Borse asiatiche in crescita con le azioni cinesi legate all’intelligenza artificiale in testa grazie all’ottimismo in aumento sul settore, anche a Wall Street. I volumi sono rimasti contenuti a causa di una festività in Giappone («Coming of Age Day»).
I futures sull’S&P 500 scende dello 0,6% dopo la notizia che l’ufficio del procuratore distrettuale del distretto di Columbia ha avviato un'indagine penale nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in merito alla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale americana a Washington e all'eventualità che Powell abbia mentito al Congresso americano sulla portata del progetto.
In risposta all'apertura dell'indagine a suo carico, Powell ha detto che nutre «profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e certamente non il presidente della Fed, è al di sopra della legge». Ma quest’azione «senza precedenti», ha aggiunto, «dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni esercitate dall'amministrazione» di Donald Trump per tagliare i tassi di interesse. Una mossa che alimenta le forti preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale.
A tenere sulle spine i mercati asiatici sono anche le tensioni geopolitiche nel mondo: le proteste in Iran, l’incursione degli Stati Uniti in Venezuela, i progressi lenti verso un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, la disputa diplomatica tra Cina e Giappone e l’insistenza della Casa Bianca sull’acquisizione della Groenlandia.
L’indice Kospi della Corea del Sud ha registrato un rialzo dello 0,83% grazie ai guadagni dei titoli tecnologici e dei produttori di chip. L’Hang Seng di Hong Kong è salito dell’1,35% grazie ai titoli tech, mentre gli indici cinesi Csi 300 Shanghai Shenzhen e Shanghai Composite sono cresciuti, rispettivamente, dello 0,71% e dell’1,11%. A Hong Kong, le azioni di diverse società di intelligenza artificiale quotatesi nell’ultima settimana sono aumentate ancora dopo i buoni debutti della scorsa settimana. Z.AI, quotata come Knowledge Atlas Tech e prima delle «tigri dell’AI» cinesi a sbarcare in Borsa, è balzata del 56,6%.
La concorrente MiniMax Group, anch’essa debuttante la scorsa settimana, è salita del 29,5%, mentre il produttore di chip Shanghai Iluvatar CoreX SemiCon ha guadagnato il 10,40%. L’ha seguita Cambricon Technologies Corp con un progresso di oltre il 3%.
Altrove, il titolo del colosso taiwanese Tsmc è cresciuto dello 0,93%, dopo che il più grande produttore di chip conto terzi al mondo il 9 gennaio ha comunicato di aver registrato una crescita delle vendite a dicembre del 20,45% nel quarto trimestre rispetto all'anno precedente, battendo le previsioni degli analisti, grazie all'aumento della domanda di prodotti dell'azienda in risposta all’interesse per le applicazioni AI.
L'azienda, i cui clienti includono Nvidia e Apple, è stata una delle principali beneficiarie dei progressi dell'AI, che hanno più che compensato il calo della domanda di chip utilizzati nell'elettronica di consumo come i tablet. I ricavi del periodo ottobre-dicembre sono stati pari a 1,046 mila miliardi di dollari di Taiwan (33,11 miliardi di dollari Usa) rispetto agli 868,46 miliardi di dollari di Taiwan del periodo dell'anno precedente e agli 1,036 mila miliardi di dollari di Taiwan stimati dagli analisti.
Tsmc comunicherà gli utili del quarto trimestre il prossimo 15 gennaio, quando dovrebbe fornire una guidance aggiornata per il trimestre in corso e per l'intero anno, compresi i piani di spesa in conto capitale e le prospettive di crescita dei ricavi.
In particolare, dovrebbe registrare un balzo del 27% dell'utile netto nel quarto trimestre, un nuovo record, a 475,2 miliardi di dollari di Taiwan (15,02 miliardi di dollari Usa), secondo una SmartEstimate di Lseg compilata da 19 analisti.
I risultati di Tsmc, uniti alla presentazione del nuovo chip di Nvidia e ai commenti positivi rilasciati al Ces della scorsa settimana, hanno contribuito a migliorare il sentiment verso i titoli legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, il settore stava ancora scontando le perdite pesanti registrate alla fine del 2025 a causa delle preoccupazioni per le valutazioni eccessivamente elevate e per gli investimenti ingenti nell’intelligenza artificiale che ancora non si traducono in profitti.
AI a parte, la Cina ha riavviato le aste di soia, dopo una pausa di tre settimane, mentre continua ad acquistare dagli Stati Uniti, in seguito alla tregua commerciale tra i due Paesi. Sinograin metterà in vendita 1,13 milioni di tonnellate di soia martedì 13 gennaio. L’ente statale che gestisce le scorte di cereali ha tenuto diverse aste a dicembre, le prime vendite da quando Pechino e Washington hanno raggiunto un accordo durante l’incontro in Corea del Sud a fine ottobre.
La Cina ha intensificato gli acquisti di soia americana e si è impegnata ad acquistare almeno 12 milioni di tonnellate entro la fine di febbraio. Le aziende statali hanno ripreso ad acquistare dagli Stati Uniti dalla fine di ottobre e da allora hanno prenotato numerosi carichi.
Per il resto, segno più anche per l’indice Straits Times di Singapore, salito dello 0,61% e l’Asx 200 australiano (+0,48%) con i titoli delle società minerarie locali che hanno seguito il rally dei metalli preziosi. Ha stonato solo l’indice Nifty 50 dell’India (-0,68%) a causa delle incertezze per le ulteriori restrizioni commerciali statunitensi nei confronti di Nuova Delhi. (riproduzione riservata)