Borse asiatiche caute, nonostante i nuovi record a Wall Street di S&P500 e Nasdaq mentre gli investitori digeriscono i dati contrastanti sull'inflazione provenienti da Cina e Giappone e analizzano i commenti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. «L'inflazione elevata non è l'unico rischio che affrontiamo», ha detto il 9 luglio Powell nell’audizione in Senato. L'economia ha fatto «progressi considerevoli» per portare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% e cresce con un passo «solido», con un mercato del lavoro forte come prima della pandemia, ma gli ultimi dati hanno mostrato progressi modesti sui prezzi. Per questo, un taglio dei tassi di interesse non sarà «appropriato» finché non si avrà «maggior fiducia nel calo dell'inflazione». Quindi, la Fed «deciderà volta per volta», in base ai dati. Powell è stato, dunque, attento a non fornire una tempistica per i tagli dei tassi. La prossima riunione de Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, è prevista per il 30-31 luglio. La speranza è che il primo taglio dei tassi possa essere deciso a settembre. Powell ha un’audizione anche oggi, 10 luglio. I futures statunitensi sono piatti.
Bene Tokyo (+0,45% l’indice Nikkei dopo un nuovo record nell’intraday a 41.769 punti). I guadagni recenti del mercato giapponese sono stati alimentati dagli acquisti stranieri, dal forte calo dello yen (cross dollaro/yen a 161,53, +0,48%) mentre gli investitori scommettono su una politica accomodante da parte della Bank of Japan (BoJ). Ma i dati hanno mostrato che l'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) giapponese è leggermente aumentato a giugno, con il tasso anno su anno salito al 2,9%. Mentre il dato mese su mese è cresciuto meno del previsto, allo 0,2%. La lettura solleva dubbi sul fatto che possa mettere pressione sulla BoJ per un ulteriore inasprimento della sua politica monetaria. Intanto nelle audizioni presso la banca centrale le maggiori banche giapponesi hanno chiesto alla Bank of Japan di effettuare tagli rilevanti agli acquisti mensili di obbligazioni, secondo alcune fonti presenti. Secondo altre fonti, al meeting in programma il 30-31 luglio la Banca del Giappone ridurrà le previsioni di crescita economica per quest'anno, ma indicherà un'inflazione intorno al suo obiettivo del 2% nei prossimi anni, mantenendo viva la possibilità di un aumento dei tassi di interesse questo mese.
Più deboli l'indice Asx 200 dell'Australia, sceso dello 0,3%, il Kospi della Corea dello 0,2%, Hong Kong (-0,06%), sostenuta da Baidu (+13%) che ha beneficiato della popolarità crescente del suo robotaxi Apollo Go in Cina. il motore di ricerca sta investendo nell'AI generativa e nella guida autonoma per diversificare il proprio business, dato che la crescita economica in rallentamento influisce sulla raccolta di pubblicità. I trader scommettono che i robotaxi riceveranno un ulteriore spinta dopo che Pechino ha annunciato questa settimana che li sosterrà per il ride hailing e le flotte di noleggio di auto. «La guida autonoma diventerà un commercio chiave nei prossimi tre mesi, aiutata dal lancio del robotaxi di Tesla il mese prossimo», ha scritto in una nota l’analista Li Muhua di Guotai Junan International. «Si prevede che Apollo Go di Baidu raggiungerà il pareggio a Wuhan nel 2024 e sarà redditizio nel 2025 con un aumento della sua flotta nella città». Tesla ha recentemente ottenuto l'approvazione per testare il suo sistema avanzato di assistenza alla guida su alcune strade di Shanghai, secondo quanto ha riportato Bloomberg il mese scorso.
Il Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione della Cina ha dichiarato a fine novembre che permetterà test su strada pilota per selezionate auto a guida autonoma in aree designate. E Apollo ha avviato test con conducente in 11 città cinesi e sta conducendo test di guida autonoma senza conducente a Pechino, Wuhan, Chongqing, Shenzhen e Shanghai. Baidu ha dichiarato a maggio che Apollo Go dovrebbe diventare redditizio entro il 2025.
Mentre l'indice Shanghai Shenzhen CSI 300 è aumentato solo dello 0,2% e il Shanghai Composite è calato dello 0,1%. In Cina l’inflazione ha registrato un aumento modesto a giugno, rimanendo vicina allo zero per il quinto mese consecutivo, segno che le pressioni deflazionistiche continuano a ostacolare la ripresa economica. Più in dettaglio, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% anno su anno, a fronte di un aumento dello 0,3% a maggio e contro le attese degli economisti per un +0,4%. Il mese scorso i prezzi dei beni di consumo legati all'intrattenimento, degli elettrodomestici e delle automobili sono stati penalizzati dal lancio delle promozioni da parte delle aziende per la festa annuale dello shopping 618. L’indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è rimasto in deflazione, come dalla fine del 2022: il calo a giugno è stato dello 0,8% rispetto all'anno precedente, in linea con quanto atteso dagli economisti. (riproduzione riservata)