Borse asiatiche quasi tutte positive mentre gli investitori hanno digerito i risultati misti di Nvidia, il gigante statunitense dell’intelligenza artificiale. Hong Kong è stata la piazza peggiore, colpita dalle forti perdite del colosso del food delivery, Meituan, e dei suoi competitor. A parte il settore tecnologico, i mercati asiatici hanno preso spunto da Wall Street dove il 27 agosto l’S&P 500 è salito a un nuovo massimo storico. Ma i futures sull’indice stamani scendono dello 0,12% con il sentiment che si è deteriorato dopo i conti di Nvidia.
L’indice Nikkei 225 giapponese è salito dello 0,61%, mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,49%, con i titoli tecnologici che hanno registrato una reazione mista ai risultati di Nvidia che ha superato le stime degli analisti e ha previsto ricavi per il terzo trimestre superiori alle aspettative, ma il risultato deludente dei ricavi dei data center, la principale fonte di guadagno dell’azienda, e le incertezze sulle prospettive in Cina dopo il blocco delle vendite di chip hanno fatto scendere il titolo di oltre il 3% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street.
L'utile netto è balzato nel secondo trimestre del 59% a 25,78 miliardi di dollari (1,05 dollari per azione), rispetto ai 16,6 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono saliti del 56% a 46,74 miliardi, oltre i 46 miliardi attesi dagli analisti, con quelli delle attività di data center cresciuti del 56% a 41,1 miliardi, leggermente al di sotto delle previsioni degli esperti. Per il terzo trimestre il gigante dell’AI ha stimato ricavi pari a 54 miliardi «più o meno il 2%». Una previsione che non include le vendite in Cina.
«I risultati di Nvidia dovevano essere impeccabili e, sebbene siano oggettivamente buoni, non sono stati perfetti», ha dichiarato Kyle Rodda, senior market analyst di Capital.com. «Con il titolo scambiato su valutazioni così elevate, qualsiasi notizia negativa sarebbe stata punita». In particolare, Nvidia ha segnalato un’incertezza persistente per le vendite in Cina, anche dopo che Washington ha autorizzato la ripresa delle forniture a fine luglio. Però ha anche evidenziato una forte domanda di chip trainata dall’AI, che dovrebbe continuare a sostenere la crescita degli utili nei prossimi trimestri. Infine, ha approvato un piano di acquisto di azioni proprie da ulteriori 60 miliardi.
A sostenere in parte il Nikkei, nonostante il principale negoziatore commerciale del Giappone abbia annullato all'ultimo minuto la visita negli Stati Uniti prevista per oggi, 28 agosto, ritardando ulteriormente i colloqui per finalizzare il pacchetto di investimenti da 550 miliardi di dollari offerto da Tokyo in cambio di un alleggerimento delle tariffe doganali, il titolo di Mitsubishi Corp., salito dell’1,75%, dopo che la società ha rivelato che la Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha aumentato la sua partecipazione nella trading house a oltre il 10%. La notizia ha spinto al rialzo anche i titoli dei competitor di Mitsubishi. SoftBank Group, fortemente esposta su Nvidia, è balzata del 3,18%, mentre il fornitore Advantest Corp. dell’1,45% e il produttopre di chip Tokyo Electron dell’1,57%.
L’indice Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,68% dopo che la Banca di Corea ha mantenuto invariati i tassi di interesse, come previsto dagli economisti. I fornitori di Nvidia, SK Hynix e Samsung Electronics si sono mossi a due velocità, rispettivamente, con un +2,88% e un -0,64%. Ha stonato a Taipei anche Taiwan Semiconductor Manufacturing, uno dei principali fornitori asiatici di Nvidia, scesa dell’1,26%.
L’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso l’1,2%, sottoperformando gli altri mercati asiatici a causa di una serie di risultati deboli. Meituan è crollata del 10,3%. La società, che offre una piattaforma per un'ampia gamma di consumatori locali, tra cui servizi di consegna a domicilio di cibo, ha registrato pessimi risultati nel secondo trimestre e fornito previsioni deboli a causa di una concorrenza sempre più accesa. I rivali Alibaba Group e JD.com sono scesi entrambi di oltre il 3%.
Inoltre, Anta Sports Products è caduta del 7%, risultando anch’essa tra le peggiori dell’indice. Nonostante abbia presentato solidi utili semestrali, l’azione è scesa per le indiscrezioni secondo cui sarebbe in corsa per acquistare la rivale tedesca Puma, in difficoltà. Hanno stornato anche gli indici CSI 300 di Shanghai e Shenzhen (-0,14%) e lo Shanghai Composite (-0,68%).
Il produttore cinese di chip AI, Cambricon Tech, ha continuato a brillare, correndo del 5,39% a un nuovo massimo storico. L’azienda, che è tornata all’utile, dovrebbe beneficiare notevolmente della spinta di Pechino a favore di chip AI prodotti localmente, rafforzata dall’incertezza sulle vendite della serie H20 di Nvidia.
Tra gli altri mercati asiatici, l’Asx 200 australiano ha guadagnato solo 0,13%, con gli utili positivi di Qantas Airways compensati dai risultati deboli di Wesfarmers e Lynas Rare Earths. Infine, l’indice Nifty 50 dell’India è sceso dello 0,21%, sui minimi delle ultime due settimane, a causa dei dazi del 50% imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro il Paese, entrati in vigore mercoledì 27 agosto. Mirano a far pressione su Nuova Delhi affinché interrompa gli acquisti di petrolio russo, una mossa che comporta ulteriori pressioni sull’economia indiana, fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio. I colloqui commerciali con Washington sono praticamente naufragati nelle ultime settimane, riducendo le speranze di un accordo, mentre l’India non ha dato segnali di voler ridurre gli acquisti di petrolio russo. (riproduzione riservata)