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Asia in rosso, è rally del T bond. Hong Kong non regge il crollo di Didi
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Asia in rosso, è rally del T bond. Hong Kong non regge il crollo di Didi

07 luglio 2021, 07:15 Ultimo aggiornamento: 07:16

Mentre l'Australia viaggia bene, con la banca centrale che ha annunciato il tapering, il Giappone teme che le Olimpiadi in arrivo facciano scoppiare focolai di Covid. Occhi puntati sul Fomc, mentre il petrolio cerca di frenare le perdite

Un mercoledì in rosso per l'Asia in attesa del Fomc. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l'1,2%, l'Hang Seng lo 0,9% e Shanghai scambia invece positiva per lo 0,4%. L'oro sale dello 0,23% a 1.798 dollari l'oncia, mentre il petrolio Wti americano guadagna lo 0,14% a 73,47 dollari il barile. Le valute sono poco mosse, con l'euro che passa di mano a 1,1826, lo yen a 110,55, la sterlina a 1,446, mentre il T bond Usa vede il rendimento crollare (e il prezzo quindi salire) nel giro di 24 ore dall'1,44% all'1,35%, con i futures su Wall Street in rosso, a parte il Nasdaq.

Gli investitori sono in attesa della pubblicazione dei verbali del Fomc, che potrebbero sottolineare una svolta da falco nella politica monetaria degli Stati Uniti. L'indice australiano Asx 200 (+0,8%) sta guidando i guadagni i Asia, portandosi un massimo di quasi due settimane, grazie al rimbalzo dell'economia, con la banca centrale (Rba) che ha deciso di ridurre l'acquisto di obbligazioni mantenendo i tassi a un minimo storico. Le azioni in Giappone sono in rosso, tuttavia, per il timore che le Olimpiadi possano innescare un'altra impennata di contagi. 

Hong Kong ha perso un altro 1% fino a sfiorare i minimi degli ultimi sei mesi, mentre la società di ride-hailing quotata negli Stati Uniti Didi Global Inc è crollata di oltre il 20% a New York cancellando circa 15 miliardi di dollari valore di mercato e portando il titolo al di sotto del suo prezzo di Ipo. Anche Alibaba Group, Baidu Inc e JD.com sono tutti in deciso rosso. 

Wall Street ieri è stata colpita da un sondaggio che indica un leggero raffreddamento nel settore dei servizi degli Stati Uniti, sebbene a 60,1 l'indice Ism sia storicamente ancora alto. "Normalmente qualsiasi lettura del'Ism che si avvicini a 60 o superiore sarebbe considerata forte, ma i dettagli giocano sull'idea che ci sia ancora possibilità nella ripresa", ha scritto Rodrigo Catril, senior strategist sulle valute presso Nab. Questo ha aiutato il Treasury a estendere il rally con il rendimento del T note decennale sceso di quasi 8 punti base durante la notte all'1,348%. E' il dato il più basso da febbraio e si tratta del maggiore calo giornaliero da febbraio.

I prezzi del greggio si sono leggermente stabilizzati dopo una sessione volatile di ieri, che ha visto il Brent scendere di oltre il 3% a meno di 75 dollari al barile. I produttori dell'Opec+ hanno annullato un incontro quando i principali attori non sono stati in grado di raggiungere un accordo per aumentare l'offerta. Gli Emirati Arabi Uniti hanno bloccato l'intesa con i principali produttori, Arabia Saudita e Russia, che vorrebbero un aumento della produzione di 2 milioni di barili al giorno nella seconda metà dell'anno, affermando che l'estensione è subordinata alla revisione del conteggio sulla  produzione di base degli Emirati stessi.

Il ministro del petrolio iracheno, Ihsan Abdul Jabbar, ha detto lunedì che Baghdad è impegnata nell'attuale accordo con l'Opec+ e non vuole vedere i prezzi del petrolio salire al di sopra dei livelli attuali. Ieri il Brent è sceso del 3,4%, a 74,53 dollari, dopo aver toccato un picco della sessione di 77,84 dollari, il massimo da ottobre 2018, mentre i futures sul Wti americano sono calati di 1,79 dollari, pari allo 2,4%, a 73,37 dollari dopo aver toccato 76,98 dollari, il massimo da novembre 2014.

Gli analisti di NatWest Markets hanno affermato che l'assenza di un accordo sull'espansione della produzione è positivo per i prezzi nel breve termine, ma potrebbe essere problematico nel tempo. "La mancanza di un accordo tra i principali produttori di petrolio apre almeno al rischio che l'intero accordo Opec+ crolli, portando i principali estrattori di petrolio ad aumentare significativamente la produzione in maniera molto più veloce", hanno scritto in una nota. (riproduzione riservata)



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