Nei primi tre mesi del 2026 sono stati già spesi 1,2 miliardi per affrontare le emergenze climatiche in Italia. Una cifra che supera i 933 milioni stanziati con la legge di Bilancio per affrontare le emergenze in tutto il 2026. Lo rileva un’analisi dell’Ance diffusa in occasione dell'evento «Un Piano per l'Italia» organizzato a Roma proprio nella sede dell’Associazione dei costruttori edili. In particolare le emergenze di questi primi mesi del 2026 riguardano gli eventi alluvionali nel Centro-Sud Italia, tra cui il ciclone Harry e le frane a Niscemi e in Molise.
Per riparare i danni degli eventi calamitosi l’Italia spende sempre di più. Basti pensare che negli ultimi 15 anni, secondo il rapporto Ance-Cresme, «la spesa per i danni da dissesto idrogeologico è più che triplicata passando da una media di 1 miliardo l'anno a 3,3 miliardi l'anno». Aggiungendo i costi per danni di terremoti, incendi, mareggiate e siccità - in base allo studio condotto da Erasmo d'Angelis e Mauro Grassi nel volume «Fuori dalle emergenze» - si arriva a 12 miliardi l'anno.
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Parallelamente per la prevenzione sono stati stanziati 21,6 miliardi e finanziati 24mila interventi per 19 miliardi negli ultimi 15 anni. Ma di questi risultano conclusi cantieri solo per 3,9 miliardi pari al 20% dei fondi. Un trend che è valido non solo per l’Italia: la spesa climatica mondiale si aggira attorno ai 26 trilioni di dollari all’anno, di questi 23 trilioni vanno alla mitigazione e solo 1,2 all’adattamento. Eppure adattare fa risparmiare: ogni dollaro investito evita 4 dollari di danni futuri. Nella gestione dell’acqua il rapporto è 1 a 10.
«Non possiamo più intervenire a catastrofe avvenuta, non solo perché costa di più che prevenire, ma anche perché il costo della perdita di territorio di abitazione di memoria dei luoghi è un costo non stimabile» ha sottolineato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio. Si tratta ormai «di un'emergenza cronica alla quale bisogna dare una risposta in Italia, un paese fragile perché è un paese giovane, e quindi serve un grande piano strutturale» contro le conseguenze del cambiamento climatico. (riproduzione riservata)