L’Asia viaggia in rosso, venerdì 26 gennaio, zavorrata dalla guidance sotto le attese di Intel che sta tenendo sotto pressione i futures sul Nasdaq (-0,8%). Il taglio delle riserve alle banche cinesi effettuato a sorpresa dalla PBoC nei giorni scorsi per ravvivare mercati ed economia dopo tre giorni perde forza. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l’1,37%, l’Hang Seng l’1,4%, Shanghai è attorno alla parità.
In calo il petrolio Wti americano dello 0,7% a 76,8 dollari il barile, i mercati comprano T bond anche come copertura dal rischio, il rendimento in fatti scende dal 4,12% della chiusura di Wall Street al 4,09%.
I futures sulle azioni statunitensi sono in deciso calo venerdì (-0,8%) dopo che l’ultimo report di Intel che ha deluso gli investitori. Nel trading after hours, Intel è crollata di oltre il 10% dopo che il gruppo di semiconduttori ha pubblicato guidance per il primo trimestre più deboli del previsto, trascinando concorrenti del settore tra cui Nvidia (-1,7%), AMD (-3,4%) e Broadcom (-1,3%).
Nelle contrattazioni regolari di giovedì, il Dow è salito dello 0,64%, l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,53% e il Nasdaq Composite lo 0,18%. Queste mosse sono arrivate quando la crescita economica statunitense superiore alle attese nel quarto trimestre ha rafforzato le speranze che l’economia abbia evitato una profonda recessione, di buon auspicio per le imprese americane.
Gli indici principali hanno inoltre superato il calo del 12,1% delle azioni Tesla dal momento che il gruppo dei veicoli elettrici ha riportato utili e ricavi inferiori alle attese nel quarto trimestre e ha messo in guardia sulle ridotte prospettive di crescita dei volumi per quest’anno. Gli investitori ora attendono i dati sull’inflazione Pce, i preferiti dalla Fed, in uscita venerdì e altri report sugli utili aziendali.
La Cina fornirà un elenco di progetti immobiliari che possono ottenere finanziamenti entro la fine di gennaio, riferisce l'emittente statale China Central Television, a seguito di una riunione del Ministero dell'edilizia abitativa e dello sviluppo urbano-rurale. Il governo darà autonomia alle città nella regolamentazione immobiliare (un settore in crisi da diversi anni dopo le restrizioni di Pechino) e le città potranno adeguare le politiche in base alle condizioni locali.
Il nuovo anno ha aperto con «l’ansia per il rallentamento dell’economia cinese divampare in modo spettacolare nel suo gigantesco mercato azionario, con Shanghai detronizzata dalla posizione di maggiore mercato azionario dell’Asia e Hong Kong superata dall’India come la quarta borsa più grande del mondo», spiega Bloomberg venerdì in un lungo commento dalla Cina.
Complessivamente, tre anni consecutivi di perdite hanno «spazzato via più di 6mila miliardi di dollari dal valore di mercato delle azioni cinesi e di Hong Kong dal picco raggiunto nel 2021». Non sono solo i trader professionisti o i gestori di fondi a pagare le conseguenze, il mercato azionario cinese conta oltre 200 milioni di investitori retail, molti dei quali hanno tradizionalmente guardato alle azioni e al mercato immobiliare come modi per far crescere i propri risparmi in un contesto di tassi bassi. E la loro ricchezza è stata ridotta a causa di entrambi.
Questo, a sua volta, sta «minando la fiducia dei consumatori e penalizzando significativamente la seconda economia più grande del mondo, un motore chiave per la crescita globale». E gli effetti per gli investitori finali è considerevole.
Se un individuo avesse investito 100.000 yuan (13.950 dollari) nell’indice di riferimento cinese CSI 300 all’inizio del 2021, inseguendo il rally di allora, tale investimento si sarebbe ridotto del 36% oggi.
La stessa somma di denaro investita in società tecnologiche cinesi quotate a Hong Kong avrebbe perso più del 60% del suo valore.
Al contrario, investire gli stessi fondi nell’S&P 500 o nel Nikkei 225 avrebbe reso almeno il 30%. (riproduzione riservata)