Chi vorrà entrare, o restare, tra i «partner preferiti» di Booking.com non sarà obbligato a offrire sulla piattaforma prezzi uguali o inferiori a quelli praticati altrove (sul proprio sito o su altre agenzie online). In più, i membri dei programmi «Partner Preferiti» e «Preferiti Plus» riceveranno ogni mese un report sui pernottamenti aggiuntivi ottenuti grazie all’adesione. Sono due dei rimedi proposti da Booking all’Antitrust italiana (e pubblicati dall’Authority il 7 agosto) per rispondere alle accuse di abuso di posizione dominante e chiudere l’istruttoria aperta a marzo 2024.
Eventuali osservazioni da parte di terzi interessati possono essere presentate entro il 13 settembre, dopodiché l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) deciderà se accettare gli impegni di Booking. In questo caso, l’istruttoria sarà chiusa.
La piattaforma, come detto, garantisce che non richiederà ai partner di applicare prezzi esterni uguali o superiori per aderire ai programmi «Partner Preferiti» e «Preferiti Plus» che offrono maggiore visibilità in cambio di commissioni più elevate. La società con sede ad Amsterdam si impegna anche a rivedere il materiale informativo per i partner, rendendo esplicito che l’adesione è indipendente dai prezzi offerti su altri canali e che ogni utente può entrare e uscire liberamente dal programma. Solo in caso di sospensione per mancato rispetto dei requisiti si applica una sospensione di 180 giorni. In più, Booking promette l’invio mensile di stime relative ai pernottamenti e ai ricavi aggiuntivi ottenuti aderendo al programma.
Un altro punto critico è la gestione del Booking Sponsored Benefit (Bsb), il meccanismo con cui Booking copre una parte del costo dell’alloggio al posto del cliente per aumentare il numero delle prenotazioni. La società propone di riformare il sistema in modo che non scatti automaticamente in presenza di prezzi esterni più bassi, preservando l’autonomia dei partner nella definizione delle tariffe.
Nell’istruttoria aperta a marzo l’Agcm sostiene che Booking abbia tentato di escludere dal mercato dei servizi di intermediazione alberghiera online le altre agenzie, sfruttando il proprio potere nei confronti delle strutture ricettive. La strategia della piattaforma consisterebbe proprio nel limitare l’autonomia delle strutture nel differenziare le tariffe tra Booking.com e altri canali di vendita online attraverso i programmi Preferiti e Preferiti Plus.
«Abbiamo collaborato con l’Agcm in Italia e abbiamo proposto una serie di impegni per rispondere alle preoccupazioni relative ad alcuni dei nostri prodotti. Siamo contenti che abbiano intenzione di testarli con il settore», commenta la società in una nota. «Non vediamo l’ora di raggiungere una soluzione che bilanci gli interessi dei nostri partner di alloggio e offra ai clienti più scelta e prezzi migliori». (riproduzione riservata)