L’Asia viaggia in debolezza, martedì 28 febbraio, appesantita dalle borse cinesi mentre le discussioni su un ulteriore rialzo dei tassi negli Usa restano al centro dell’attenzione. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei è sopra la parità, l’Hang Seng cede lo 0,55%, Shanghai lo 0,10%.
L’oro si muove al ribasso (1.820 dollari per oncia, -0,3%), il petrolio Wti americano guadagna lo 0,4% a 75,97 dollari il barile. Sul fronte delle valute, torna forte il dollaro, l’euro cede lo 0,25% a 1,0584, lo yen lo 0,10% a 136,31, la sterlina lo 0,2% a 1,2040.
Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 3,92% di inizio sessione asiatica al 3,938% mentre i futures su Wall Street sono sopra la parità.
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Hong Kong ha deciso di rimuovere l'obbligo dell'uso delle mascherine, accantonando una misura adottata quasi tre anni fa. L'iniziativa, comunicata dal governatore John Lee in un breve briefing coi media, prevede che la copertura di bocca e naso non sarà più necessaria all'aperto, al chiuso o sui mezzi pubblici.
«Annuncio che il requisito delle mascherine sarà completamente annullato a partire da domani, 1 marzo, anche per interni, esterni e sui mezzi pubblici», ha affermato Lee, precisando però che gli ospedali e le case per anziani potranno imporre le proprie restrizioni a seconda delle circostanze. La revoca delle restrizioni da parte di Hong Kong arriva all'indomani della decisione simile presa dalla vicina Macao.
Secondo i dati preliminari, la produzione industriale in Giappone è diminuita del 4,6% su base mensile a gennaio 2023, scendendo al ritmo più veloce degli ultimi otto mesi e superando le previsioni di un calo del 2,6%.
I settori che hanno maggiormente contribuito al calo sono stati gli autoveicoli, i macchinari di produzione e i dispositivi elettronici. Nel frattempo, è stato registrato un aumento della produzione di macchinari generici, prodotti chimici, petroliferi e carbone. Su base annua, la produzione industriale è scesa del 3,1% a gennaio, il terzo mese consecutivo di calo.
La Cina sta usando TikTok per espandere la sua influenza in tutto il mondo, ha detto un importante politico repubblicano, spiegando che l'app di condivisione video di proprietà della cinese ByteDance dovrebbe essere vietata negli Stati Uniti o venduta.
Mike Gallagher, presidente di un nuovo comitato della Camera che esamina la Cina, ha sostenuto l'urgenza di scollegare (decoupling) le due maggiori economie del mondo e ha proposto che gli Usa esercitino una maggiore influenza all'estero.
Nel frattempo, arrivano altre notizie per ByteDance che potrebbero nuocere al gruppo: la Cina sta studiando misure per frenare la dipendenza tra i giovani dai video brevi, secondo quando riporta Bloomberg. (riproduzione riservata)