sceso dello 0,6%, poiché le preoccupazioni sull’andamento dell’economia cinese hanno pesato sulle principali azioni minerarie e dei consumatori. Anche il Kospi della Corea del Sud ha perso lo 0,8%. Infine, in campo valutario il dollaro (cross dollaro/yen a 155,757, +0,58%) ha recuperato parte delle recenti perdite dopo che alcuni funzionari della Fed hanno avvertito che le scommesse sui tagli ai tassi potrebbero essere premature. Il cambio dollaro/yuan cinese sale dello 0,1%, tornando ai massimi degli ultimi sei mesi sopra 7,22.
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