L’Asia apre in calo, lunedì 4 agosto, dopo un venerdì in deciso ribasso a Wall Street. Gli investitori stanno valutando l’ultimo pacchetto di dazi Usa e il report sull’occupazione negli Stati Uniti, che ha spinto la borsa Usa in ribasso e rafforzato le scommesse su un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei cede l’1,55%, Hong Kong e Shanghai salgono invece, rispettivamente, dello 0,3% e 0,2%, mentre il petrolio Wti perde lo 0,2% a 67,19 dollari il barile. I futures sul Nasdaq viaggiano positivi, intanto, per lo 0,4%.
Nel frattempo, l’attenzione è rivolta anche all’andamento dei prezzi del petrolio, dopo che l’Opec+ ha annunciato un aumento significativo della produzione.
I prezzi del petrolio sono scesi per la terza sessione consecutiva lunedì, in seguito all’intesa dell’Opec+ per aumentare la produzione di 547.000 barili al giorno a settembre. La decisione mira a riconquistare quote di mercato, in un contesto di possibili interruzioni dell’offerta legate alla Russia. Il presidente Donald Trump ha minacciato sanzioni secondarie del 100% contro gli acquirenti di greggio russo, mettendo potenzialmente a rischio fino a 2,75 milioni di barili al giorno di esportazioni via mare, principalmente verso Cina e India.
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è sceso di circa 5 punti base lunedì, attestandosi intorno all’1,5%, seguendo il forte calo dei Treasury americani dopo il report piuttosto grigio sull’occupazione di luglio negli Usa. I dati hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed a settembre, con oltre 63 punti base di allentamento già prezzati entro fine anno.
Gli investitori restano cauti per gli effetti macroeconomici delle nuove tariffe imposte dal presidente Trump e per l’inflazione globale. In Giappone, l’attenzione è rivolta ai verbali dell’ultima riunione della Bank of Japan, che ha lasciato i tassi invariati ma ha rivisto al rialzo le stime sull’inflazione, segnalando maggiori rischi derivanti dalle tensioni commerciali globali.
Nei prossimi giorni, gli operatori continueranno a monitorare la guerra commerciale innescata da Trump, dopo l’annuncio del 1° agosto relativo a nuovi dazi. Prosegue intanto la stagione delle trimestrali, con attesa per i conti di Palantir Technologies, Walt Disney, Amd, Amgen, McDonald’s ed Eli Lilly.
Negli Stati Uniti, i dati macro più rilevanti riguardano: ISM servizi, bilancia commerciale, ordinativi industriali e la stima preliminare su produttività e costo del lavoro nel secondo trimestre. A livello globale, sono attese decisioni di politica monetaria da parte della Banca d’Inghilterra (BoE), della Reserve Bank of India (RBI) e della banca centrale del Messico.
Altri dati chiave attesi nella settimana:
Cina: bilancia commerciale, inflazione, Pmi servizi Caixin e conto corrente.
Eurozona: vendite al dettaglio e prezzi alla produzione.
Germania: ordinativi all’industria, produzione industriale e bilancia commerciale.
Australia: bilancia commerciale, spesa delle famiglie e indici di attività settoriali.
Canada: commercio e occupazione.
Messico, Svizzera, Turchia: inflazione.
Indonesia, Filippine: Pil del secondo trimestre.
In Giappone, i dati da monitorare includono la spesa delle famiglie, il Pmi servizi definitivo S&P Global. In India, la banca centrale dovrebbe lasciare il tasso di riferimento invariato al 5,5%. (riproduzione riservata)