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Intel verso la nazionalizzazione: governo USA tratta per acquisire quota del 10%

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Softbank giù dopo l’investimento da 2 miliardi in Intel. Howard Lutnick conferma: il governo americano tratta per acquisire una quota del colosso Usa dei chip | IL VIDEO

19 agosto 2025, 07:00 Ultimo aggiornamento: 18:25

Con il 2% il colosso giapponese è ora il sesto azionista del gruppo statunitense. Anche l’amministrazione Trump conferma di avere allo studio l’ingresso (con il 10%?) per sostenere la società nella sfida dell’AI contro Nvidia e Tsmc

Borse asiatiche in frazionale rialzo, si sono raffreddate dopo i forti guadagni della sessione precedente con gli investitori cauti riguardo ai colloqui di pace tra Russia e Ucraina e in attesa dei prossimi segnali dalla Federal Reserve. Wall Street ha chiuso la seduta del 18 agosto pressoché piatta e i futures sull’S&P 500 scendono dello 0,18% con l’attenzione rivolta al Simposio di Jackson Hole, dove il presidente della Fed, Jerome Powell, parlerà questa settimana.

I mercati monitorano gli ultimi sviluppi negli sforzi statunitensi per mediare un trattato di pace Russia-Ucraina, dopo che il presidente, Donald Trump, ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e un gruppo di leader europei alla Casa Bianca lunedì 18 agosto. Il tycoon ha incassato il sì del presidente russo, Vladimir Putin, a un bilaterale con Zelensky. Il faccia a faccia si terrà entro agosto in una località ancora da definire e sarà seguito da un trilaterale con Trump.

Borse cinesi in cauto rialzo

L’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen e il Composite di Shanghai sono saliti poco: +0,17% e +0,40%, rispettivamente, dopo essere balzati ai massimi pluriennali lunedì 18 agosto. L’indice Hang Seng di Hong Kong è cresciuto dello 0,19% come l’indice indiano Nifty 50. La guerra Russia-Ucraina è diventata un punto di forte tensione per Cina e India, dato che gli Stati Uniti hanno minacciato pesanti dazi contro i due Paesi per i loro acquisti di petrolio russo. Sebbene Trump non abbia annunciato ulteriori dazi sulla Cina, ha firmato ordini che impongono dazi fino al 50% sui beni indiani a partire dalla fine di agosto.

Xiaomi e altri al test dei conti

I mercati cinesi sono rimasti cauti anche in attesa di una serie di importanti risultati trimestrali questa settimana. Il colosso tecnologico Xiaomi Corp ha spuntato un +0,28% in attesa dei risultati del secondo trimestre del 2025. L’azienda dovrebbe aver beneficiato dei sussidi governativi sui beni elettronici con gli utili sostenuti anche dalla crescente presenza del gruppo nel mercato dei veicoli elettrici. Oltre a Xiaomi, questa settimana presenteranno i risultati anche il motore di ricerca Baidu, la compagnia assicurativa AIA Group, il produttore di abbigliamento sportivo Li Ning e il colosso delle consegne alimentari Meituan.

Shein valuta il ritorno in Cina per facilitare l'Ipo a Hong Kong

Invece, Shein Group ha valutato l’idea di spostare la propria sede in Cina, nella speranza che ciò possa convincere le autorità di Pechino ad approvare i piani del colosso del fast-fashion di quotarsi a Hong Kong, secondo fonti vicine alla questione citate da Bloomberg. In particolare, Shein, attualmente domiciliata a Singapore, ha consultato alcuni avvocati sulla possibilità di istituire una società madre nella Cina continentale. Le discussioni sono preliminari e non vi è alcuna garanzia che l’azienda proceda con questa mossa.

Dopo aver fallito nel tentativo di ottenere le approvazioni regolamentari per quotarsi a New York e a Londra, Shein ha sempre meno opzioni per portare avanti la sua tanto attesa Ipo. Ciò rende ancora più cruciale il piano di quotarsi a Hong Kong. Sebbene abbia sede a Singapore, Shein è comunque soggetta alla supervisione dei regolatori cinesi, perché la China Securities Regulatory Commission richiede a tutte le aziende con legami rilevanti con il Paese di ottenere l’approvazione prima di quotarsi ovunque nel mondo.

Il mancato ottenimento del via libera della Csrc per la quotazione a Londra è stato uno dei motivi principali per cui Shein — che si affida alla massiccia catena di fornitura cinese per la produzione — ha spostato l’attenzione della sua Ipo su Hong Kong. Secondo alcuni avvocati con esperienza in Ipo, cambiare il domicilio di un’azienda durante un processo di quotazione è possibile, sebbene insolito.

Softbank giù dopo l’investimento da 2 miliardi in Intel che verrà nazionalizzata

L’indice giapponese Nikkei 225 ha perso lo 0,13% dopo aver aggiornato il massimo storico il 18 agosto. Piatto il Topix. Il mercato giapponese è stato sostenuto dai dati solidi sul pil del secondo trimestre, che hanno contribuito a rafforzare la fiducia nell’economia del Paese asiatico, mentre affronta un’inflazione persistente e venti contrari derivanti dai dazi commerciali imposti da Trump.

SoftBank ha perso lo 0,85% dopo l’annuncio che investirà fino a 2 miliardi di dollari nel produttore statunitense di semiconduttori Intel. «Questo investimento strategico riflette la nostra convinzione che la produzione e la fornitura di semiconduttori avanzati continueranno a espandersi negli Stati Uniti, con Intel che svolgerà un ruolo chiave», ha sottolineato l'ad di SoftBank, Masayoshi Son, in una dichiarazione congiunta con l'azienda californiana.

In base all’accordo, SoftBank acquisirà azioni ordinarie Intel al prezzo di 23 dollari ciascuna, con uno sconto modesto rispetto alla chiusura del 18 agosto a Wall Street a 23,66 dollari (+7,4% a 25,4 a metà seduta il 19 agosto). Considerando la capitalizzazione di mercato del gigante Usa di 104 miliardi di dollari, l'investimento di SoftBank rappresenta una partecipazione del 2% circa (sarà il sesto azionista del gruppo).

SoftBank ha cercato per decenni di essere un attore centrale nell'intelligenza artificiale, ma è rimasta in gran parte spettatrice del boom della spesa globale nell'hardware. I progressi sono stati più lenti del previsto per il progetto Stargate, un'iniziativa da 500 miliardi di dollari con OpenAI, Oracle e il fondo di Abu Dhabi Mgx per costruire data center negli Stati Uniti. Anche il piano di Masayoshi Son di progettare un chip a basso consumo energetico, in grado di competere meglio con Nvidia attraverso il progetto «Izanagi», non si è ancora tradotto in un prodotto commerciabile.

«È difficile capire quanto questo investimento contribuisca al valore di SoftBank o agli utili nel breve termine», ha commentato Tomoaki Kawasaki, analista senior di Iwaicosmo Securities. Per il gruppo con sede a Santa Clara, la mossa della società di Tokyo rappresenta un forte segnale di fiducia verso un produttore di chip statunitense storico che fatica a restare al passo nell’ambito dell’AI.

Intel punta, infatti, a dimostrare di poter tornare a essere un leader tecnologico dopo essere rimasto indietro rispetto a Tsmc nella produzione conto terzi e a Nvidia nella progettazione di chip. Il ceo, Lip-Bu Tan, ha incontrato la scorsa settimana il presidente statunitense, Donald Trump, alla Casa Bianca per discutere su come salvare la società. E nel successivamente nel pomeriggio c’è stata la prima risposta ufficiale alle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui gli Stati Uniti stanno valutando di acquisire una partecipazione del 10% in Intel (ai prezzi attuali vale 10,5 miliardi di dollari).

Infatti, se il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha spiegato che qualsiasi investimento in Intel sarebbe finalizzato ad aiutare il produttore di chip in difficoltà, il Segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha confermato a Cnbc che il governo è in trattative per l'acquisizione di una quota, in modo da convertire le sovvenzioni del Chips Act (39 miliardi per rilanciare l’industria dei semiconduttori) di Biden in azioni.

Lutnick ha, però, chiarito che il piano non darebbe all'amministrazione Trump né governance né diritti di voto nell'azienda, anche se potrebbe rendere il governo federale il maggior azionista del gruppo. «La partecipazione sarebbe una conversione delle sovvenzioni e potrebbe comportare un aumento dell’investimento in Intel per aiutare a stabilizzare l’azienda e la produzione di chip qui negli Stati Uniti», ha detto, senza fornire dettagli sulle dimensioni della partecipazione e sui tempi di una tale mossa.

Proprio la tempistica dell’accordo con Softbank, pochi giorni dopo l’incontro tra Trump e il ceo di Intel, alimenta i timori degli esperti che la politica possa aver avuto un ruolo. «Se è una questione politica, allora non è motivata dal profitto», ha affermato Amir Anvarzadeh, strategist di Asymmetric Advisors. «Investire in Intel per compiacere Trump forse non è visto come un buon affare» (riproduzione riservata)



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