Dopo una buona apertura di settimana, l'Asia prosegue viaggiando in rosso. Alle ore 7:20 itaiane Il Nikkei cede lo 0,72%, Hong Kong lo 0,65% e Shanghai lo 0,12% fra la variante Delta del Covid che inizia a mettere sulla difesa i Paesi, le interruzioni nella catena di approvviggionamento e la scelta della Germania di inviare una nave da guerra nel Mare della Cina Meridionale. L'oro perde lo 0,44% a 1.814 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano scambia debole a 71,19 dollari il barile, mentre le valute di muovo laterali, con l'euro che passa di mano a 1,1879, lo yen a 109,22 (+0,10%), la sterlina a 1,3894. I mercati comprano ancora T bond Usa e il rendimento scende dall'1,19% di inizio sessione asiatica all'1,185%. I futures su Wall Street, intanto, sono positivi per lo 0,3%.
L'indice Shanghai Composite ha perso 21 punti o lo 0,6% nei primi scambi di oggi dopo aver terminato la sessione precedente con un'impennata di quasi il 2% dopo che JPMorgan ha scritto ieri che la revisione della regolamentazione in Cina probabilmente andrà avanti, con una conseguente volatilità a breve termine dei mercati. La propensione al rischio è stata intaccata anche dalla notizia che la variante Delta pone nuovi rischi per l'economia cinese, diffondendosi dalla costa alle città dell'entroterra. Ci sono stati 90 nuovi casi contagi oggi rispetto ai 98 del giorno prima.
Intanto ieri la Germania ha inviato una nave da guerra nel Mar Cinese Meridionale per la prima volta negli ultimi due decenni, unendosi ad altre nazioni occidentali nell'espansione della propria presenza militare nella regione tra le ambizioni territoriali della Cina. Pechino rivendica quell'area e ha stabilito avamposti militari su isole artificiali nelle acque che contengono giacimenti di gas e una ricca pesca.
La Marina degli Stati Uniti, in una dimostrazione di forza contro le rivendicazioni territoriali cinesi, conduce regolarmente le cosiddette operazioni di "libertà di navigazione" in cui le navi Usa passano vicino ad alcune delle isole contese. La Cina a sua volta si oppone alle missioni statunitensi, dicendo che non aiutano a promuovere la pace o la stabilità.
Ieri Wall Street ha chiuso debole appesantita dalla notizia che la produzione industriale è rallentata per il secondo mese consecutivo a luglio, mentre la spesa nel settore delle costruzioni a giugno è stata inferiore al consenso, nonostante si sia parzialmente ripresa dal calo di maggio. Fra le notizie economiche, il gruppo dei veicoli elettrici Li Auto ha dichiarato oggi che sta cercando di raccogliere fino a 15 miliardi di dollari di Hong Kong per quotarsi.
In rosso anche il Nikkei dopo essere salito dell'1,8% nella sessione precedente, a causa delle preoccupazioni per i casi locali di Covid-19. Il Giappone ha esteso e ampliato lo stato di emergenza includendo Tokyo, con effetto immediato fino al 31 agosto. Il governo ha detto che rafforzerà i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti Stati Uniti, Finlandia e da alcune altre aree. In Asia, nel frattempo, l'aumento dei costi di produzione e la carenza di materie prime hanno colpito le fabbriche a luglio. Mitsubishi Heavy Industries è scesa del 4,2%, oggi dopo i conti inferiori alle attese che seguono quattro trimestri oltre le stime degli analisti.
L'indice manifatturiero Usa (l'Ism Manufacturing Pmi) è sceso a 59,5 a luglio, il dato più più debole degli ultimi sei mesi, rispetto ai 60,6 di giugno e al di sotto delle previsioni di 60,9. La lettura indica il secondo mese consecutivo di rallentamento della crescita con i nuovi ordini (64,9 contro 66 di giugno), produzione (58,4 contro 60,8) e consegne ai fornitori (72,5 vs 75,1). Al contrario, l'occupazione è rimbalzata (52,9 contro 49,9) e le pressioni sui prezzi si sono attenuate (85,7 contro 92,1). (riproduzione riservata)