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Asia, Cina in rally: Goldman Sachs alza i target sulle azioni, Morgan Stanley teme un surriscaldamento
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Asia, Cina in rally: Goldman Sachs alza i target sulle azioni, Morgan Stanley teme un surriscaldamento

29 agosto 2025, 07:53 Ultimo aggiornamento: 08:52

Borse asiatiche miste con i listini cinesi che hanno esteso le brillanti performance di agosto e si sono mantenuti sui massimi pluriennali, mentre il Nikkei giapponese ha ceduto a causa di una serie di dati macro negativi

Borse asiatiche miste con i listini cinesi che hanno esteso le brillanti performance del mese di agosto e si sono mantenuti sui massimi pluriennali, mentre il Nikkei giapponese ha ceduto a causa di una serie di dati macro negativi. I mercati hanno tratto un certo incoraggiamento dalla chiusura leggermente positiva del 28 agosto di Wall Street, dove l’S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico, post conti non leggendari del colosso dell’AI Nvidia e in attesa dei dati chiave sull’indice Pce, l’indicatore sull’inflazione preferito dalla Fed, previsti più tardi nella giornata di venerdì 29 agosto. I futures sull’S&P 500 scendono dello 0,07%.

La Cina brilla ad agosto

Il mercato azionario cinese si avvia verso un volume di scambi record questo mese (il volume medio giornaliero ad agosto è stato di 2,2 trilioni di yuan, pari a 309 miliardi di dollari), a conferma dell’intensità di un mercato toro che attira ogni giorno nuovi investitori. L’indice Shanghai Shenzhen CSI 300 è salito dello 0,41%, raggiungendo il massimo degli ultimi tre anni, mentre l’indice Shanghai Composite è rimasto piatto ma poco sotto il massimo degli ultimi dieci anni. L’indice Hang Seng di Hong Kong è avanzato dello 0,46%, vicino al massimo degli ultimi quattro anni.

Solo ad agosto il CSI 300 è balzato del 10,3%, mentre lo Shanghai Composite dell’8,1%. I mercati cinesi hanno beneficiato degli sforzi di Pechino per promuovere la produzione locale di chip, mentre i segnali di una debolezza persistente dell’economia hanno aumentato le scommesse su ulteriori misure di stimolo da parte del governo. Inoltre, con il crescere dell’ottimismo, la banca centrale cinese ha spinto lo yuan verso l’alto, alimentando le speculazioni su un cambiamento di strategia a favore di un tasso di cambio più forte. La prossima settimana i dati sull’indice Pmi cinese di agosto faranno maggior chiarezza sulla seconda economia mondiale e potrebbero influenzare le aspettative di ulteriori stimoli.

Il forte rally dei titoli cinesi legati ai semiconduttori ha mostrato segnali di raffreddamento venerdì, con il produttore di chip per l’intelligenza artificiale Cambricon Technologies in calo del 7,6% dopo aver raggiunto nuovi massimi storici all’inizio della settimana. Il titolo ha comunque raddoppiato il suo valore ad agosto ed è salito del 20% questa settimana, dopo che Nvidia ha espresso ulteriori dubbi sulle sue vendite in Cina, aumentando le scommesse sugli operatori locali. In calo anche Semiconductor Manufacturing International e Hua Hong Semiconductor, scese, rispettivamente, dell’1,85% e del 4,98% a Hong Kong dove l’indice Hang Seng ha chiuso il mese di agosto con un modesto guadagno dell’1,6%, penalizzato da vendite nel settore tecnologico nella seconda metà del mese.

Goldman alza i target sulle azioni cinesi, Morgan Stanley teme un surriscaldamento

Gli investitori attendono i risultati delle principali banche cinesi e di società come Alibaba Group e Byd, un test per capire se il rally potrà durare. Intanto gli strategist di Goldman Sachs hanno alzato il target a 12 mesi sull’indice CSI 300 da 4.500 a 4.900 punti, citando valutazioni favorevoli, crescita degli utili nella fascia alta a singola cifra e posizionamento positivo del mercato.

Al contrario, quelli di Morgan Stanley restano più cauti, segnalando segnali di surriscaldamento del mercato. Non sono ancora diffusi, ma è necessario che migliorino i fondamentali delle aziende e il sostegno delle politiche governative. «Ulteriore liquidità è ancora disponibile per l’allocazione azionaria, ma come dimostrato dai precedenti tentativi falliti di rally delle A-shares, il grande ostacolo alla sostenibilità resta nei fondamentali delle aziende e nelle prospettive macroeconomiche di lungo periodo», ha spiegato Morgan Stanley.

Le opinioni divergenti riflettono i diversi profili di rischio che gli investitori devono affrontare, dato che il rally sembra spinto più dalla liquidità che da una forza economica duratura. All’inizio del mese, anche Hsbc aveva alzato i target per gli indici azionari onshore cinesi grazie all’abbondante liquidità domestica, prevedendo 4.000 punti per l’indice Shanghai Composite entro fine anno e 4.600 per il CSI 300. Mentre JP Morgan ha stimato un ulteriore potenziale di upside del 24% per il CSI 300 e del 35% per l’Msci China entro la fine del 2026. «Il mercato toro resterà intatto e qualsiasi correzione/consolidamento rappresenterà un’opportunità di acquisto», ha suggerito JP Morgan. «Tuttavia, è importante gestire i rischi dove il posizionamento è particolarmente affollato».

Nikkei -0,38% con i dati macro negativi

L’indice Nikkei 225 del Giappone è sceso dello 0,38%, mentre l’indice Topix ha perso lo 0,48% dopo una serie di dati macro negativi. Entrambi rimangono comunque in rialzo del 4-5% ad agosto, dopo aver toccato nuovi massimi storici a inizio mese. La produzione industriale giapponese è calata più del previsto a luglio. In particolare, l'indice della produzione industriale ha registrato un decremento dell'1,6% su base mensile, dopo il +2,1% registrato a giugno. Le stime degli economisti erano per una discesa dell'1,1%. Alla frenata della produzione ha contribuito la crescita delle scorte (+0,8% su mese), mentre sono diminuite le consegne (-2,5%). Anche le vendite al dettaglio hanno rallentato: sono cresciute dello 0,3% su base annua, meno delle attese, mentre su base mensile sono scese dell’1,6%.

Come se non bastasse, i dati sull’indice dei prezzi al consumo di Tokyo ad agosto hanno mostrato un rallentamento dell’inflazione nella capitale giapponese, in linea con le attese: è aumentato del 2,5% ad agosto rispetto all'anno precedente dal 2,9% registrato il mese prima. Tuttavia, l’inflazione core è rimasta persistente e al di sopra dell’obiettivo annuo del 2% della Bank of Japan, mantenendo vive le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della BoJ. Secondo Bloomberg, le probabilità di un aumento dei tassi da 25 punti base si attestano intorno al 60%.

Tra gli altri mercati asiatici, il Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,2% con i titoli tecnologici e legati all’AI deboli dopo i risultati contrastanti di Nvidia. L’Asx 200 australiano ha perso lo 0,07%, ma si conferma in rialzo del 2,4% ad agosto dopo aver superato la soglia dei 9.000 punti nel mese. Il costruttore navale Austal è balzato del 14% a un nuovo massimo storico, dopo aver riportato utili forti e annunciato un importante contratto con il governo australiano.

Infine, l’indice Nifty 50 dell’India è salito dello 0,20%, ma ha registrato un -1,6% ad agosto, colpito dalla decisione degli Stati Uniti di procedere mercoledì 27 agosto con dazi commerciali al 50% contro Nuova Delhi. Mirano soprattutto a scoraggiare gli acquisti da parte dell’India di petrolio russo, con l’amministrazione Trump che accusa il Paese di finanziare la guerra di Mosca contro l’Ucraina. Accuse respinte da Nuova Delhi che continua ad acquistare petrolio dalla Russia. (riproduzione riservata)



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