Le potenzialità dell’economia europea sono enormi se si realizzano regole semplici e più uniformi e l’Ue è chiamata ad accelerare davanti alle nuove sfide geopolitiche e ai rincari energetici per dare veramente avvio a un «mercato unico».
Mentre le banche italiane italiane, che in questi anni hanno affrontato ogni tipo di crisi, anche con ingenti aumenti di capitale, sono impegnate in prima fila per lo sviluppo dell’Italia e dell’Europa e per l’innovazione, come dimostra l’avvio della sperimentazione dell'euro digitale che le vede protagoniste e 6,3 miliardi di euro investiti nel 2025 in nuove tecnologie e intelligenza artificiale.
Sono i messaggi inviati ieri da Antonio Patuelli, rieletto alla presidenza dell’Abi per acclamazione per il settimo mandato, durante l’assemblea dell’Associazione bancaria italiana.
Con l’avvicinarsi della conclusione del Pnrr nato per rispondere alla pandemia «occorrono nuove iniziative europee, con ingenti investimenti pubblici e privati che favoriscano la crescita», ha detto Patuelli, parlando anche della necessità che il risparmio «venga attratto da investimenti produttivi e finanziari a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata».
Urgente è che l’Ue approvi i provvedimenti per l’Unione dei risparmi e degli investimenti (la Savings and investments Union), e che si lavori ad una de-burocratizzazione, ha aggiunto parlando anche della necessità di nuove regole comuni: «testi unici o codici europei di diritto innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico».
Ma c’è anche la necessità di una vigilanza europea nella Ue per le banche e per i soggetti finanziari diversi, come le piattaforme tecnologiche finanziarie, ha dichiarato il presidente dell’associazione.
In riferimento al sistema bancario italiani Patuelli ha sottolineato come sia all’avanguardia per gli investimenti, l’utilizzazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, con 6,3 miliardi di euro investiti complessivamente del 2025.
«Le banche sono molto impegnate per la sicurezza e la legalità, per la gestione responsabile dell’intelligenza artificiale e nella lotta al riciclaggio, all’usura, agli illeciti siti finanziari, agli attacchi agli Atm (il bancomat, ndr), alle frodi e alle triffe che utilizzano tecnologie e che sono un’emergenza sociale», ha detto Patuelli ricordando che le banche in Italia, con grandi investimenti, sono impegnate per lo sviluppo di privati sistemi di pagamenti paneuropei e per l’euro digitale.
Rispondendo indirettamente al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che nel suo intervento durante l’assemblea ha chiesto un contributo maggiore alle banche per sostenere l'economia italiana, Patuelli ha poi sottolineato che «le banche in Italia fanno più della loro parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di legalità, per gli invertenti di solidarietà a famiglie e imprese, innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l’articolo 53 della Costituzione (che stabilisce che tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in base alla propria capacità economica, ndr)».
In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, stanno poi crescendo da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, ha aggiunto ancora il presidente Abi, ma il problema è che «vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali».
Tornando alla
governance dell’Abi, il consiglio dell’associazione presieduto da Patuelli, ha eletto ieri vicepresidenti, Gian Maria Gros-Pietro, vicario, (presidente Intesa Sanpaolo), Cesare Bisoni (presidente Banca Monte dei Paschi di Siena), Giampiero Maioli (presidente Crédit Agricole Italia), Leonardo Patroni Griffi (presidente Banca Popolare di Puglia e Basilicata), Massimo Tononi (presidente Banco Bpm), Camillo Venesio (amministratore delegato e direttore generale Banca del Piemonte).
Tra le materie che dovrà affrontare prossimamente l’associazione c’è la revisione dello statuto con l’intenzione di aumentare da 2 a 3 anni la durata dell’incarico da presidente, ma ci sarà anche da definire il nuovo Contratto nazionale di lavoro.
«Le banche del futuro dipenderanno dalla responsabilità delle persone e dovranno sempre tutelare la piena riservatezza dei dati», ha concluso Patuelli riferendosi anche alle sfide dell’Ai e «le prospettive delle banche e del lavoro saranno tra i temi al centro del dialogo con le rappresentanze sindacali dei bancari per il nuovo contratto».
Trattativa che prenderà avvio il 16 luglio.
A tal proposito il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a margine dell’assemblea dell’Abi ha riconosciuto a Patuelli «non solo il valore e l’efficacia della sua relazione ma anche la coerenza dimostrata negli anni: ha sempre considerato il sindacato un interlocutore serio e indispensabile. In una stagione di grandi trasformazioni, questa cultura del confronto rappresenta un valore aggiunto per tutto il settore bancario anche in previsione dell’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto». (riproduzione riservata)