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Asia, Cina in rally grazie a tech e immobiliare. Dongfeng Motor vola in scia al piano di privatizzazione
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Asia, Cina in rally grazie a tech e immobiliare. Dongfeng Motor vola in scia al piano di privatizzazione

25 agosto 2025, 07:35 Ultimo aggiornamento: 17:20

Borse asiatiche positive con i segnali accomodanti della Fed che alimentano le scommesse su un taglio dei tassi d’interesse già da settembre. La PBoC rafforza il tasso di riferimento dello yuan dopo Powell. Hong Kong la piazza migliore

Borse asiatiche positive in scia al rialzo di Wall Street dopo che i segnali accomodanti da parte della Federal Reserve hanno alimentato le scommesse su un taglio dei tassi d’interesse già da settembre. I futures sull’S&P 500 scendono dello 0,04%, stabilizzandosi dopo il balzo dell’1,5% di venerdì 22 agosto, innescato dal presidente della Fed, Jerome Powell, che a Jackson Hole ha mostrato maggior apertura a un taglio dei tassi, in un contesto di preoccupazioni per il raffreddamento del mercato del lavoro. I mercati hanno intensificato le scommesse su un taglio del costo del denari di 25 punti base a settembre, secondo i dati del Cme Fedwatch.

Le borse cinesi le migliori

Gli indici CSI 300 di Shanghai e Shenzhen e Shanghai Composite sono saliti, rispettivamente, dello 0,96% e dello 0,549%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l’1,81%. Il CSI 300 ha raggiunto il livello più alto dalla metà del 2022, mentre lo Shanghai Composite si è avvicinato al massimo degli ultimi dieci anni. Entrambi hanno registrato forti rialzi nel mese di agosto, grazie all’ottimismo in aumento sull’economia cinese, al miglioramento dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti e alla stabilizzazione della crescita interna. Anche il commercio legato alle infrastrutture per l’AI e il predominio nel biotech dovrebbero sostenere i mercati cinesi.

Hong Kong in rally con i tecnologici e le azioni immobiliari

L’indice Hang Seng di Hong Kong si è avvicinato al massimo degli ultimi quattro anni, trainato soprattutto dai guadagni dei titoli tecnologici e dei produttori di chip locali. Il settore tecnologico è favorito dalle aspettative di tassi più bassi negli Stati Uniti, che aumentano l’attrattiva a lungo termine del comparto. I produttori di chip beneficiano dell’incoraggiamento del governo affinché gli sviluppatori cinesi, in particolare nell’AI, utilizzino chip prodotti localmente. Questo dopo che il colosso dell’intelligenza artificiale statunitense, Nvidia, ha ottenuto l’autorizzazione a riprendere le vendite del suo popolarissimo chip H20 in Cina, sebbene Pechino abbia messo in guardia gli sviluppatori locali dall’utilizzare chip stranieri. 

Lo sviluppatore principale di AI, DeepSeek, ha lanciato sul mercato un modello aggiornato che ha definito più adatto ai chip prodotti in Cina. Semiconductor Manufacturing International, il più grande produttore di chip cinese, è cresciuto dello 0,44% a Hong Kong, mentre Cambricon Technologies, uno sviluppatore di chip per AI, è schizzato del 20% a un nuovo massimo storico a Shanghai.

In evidenza anche le azioni degli sviluppatori immobiliari cinesi con China Vanke che ha toccato il massimo degli ultimi sei mesi (+9,76%) e Sunac China balzata dell’8,55%, grazie alle aspettative che le autorità annuncino nuove misure a sostegno del mercato immobiliare in difficoltà. Nel frattempo, Shanghai ha annunciato politiche per stimolare la domanda di abitazioni, come l’allentamento delle restrizioni sugli acquisti nelle aree suburbane. Ulteriori misure potrebbero arrivare già a settembre, con le autorità che si preparano ad accelerare i progetti di rinnovamento urbano e a rafforzare il mercato immobiliare in difficoltà, ha riportato il Securities Daily, citando un esperto del settore.

Dongfeng Motor vola con il piano di privatizzazione e la quotazione della controllata Voyah

Inoltre, il titolo Dongfeng Motor Group, quotato sempre a Hong Kong, ha registrato il rialzo più forte degli ultimi sei mesi dopo che la casa automobilistica cinese ha annunciato il tanto atteso piano di ristrutturazione. Il titolo, alla ripresa delle contrattazioni dopo due settimane di sospensione, ha aperto a quota 10,10 dollari di Hong Hong, il livello più alto dal novembre 2017, per poi ridurre i guadagni a +57,45% e scendere a 9,39 dollari di Hong Kong.

Il piano di ristrutturazione di Dongfeng prevede il ritiro delle azioni dalla borsa di Hong Kong e una nuova quotazione per la sua linea di veicoli elettrici di lusso, Voyah. Gli azionisti riceveranno 6,68 dollari di Hong Kong in contanti, pari a un premio dell’11,9% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura dell’8 agosto, e 0,3552608 azioni Voyah H per ciascuna azione posseduta. Sulla base del valore medio di Voyah calcolato a fine luglio a 11,735 dollari per azione, l'offerta ammonta a 10,85 dollari, con un premio dell'81,7% rispetto all'8 agosto.

«I principali competitor di Voyah sono scambiati a un multiplo prezzo/vendite 2026 compreso tra 0,7 e 1,5 volte. Assegniamo a Voyah un multiplo prezzo/vendite 2026 pari a 0,5 volte, con uno sconto rispetto alle 0,7 di Byd e Leapmotor, considerando i volumi relativamente ridotti di Voyah nella fase attuale», afferma Citi. «Applicando questo multiplo, otteniamo una valutazione di Voyah per azione pari a 3,66 dollari di Hong Kong, equivalente a un p/e 2026 pari a 15 volte. Prevediamo che il volume delle vendite di Voyah nel 2025/2026 sarà pari a 150.000/260.000 e alziamo il target price di Dongfeng Motor da 6,20 a 10,34 dollari di Hong Kong, confermando il rating buy».

Il valore totale dell’operazione è di 55,13 miliardi di dollari di Hong Kong. La decisione di privatizzare arriva in un momento in cui le case automobilistiche cinesi devono fronteggiare una guerra dei prezzi, che dura da anni, con conseguente aumento dei costi e riduzione dei margini.

«Questa proposta è chiaramente una mossa con cui il governo cinese e il management di Dongfeng Motor mirano a sbloccare il valore nascosto dell’azienda», hanno commentato gli analisti di JP Morgan. «La società è stata costantemente scambiata a forte sconto rispetto al suo book value, mentre la liquidità è quasi il doppio della sua capitalizzazione di mercato». La mossa arriva dopo che il Consiglio di Stato cinese ha segnalato a marzo il suo supporto alla ristrutturazione di tre grandi case automobilistiche statali, tra cui, appunto, Dongfeng Motor, per consolidare il settore e aumentarne la competitività.

La PBoC rafforza il tasso di riferimento dello yuan dopo Powell (Fed)

Nel frattempo, la Cina ha rafforzato il tasso di riferimento dello yuan al livello più alto da gennaio dopo che il dollaro è sceso in seguito ai commenti di Powell. La People’s Bank of China ha fissato il tasso di riferimento giornaliero per la valuta locale a 7,1161 per dollaro, rispetto al livello di 7,1321 di venerdì. Lo yuan onshore è salito dello 0,1% a 7,1574 per dollaro dopo aver toccato in precedenza 7,1568, il livello più forte da fine luglio.

Borse sostenute dalle scommesse su un taglio dei tassi Usa a settembre

Anche gli altri mercati asiatici hanno guadagnato terreno grazie alla convinzione che la Fed taglierà i tassi a settembre. Tassi più bassi attirano maggiori flussi di capitale estero verso attività in Asia con rendimenti più elevati. Gli indici giapponesi Nikkei e Topix sono saliti, rispettivamente, dello 0,38% e dello 0,13%. Lato macro, il leading indicator di giugno è stato rivisto al ribasso a 105,6 punti dai 104,8 preliminari, ma risulta al di sotto dei 106,1 punti del mese precedente. L'indicatore ha così registrato una variazione pari a +0,8%, inferiore al +1,3% preliminare, dopo il +,6% registrato il mese precedente.
 

Il Kospi sudcoreano è cresciuto dell’1,10% sempre grazie al settore tecnologico e dei chip, mentre l’indice Asx 200 australiano è rimasto più indietro, crescendo solo dello 0,1%, ma restando vicino ai massimi storici recenti. La borsa indiana ha anch’essa sottoperformato rispetto alle altre borse asiatiche, con l’indice Nifty 50 in aumento dello 0,30%.

L’attenzione è puntata sulla scadenza del 27-28 agosto, quando entreranno in vigore i dazi del 50% imposti dal presidente statunitense Trump contro Nuova Delhi. I mercati indiani avevano inizialmente ignorato la minaccia del tycoon, dopo che il governo aveva annunciato una serie di riforme fiscali per sostenere l’economia locale. Tuttavia, i dazi Usa rappresentano un ostacolo economico di lungo termine per l’India, in particolare per il mercato delle esportazioni del Paese. La tariffa del 50% mira principalmente a spingere Nuova Delhi a ridurre gli acquisti di petrolio russo. (riproduzione riservata)



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