Ormai sembrano tutti concordare sul fatto che alla riunione del 20-21 settembre la Federal Reserve aumenterà i tassi d'interesse dello 0,75% e non dello 0,50%. Tuttavia oggi Wall Street, dopo una partenza incerta, ha chiuso con il Dow Jones in rialzo dell'1,4%, il Nasdaq del 2,1% e lo S&P500 dell'1,8%. Nonostante il taglio alla produzione deciso dall'Opec, il prezzo del petrolio Wti è sceso del 5,4% a 82,15 dollari al barile, ai mini+2,1%mi da gennaio scorso, quando non era ancora cominciata l'invasione russa dell'Ucraina. In forte calo anche il Brent, -5,2% a 88 dollari. Almeno oggi le preoccupazioni per l'economia sembrano prevalere sulle preoccupazioni per i tagli all'offerta.
Apple ha chiuso in rialzo dello 0,9% nel giorno della presentazione dell'iPhone 14. Con una mossa sorprendente, Apple non ha alzato i prezzi rispetto all'iPhone 13. La società guidata da Tim Cook evidentemente non vuole intaccare ulteriormente la domanda in un momento in cui i rischi di un'economia in deterioramento minacciano di frenare la spesa dei consumatori.
Da segnalare che Cineworld, la seconda catena di sale cinematografiche più grande del mondo dietro la rivale AMC Entertainment, ha dichiarato bancarotta negli Stati Uniti. Mentre il numero degli spettatori è in leggera ripresa ripresa con il diminuire dei timori di Covid-19, la vendita dei biglietti è comunque ancora inferiore ai livelli prepandemici. La londinese Cineworld ha più di 5 miliardi di dollari di debiti e deve affrontare una causa da circa 1 miliardo di dollari derivante dalla fusione con la catena di cinema canadese Cineplex. (riproduzione riservata)