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Armi dell’Italia a Kiev, Salvini frena: «Chiarezza su corruzione». Crosetto: «L’obiettivo è sostenere la popolazione». È scontro
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Armi dell’Italia a Kiev, Salvini frena: «Chiarezza su corruzione». Crosetto: «L’obiettivo è sostenere la popolazione». È scontro

di Giusy Iorlano
14 novembre 2025, 18:29

Tajani annuncia nelle prossime ore la firma di un nuovo pacchetto di aiuti militari. Ma il caso sull’adesione dell’Italia all’iniziativa Purl per l’assistenza militare all’Ucraina resta aperto e potrebbe essere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio di Difesa

Prima di approvare nuovi aiuti all’Ucraina è necessario fare piena luce sui recenti casi di corruzione emersi a Kiev. È la posizione espressa dal vicepremier Matteo Salvini, che da Napoli ha espresso in maniera esplicita il suo no all’iniziativa Purl (la Prioritized Ukraine Requirements List, ndr), una colonna portante della politica americana riguardo l’assistenza militare a Kiev. E di cui Roma dovrebbe farne parte.

 «Mi sembra che stiano emergendo gli scandali legati alla corruzione che coinvolgono il governo ucraino, quindi non vorrei che con quei soldi dei lavoratori, dei pensionati italiani si andasse ad alimentare ulteriore corruzione», ha dichiarato il leader della Lega. E ancora: «Non penso che l’invio di altre armi risolverà il problema». 

A rispondere è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ridimensionato l’allarme: «Capisco le preoccupazioni di Salvini, ma non si giudica un Paese per due corrotti, così come gli americani e gli inglesi non giudicarono l’Italia per la presenza della mafia quando sbarcarono in Sicilia». Crosetto ha ribadito che l’obiettivo dell’Italia resta quello di sostenere la popolazione civile ucraina, sottolineando che il 93% degli attacchi russi colpisce proprio i non combattenti.

Il titolare della Difesa ha aggiunto di aver discusso dello scandalo con il suo omologo ucraino: «Abbiamo segnalato che la corruzione va combattuta anche perché può essere sfruttata dalla controinformazione russa. L’arresto dimostra comunque che l’Ucraina possiede gli anticorpi per contrastarla».

Ma intanto è gelo nel governo, anche perchè intanto il viaggio di Guido Crosetto che avrebbe dovuto tenersi il 13 e 14 novembre, negli Stati Uniti è stato cancellato. Alla base della decisione di rimandare l’incontro a un momento più opportuno, ci sarebbero proprio le divergenze all’interno della maggioranza su come garantire l’appoggio all’Ucraina, impegnata a contenere l’avanzata russa. E in particolare sull’opportunità di acquistare armi, anche dagli americani, da girare poi a Kiev.

La posizione della Lega

Le parole di Salvini segnano, dunque, una nuova frenata della Lega rispetto alla linea del governo, che continua a esprimere sostegno a Kiev nella difesa dell’aggressione russa, anche attraverso gli aiuti militari. E gelano le attese dell’Ucraina, che anche negli ultimi giorni ha chiesto informalmente all’esecutivo di Meloni di aderire al programma di aiuti per ottenere Patriot e Himars, fondamentali per resistere agli attacchi dai cieli.

Il segretario del Carroccio insiste, invece, sulla via negoziale: «La soluzione è il dialogo, come dicono il Santo Padre e Trump. Far sedere Zelensky e Putin a un tavolo è l’unica strada. Ritenere che l’invio di armi permetta all’Ucraina di riconquistare i territori perduti è quantomeno ingenuo».

Sulla stessa linea anche la capogruppo leghista in commissione Difesa al Senato, Stefania Pucciarelli: «Prima di nuovi aiuti finanziati dai contribuenti italiani serve massima chiarezza sugli scandali. L’idea che qualcuno vicino a Zelensky possa arricchirsi mentre i soldati muoiono è inaccettabile».

L’adesione al Purl

Anche perchè il Carroccio sa di poter contare sul gioco di sponda del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, che continua a mettere in guardia dal rischio di aumentare le spese militari proprio mentre è in discussione una finanziaria di austerità. L’ipotesi messa a terra era quella di aderire a Purl con 140 milioni di euro, una cifra dunque sostenibile: semmai, a pesare a Palazzo Chigi sono i dubbi di Meloni di dare il via libera in questa fase politica a investimenti in armi per Kiev che potrebbero erodere il consenso in una fetta di opinione pubblica.

Il tema delle armi all’Ucraina potrebbe, comunque, essere uno dei temi sul tavolo del prossimo Consiglio di Difesa convocato dal presidente della Repubblica nei prossimi giorni, che ha come ordine del giorno l’esame dell’evoluzione dei conflitti in corso e delle iniziative di pace, con particolare riferimento all’Ucraina ed al Medio Oriente. Ma anche la valutazione delle minacce ibride con riferimento alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione Europea e dell’Italia.

Tajani annuncia un nuovo pacchetto di aiuti

In controtendenza rispetto alle perplessità leghiste, il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha confermato l’invio di «un nuovo pacchetto di materiale militare» a Kiev, annunciato dopo il nuovo massiccio attacco russo con missili e droni sulla capitale ucraina. Tajani ha inoltre precisato che Crosetto riferirà come di consueto al Copasir. 

«Lavoriamo per costruire la pace, ma continueremo a sostenere l’Ucraina, ancora sotto attacco. È giusto garantire sicurezza e indipendenza a un Paese aggredito», ha concluso il ministro le cui parole non sembrano essere servite a chiudere il caso.

Nei giorni scorsi Tajani ha annunciato che oltre al 12esimo pacchetto di aiuti militari, saranno inviati nuovi generatori per riabilitare le centrali elettriche colpite ed aiutare la popolazione a superare l’inverno. «L’Italia ha stanziato finora oltre 100 milioni di euro per la resilienza energetica ucraina, fra contributi e crediti d’aiuto per la ricostruzione del sistema energetico, la transizione verde e la protezione delle infrastrutture critiche», ha spiegato riconfermando l’impegno per l’assistenza alle forze armate ucraine». I pacchetti militari precedenti hanno puntato sul rafforzamento delle capacità di difesa aerea, settore che è stato riconosciuto fondamentale per la protezione dei civili e delle infrastrutture critiche. (riproduzione riservata)



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