A pochi giorni dall’assemblea chiamata a rinnovare il collegio sindacale, si accende un nuovo confronto sulla governance di Ascopiave, utility trevigiana attiva nella distribuzione del gas naturale in oltre 500 comuni e quotata su Euronext Star Milan. Il cda, nella riunione del 31 marzo, ha deliberato l’esclusione della lista di minoranza presentata da un gruppo di Comuni veneti, guidati da quelli di Spresiano e Segusino. Secondo quanto comunicato dalla società, la decisione sarebbe legata a presunte irregolarità rispetto alle disposizioni statutarie che regolano la presentazione delle liste.
Gli enti locali coinvolti, titolari di una quota significativa del capitale, hanno ora contestato la decisione ritenendola lesiva dei diritti delle minoranze. Da qui la scelta di avviare un’azione legale presso il Tribunale di Venezia per impugnare la delibera. Parallelamente al giudizio ordinario, i Comuni hanno depositato un ricorso cautelare in corso di causa ai sensi dell’Articolo 2378 del Codice Civile e dell’Articolo 700 del Codice di Procedura Civile, con l’obiettivo di ottenere un intervento immediato.
Nel ricorso, i ricorrenti chiedono al giudice tre misure principali: la sospensione dell’efficacia della delibera del cda, la riammissione della lista di minoranza alla votazione assembleare e l’obbligo per la società di informare tempestivamente soci, Consob e mercato. In un primo momento era stato richiesto anche un provvedimento “inaudita altera parte”, cioè senza contraddittorio, per accelerare i tempi.
Il tribunale veneziano non ha accolto la richiesta di intervento immediato senza ascoltare la controparte, ritenendo necessario instaurare il contraddittorio. È stata quindi fissata l’udienza di comparizione delle parti per il 16 aprile. Una data chiave, considerando che l’assemblea è prevista per il 22 e 23 aprile: la decisione cautelare potrebbe incidere direttamente sulla composizione del futuro Collegio Sindacale.
La vicenda riporta al centro il tema dell’equilibrio tra maggioranza e minoranza nelle società quotate. La presenza di enti pubblici tra gli azionisti rende la questione ancora più sensibile, sia sotto il profilo della rappresentanza sia sotto quello della trasparenza dei controlli. Ascopiave, si limita per ora a prendere atto del contenzioso, riservandosi ogni valutazione.
Il prossimo passaggio sarà dunque l’udienza cautelare davanti al Tribunale di Venezia. Da lì potrebbe arrivare una prima indicazione decisiva: riaprire la partita sulla lista di minoranza o confermare la linea del cda alla vigilia dell’assemblea. (riproduzione riservata)