I mercati in Asia si muovono tonici, giovedì 18 maggio, trainati dalla buona chiusura di Wall Street che ha visto i timori di un default a breve degli Usa attenuarsi. Il Giappone, intanto, si prepara per il G7 che apre domani a Hiroshima.
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dell’1,65% (+17,25% da inizio anno), Hong Kong dell’1%, Shanghai dello 0,8%. L’oro cede lo 0,2% a 1.981 dollari per oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,33% a 72,59 dollari il barile mentre i futures su Wall Street sono deboli per ora.
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Mercoledì negli Stati Uniti, l'S&P 500 ha guadagnato l'1,2% e il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo dell'1,3% dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è detto «fiducioso» nel raggiungere un accordo di bilancio con il Congresso per evitare un default sul debito statunitense.
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Tre dei maggiori produttori mondiali di semiconduttori hanno espresso la volontà di espandere gli investimenti in Giappone, mentre l'industria tech prende le misure delle tensioni tra Cina e Occidente.
Micron Technology (gruppo Usa) ha detto che prevede di investire fino a 500 miliardi di yen (3,7 miliardi di dollari), compresi i sussidi del governo giapponese (per 1,5 miliardi di dollari), per produrre una tecnologia di litografia ai raggi ultravioletti all'avanguardia a Hiroshima.
Samsung Electronics prevede dal canto suo di investire in un nuovo centro di ricerca e sviluppo in Giappone, secondo quanto ha riferito Yasutoshi Nishimura, ministro dell'economia, del commercio e dell'industria.
Anche Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, il più grande gruppo di chip al mondo, ha espresso la volontà di espandere i propri investimenti nel Paese. I progetti sono stati illustrati giovedì durante un incontro tra il primo ministro Fumio Kishida e i capi di TSMC, Samsung, Intel, Micron e altri manager a Tokyo.
Il deficit commerciale del Giappone è sceso a 432,4 miliardi di yen ad aprile 2023 da 854,9 miliardi di yen di un anno prima, sotto il consenso del mercato per 613,8 miliardi.
È stato il 21° mese consecutivo di deficit e la sequenza più lunga dal 2015. Le esportazioni sono cresciute del 2,6% su base annua, il 26° mese consecutivo di aumento ma il ritmo più debole da febbraio 2021. Nel frattempo, le importazioni sono scese del 2,3%, il prima discesa in 27 mesi. (riproduzione riservata)