La maggior parte delle borse asiatiche è scesa con i mercati cinesi in testa a causa delle persistenti preoccupazioni per una guerra commerciale con l'Occidente. I mercati asiatici hanno in gran parte ignorato l’andamento positivo di Wall Street dopo che i dati sui salari non agricoli statunitensi di venerdì hanno rafforzato la possibilità che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse. La testimonianza del presidente della Fed, Jerome Powell, al Congresso e i dati sull'inflazione negli Stati Uniti sono tra gli eventi principali di questa settimana. I trader cercheranno conferme di un possibile taglio dei tassi già a settembre. I futures sugli indici azionari statunitensi scendono (-0,24% quello sul Dow Jones e -0,20% quello sull’S&P500).
Le preoccupazioni commerciali hanno pesato sui listini cinesi. Gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite della Cina sono scesi, rispettivamente, dello 0,3% e dello 0,5%, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong è scivolato dell'1,5%. L’Unione Europea ha imposto pesanti dazi sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi. Una mossa simile a quella degli Stati Uniti il che ha aumentato le preoccupazioni per il peggioramento delle relazioni commerciali con la Cina, che potrebbe portare Pechino a introdurre misure di ritorsione. L'attenzione è puntata sul Terzo Plenum del Partito Comunista Cinese che dovrebbe introdurre ulteriori misure di stimolo per l'economia. I dati sul commercio e sull'inflazione cinese sono attesi nel fine settimana.
Poco sotto la parità, invece, l’indice Nikkei (-0,10%) del Giappone dopo essersi riavvicinato la scorsa settimana al massimo storico. La forza delle azioni giapponesi è stata in gran parte guidata dagli acquisti esteri, poiché lo yen è sceso ai minimi da 38 anni. Anche i dubbi su ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone hanno sostenuto le azioni locali. Tuttavia, a maggio gli stipendi base dei lavoratori giapponesi hanno registrato il maggior incremento dal 1993, quindi sembrerebbe che il trend salariale di fondo possa iniziare a sostenere i consumi e consentire alla Banca del Giappone di alzare nuovamente i tassi. La paga base è aumentata del 2,5% rispetto a un anno fa, la crescita più rapida dal 1993. Al netto di bonus e straordinari, a maggio si è verificato un aumento record del 2,7%. Questo indica che l'inflazione e i consumi potrebbero aumentare nei prossimi mesi.
In netta ascesa, inoltre, a Taipei (+1,7%) Taiwan Semiconductor Manufacturing dopo che Morgan Stanley si è aggiunta alla lista di broker che hanno aumentato il target pricve sul produttore di chip prima dei conti. Il titolo è balzato del 3,48%, estendendo il rally di quest'anno a oltre il 75%. Morgan Stanley ha aumentato il suo prezzo obiettivo sul titolo di circa il 9% a 1180 (rating overweight), aspettandosi che il produttore di chip aumenti la stima sulle vendite dell'intero esercizio quando annuncerà i conti la prossima settimana. Il broker prevede anche che Tsmc aumenterà i prezzi dei wafer. Pure JP Morgan ha previsto che la società aumenterà le sue previsioni sui ricavi: «ci aspettiamo che Tsmc sia più ottimista sulla domanda di acceleratori AI», ha scritto JP Morgan. Il produttore dei chip più avanzati al mondo, utilizzati da aziende come Apple e Nvidia, dovrebbe riportare una crescita dei ricavi del 36% rispetto all'anno precedente, secondo Bloomberg. Tsmc è l'ottava azienda più grande al mondo, ha una capitalizzazione di mercato di oltre 950 miliardi di dollari.
Gli altri listini asiatici hanno registrato una seduta sottotono. Le preoccupazioni per la Cina hanno visto l'Asx 200 dell'Australia scendere dello 0,4%. I dati macro hanno mostrato che i prestiti immobiliari australiani sono inaspettatamente diminuiti a maggio. Anche il Kospi della Corea del Sud è calato dello 0,1%.
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