Il Pmi manifatturiero della Cina cresce sotto le attese ma l'Asia cerca di scrollarsi di dosso il peso della scorsa settimana e inizia tonica. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei balza dell'1,96%, Hong Kong sale dell'1,11%e Shanghai dell'1,33%, mentre l'oro cede lo 0,21% a 1.813 dollari l'oncia e il petrolio americano lascia sul terreno lo 0,52% a 73,27 dollari il barile. Poco mosse le valute, con l'euro che passa di mano a 1,1869, lo yen a 109,68, la sterlina a 1,3897. I mercati acquistano con decisione T bond Usa decennali, che ora rendono l'1,224% dall'1,237% di inizio sessione asiatica mentre i futures su Wall Street sono tutti ben intonati (+0,5%).
Il Caixin China General Manufacturing è sceso a 50,3 a luglio da 51,3 di giugno, mancando le stime di mercato per 51,0 (sopra il valore di 50 è comunque crescita). Questa è stata la lettura più bassa dall'aprile 2020, su cui hanno inciso la variante Delta dell'epidemia di Covid-19 a Nanchino, il costo del materiale più elevato e condizioni meteorologiche avverse. La produzione è cresciuta ai minimi degli ultimi 16 mesi, gli acquisti sono aumentati al ritmo più debole degli ultimi quattro mesi, mentre i nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta da maggio 2020.
Nel frattempo le vendite verso l'esportazione sono rimaste stabili, mentre l'occupazione è cambiata poco. Allo stesso tempo persistono i ritardi nella catena di approvvigionamento, con tempi medi di consegna in forte aumento. Sul fronte dei prezzi, le pressioni inflazionistiche si sono attenuate poiché i costi di produzione (input) sono aumentati ma ai minini da novembre 2020. Guardando al futuro, il sentiment è scivolato al minimo degli ultimi tre mesi, a causa delle preoccupazioni su quanto tempo ci vorrebbe per tenere sotto controllo la pandemia globale e dell'interruzione in corso nella catena di approvvigionamento.
L'indice Shanghai Composite è salito tuttavia tra i segnali che le pressioni transitorie sui prezzi negli Stati Uniti potrebbero allentarsi gradualmente. I dati di venerdì hanno mostrato che il reddito personale e la spesa sono rimbalzati inaspettatamente a giugno negli Usa, mentre l'inflazione core (PCE) di base è risultata al di sotto delle previsioni. Gli investitori hanno anche accolto con favore la prospettiva di ulteriori stimoli fiscali negli Usa mentre i senatori hanno lavorato per finalizzare un ampio piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari che potrebbe essere votato questa settimana. Sul fronte della pandemia, sabato la Cina ha segnalato 55 nuovi casi di Coronavirus rispetto ai 64 casi del giorno prima, con la variante Delta che si è diffusa in tutto il Paese durante le vacanze estive.
Il Nikkei 225 corre dopo aver chiuso al minimo dall'inizio dell'anno venerdì scorso, grazie alla notizia secondo cui il Pmi manifatturiero giapponese è stato rivisto al rialzo a luglio con un aumento più rapido sia della produzione che dei nuovi ordini, mentre l'occupazione è cresciuta per il quarto mese consecutivo. L'indice di fiducia dei consumatori in Giappone è aumentato di 1 punto rispetto al mese precedente a 37,5 a luglio, la lettura più forte da febbraio dello scorso anno, poiché la maggior parte dei principali sottoindici è migliorata: mezzi di sussistenza complessivi (in aumento di 0,4 punti a 39,0), crescita del reddito (+0,3 punti a 37,9) e percezione sull'occupazione (+0,1 punti a 35,1). Nel frattempo, è diminuita la disponibilità all'acquisto di beni durevoli (-0,6 punti 37,8). (riproduzione riservata)