Apple lancia il conto di deposito e muove un altro passo nei servizi finanziari. Ieri il colosso di Cupertino ha annunciato che a breve i detentori di Apple Card negli Stati Uniti potranno accedere a prodotto di risparmio a elevato rendimento. Quanto elevato, per ora non è stato specificato, ma il confronto con i concorrenti autorizza a immaginare un tasso annuo compreso fra il 2 e il 3%.
Il servizio è offerto in collaborazione con Goldman Sachs, che ha già sviluppato con Apple la carta di credito. Sul conto di deposito finiranno automaticamente i cosiddetti Daily Cash, le ricompense che la big tech offre ai proprietari di Apple Card. Il cashback di Cupertino si attesta al 3% della spesa per gli acquisti effettuati attraverso il portafoglio Apple Pay da selezionate aziende, al 2% per quelli conclusi sempre con Apple Pay ma con altri rivenditori, all'1% per tutte le altre operazioni concluse con la carta della Mela.
Salvo che l'utente decida altrimenti, queste somme saranno automaticamente versate sul conto senza – ha precisato Apple – che siano richieste commissioni, depositi o altri requisiti di bilancio minimi. Oltre alle ricompense Daily Cash, i detentori di Apple Card potranno depositare sul conto anche fondi provenienti da un conto corrente collegato o dal wallet digitale Apple Cash. I fondi potranno essere prelevati dal conto di deposito in ogni momento e senza commissioni per essere trasferiti al conto corrente o alla carta.
Si tratta di una nuova incursione nell'industria finanziaria di Apple che punta a incrementare l'apporto dei servizi ai suoi ricavi al di sopra dell'attuale 20%. Il colosso guidato da Tim Cook è partito dai pagamenti, inaugurando il portafoglio Apple Pay e trasformando più di recente gli smartphone in Pos. Ha poi lanciato con Goldman una carta di credito; è infine approdato nel Buy Now Pay Later, offrendo pagamenti a rate e a costo zero. Il conto di deposito aggiunge un ulteriore tassello alla strategia e pare preludere a un ingresso pieno di Apple nella finanza, quantomeno negli Stati Uniti.
Per il momento, infatti, Apple si è tenuta perlopiù alla larga dall'ecosistema del credito europeo. Né i pagamenti a rate né la carta di credito della Mela sono disponibili per i possessori di dispositivi Apple nel Vecchio Continente. Tantomeno, quindi, lo sarà il conto di deposito. Non è chiaro se sia solo una questione di tempo o se si tratti di un proposito strategico, volto a evitare uno scrutinio ancor più severo da parte dell'Antitrust europeo, nonché l'interessamento delle autorità di vigilanza.
Buona parte di questi prodotti, va comunque detto, sono stati sviluppati in collaborazione con Goldman Sachs. Fatta eccezione per il Bnpl, infatti, sinora la big tech ha preferito non addentrarsi nei meandri regolamentari della finanza, preferendo sfruttare la potenza del suo marchio e la diffusione dei suoi dispositivi per proporre prodotti altrui. Da parte sua Goldman ha accettato un ruolo di secondo piano, per così dire infrastrutturale, pur di accrescere la sua base clienti retail, sorgente di fondi a basso costo. Le iniziative autonome in quest'ambito non hanno sinora dato grandi soddisfazioni alla banca che ha così accelerato le collaborazioni con Apple. Il tempo dirà se quella di Goldman si rivelerà una decisione lungimirante o un'improvvida apertura alla vorace concorrenza delle big tech. (riproduzione riservata)