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Il presidente dell'Argentina Jevier Milei
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Argentina, il presidente Javier Milei stravince le elezioni, i titoli di stato volano e la borsa di Buenos Aires guadagna il 20%

di Giulia Venini
27 ottobre 2025, 13:17 Ultimo aggiornamento: 16:54

Dopo il trionfo elettorale di Javier Milei, i titoli di stato argentini hanno fatto un balzo record. Gli investitori vedono un futuro più stabile, grazie al calo del rischio politico

Con la vittoria schiacciante del presidente argentino Javier Milei alle elezioni di metà mandato, i titoli di stato di Buenos Aires hanno subito un’impennata, dopo che i risultati hanno superato anche le aspettative più ottimistiche. La Libertad Avanza, partito di Milei, ha ottenuto il 41% dei voti, che equivalgono a 13 seggi dei 24 al Senato e a 64 sui 127 della Camera bassa.

Il Merval, l’indice principale della Borsa di Buenos Aires, ha guadagnato oltre il 20% in apertura.

Sale il peso argentino, calano i tassi di interesse

In apertura di seduta, la valuta argentina scambia a 1.370 pesos per dollaro, con un apprezzamento di quasi il 9,5% rispetto alla chiusura di venerdì. 

I tassi di interesse sui prestiti a 10 anni sono invece in calo, attestandosi al 10,51% dal 14,34% della fine della scorsa settimana.

Come riportato da Bloomberg, nelle prime contrattazioni le obbligazioni in dollari con scadenza 2035 hanno guadagnato oltre 13 centesimi, a un prezzo record di 70,34 centesimi per dollaro.

I titoli obbligazionari argentini hanno guidato i rialzi tra quelli dei mercati emergenti, categoria in cui il Paese spicca anche per quanto riguarda il debito in dollari, registrando un rendimento del 144% dall’elezione di Milei del 2023. Occasione in cui mercati argentini si erano ripresi, dalle azioni ai titoli di Stato. 

Come spiegato da Thierry Larose, gestore di portafogli di debito emergente di Vontobel, «i mercati stanno reagendo con sollievo e ottimismo» e «il premio di rischio politico dell'Argentina sta calando drasticamente». Secondo l’esperto, «possiamo quindi aspettarci un forte rally delle obbligazioni globali in dollari e delle obbligazioni nazionali in pesos, mentre la valuta dovrebbe trovare un enorme sollievo grazie alla chiusura delle coperture e alla normalizzazione dei flussi». Stando alle valutazioni, è previsto che il peso si apprezzi e «si mantenga comodamente all’interno del range di cambio».

Un’inversione di rotta rispetto alle performance precedenti

Nelle elezioni locali a settembre La Libertad Avanza si era aggiudicata il 34% dei voti contro il 47% di Fuerza Patria, principale partito di opposizione. 

La valuta era crollata fino al 7% in una sola seduta, perché gli investitori avevano messo in dubbio in dubbio la capacità di Milei di ottenere un sostegno sufficiente al Congresso per portare avanti la sua ampia agenda economica.

L'intervento diretto degli Stati Uniti ha mantenuto il peso (la valuta argentina) entro i limiti commerciali concordati nell'ambito dell'ultimo accordo tra Argentina e Fondo Monetario Internazionale ad aprile. Sebbene nessuno dei due governi abbia confermato l'entità dell'intervento, gli operatori stimano che gli Stati Uniti abbiano speso oltre 1 miliardo di dollari per acquistare pesos e offrire dollari, mentre gli argentini si sono rifugiati nella moneta statunitense per timore di una svalutazione.

Le elezioni di midterm 

Grazie a questo risultato politico, lo storico alleato del presidente americano Donald Trump ootrà proseguire con i tagli radicali alla spesa, già messi in atto nei primi due anni, e con la deregolamentazione dell’economia. Al momento della vittoria, il capo della Casa Rosada ha ribadito di voler consolidare il percorso di riforme «per cambiare la storia dell'Argentina una volta per tutte, per rendere l'Argentina di nuovo grande». Prima di queste elezioni il suo partito aveva solo sette seggi al Senato e 37 seggi alla Camera bassa, il che limitava il raggio d’azione. 

I suoi veti sui progetti di legge volti ad aumentare i finanziamenti per le università statali, le persone con disabilità e l'assistenza sanitaria infantile erano stati tutti annullati dai legislatori dell'opposizione. Alessandra Alecci, portfolio manager Emerging debt di Carmignac, ha spiegato che «guardando ai prossimi mesi, due saranno i fattori chiave da monitorare. In primo luogo, il presidente Milei dovrà stringere accordi con i rappresentanti moderati dell'opposizione per ottenere la maggioranza necessaria ad approvare riforme fondamentali e sostenere una politica fiscale rigorosa». In secondo luogo, «l'Argentina deve accumulare riserve in valuta estera per far fronte agli obblighi del debito estero, in particolare nei confronti degli obbligazionisti. Ciò richiederà un regime di cambio più flessibile e un ritorno al mercato il più presto possibile».

I rapporti con la Casa Bianca

Proprio gli Stati Uniti avevano annunciato qualche settimana fa un piano di salvataggio da 40 miliardi di dollari indirizzato all’Argentina attraverso «linee di swap, acquisti diretti di valuta e acquisti di titoli di Stato denominati in dollari statunitensi da parte del Fondo di Stabilizzazione dei Cambi del Tesoro», come aveva scritto il segretario al Tesoro Scott Bessent su X. «La disciplina fiscale e le riforme pro-crescita» sono «necessarie per interrompere la lunga storia di declino dell'Argentina», aveva aggiunto il funzionario della Casa Bianca. 

Il presidente Usa Donald Trump aveva precedentemente fatto capire che avrebbe potuto ritirare il suo appoggio se Milei fosse stato sconfitto, dicendo ai giornalisti: «Se vince resteremo con lui, se non vince ce ne andremo».

Dopo il risultato, Trump si è subito congratulato con Milei su Truth Social, scrivendo: «Congratulazioni al presidente Javier Milei per la sua schiacciante vittoria in Argentina. Sta facendo un lavoro meraviglioso! La nostra fiducia in lui è stata giustificata dal popolo argentino». Per poi aggiungere: «Grande vittoria in Argentina per Javier Milei, uno splendido candidato appoggiato da Trump! Ci sta facendo fare bella figura». (riproduzione riservata)



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