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Amsterdam come non l’avete ancora vista. Basta cambiare canale...

Non solo musei, house boat e tulipani. Amsterdam offre una ricchezza gastronomica che poche città europee possono vantare. Grazie alla sua natura cosmopolita, al passato coloniale e allo street food, le contaminazioni gourmand sono servite

di Marianna Corte
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«Un cono di patatine fritte, per favore, con la salsa al curry». È molto probabile che questo possa essere il cibo di strada in un prossimo fine settimana ad Amsterdam. Salvo poi scoprire che quelle patatine sono in realtà patate, con la buccia croccante e il cuore morbido, che le salse possono essere oltre 20 e che quel cono di carta, come cibo simbolo della città, se guardato con attenzione, disvela le contaminazioni delle quali oggi Amsterdam può vantare un primato.

Amsterdam come non l’avete ancora vista. Basta cambiare canale...

Una mescolanza culturale che si manifesta nelle salse, tradizione tipica olandese, che in alcuni casi segnano la nuova tendenza della cucina della Città dei canali: per esempio, quel curry che sovrasta il prodotto principe di tutti i Paesi Bassi, nonché protagonista di una delle opere più famose di Van Gogh, I mangiatori di patate (1885), è il profumo, il sapore e il colore che nella Amsterdam di oggi più si sprigiona quasi in ogni angolo di strada. Ancor più se ci si sposta dalle tappe classiche, quelle che si snodano dalla centralissima Piazza Dam, contribuendo così al carattere internazionale di una città che vive oggi più che mai fuori dal centro turistico, in zone perlopiù vissute dai suoi abitanti.

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I viaggiatori golosi alla scoperta dei gioielli artistici, culturali e anche gastronomici che oggi visitano Amsterdam alla ricerca di prelibatezze e di piccoli e nuovi musei, dovranno spostarsi dai luoghi iconici per ritrovare le radici coloniali del Paese, l’Olanda, che nella storia si è distinta per le sue conquiste, e che oggi di quelle conquiste ha fatto ammenda, anche grazie alla valorizzazione della cucina che ha avuto origine in quelle terre lontane asiatiche, prima fra tutte l’Indonesia, ma anche americane, come il Suriname, e i Caraibi, con le Antille Olandesi in testa.

Il percorso alla scoperta dei tesori della cucina etnica, oggi la più rappresentativa della città, comincia dall’Indische Buurt, quartiere vivace, multiculturale, ricco di ristoranti e di caffè locali, conosciuto come uno dei centri della cultura gastronomica indonesiana moderna. Girovagando in questa zona, ci si imbatte nei tanti «toko» (negozio in malese, ndr), dove perdersi tra gli ingredienti esotici che si ritrovano anche nei numerosi street food.

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Lasciandosi alle spalle colori e sapori delle Indie Orientali, ci si può spostare verso il Plantage, il quartiere più verde della città, dove si trova uno degli indirizzi più interessanti della versione gourmand della cucina indonesiana, quella del Mama Makan Restaurant del Gruppo Hyatt Regency (qui sopra). Imperdibile qui è il tradizionale Rijsttafel, una selezione di piatti indonesiani serviti insieme, scelta perfetta per una panoramica ampia di sapori, consistenze e tecniche di cottura (qui sotto).

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Così, tra stufati di carne e verdure grigliate anche affumicate, si vive un’autentica dining experience che trova riscontro anche nei numerosi cocktail, per abbinamenti interessanti che non fanno rimpiangere i calici di vino ai quali si è abituati: da provare il Signature By Ronan Lorena, un miscelato a base di gin, sherry, sciroppo di sedano e finocchio e succo di limone, perfetto con lo Short Rib, una costina di manzo brasata per 18 ore e rifinita alla griglia con glassa all’aglio nero, servita su un letto di salsa rendang preparata con spezie indonesiane e crema di cocco.

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Immancabile, poi, l’esperienza sui canali e, per continuare l’esplorazione della cucina indonesiana avvolti dalla suggestione della navigazione lenta notturna, tappa imperdibile è il Blue Pepper, un indirizzo che ha saputo contaminare gli ingredienti locali con quelli delle Indie Orientali, offrendo una panoramica anche storica della tradizione etnica. Aperto solo la sera, il Blue Pepper accompagna gli ospiti in un’esperienza tanto tradizionale quanto suggestiva, dove la cucina, e una buona carta dei vini, rappresentano al meglio il melting pot gastronomico e culturale che la Amsterdam di oggi sa offrire anche ai turisti più esigenti, lontano dai luoghi comuni (sopra e qui sotto).

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La ricerca di spazi culturali alla scoperta della storia del Paese anche attraverso le sue colonie, come quelle in America del Sud, passa dalla visita al nuovo Suriname Museum che esplora 350 anni di storia surinamese-olandese: un’immersione nell’arte e nella cultura che trova un’interessante rappresentazione anche a tavola, dove il processo di contaminazione ha in alcuni indirizzi la propria massima espressione.

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È questo il caso del Papa Aswa, un ristorante surinamese che affonda le radici nelle tradizioni culinarie plasmate dal dominio coloniale olandese (qui sopra, i gamberi). Il viaggio a tavola si può concludere con alcune tappe gourmet nella tradizione caraibica, indirizzi dove il silenzio, la lentezza, la luce ovatta tipica di Amsterdam in ogni stagione, viene rotta dalla vivacità dei colori e dei suoni delle isole caraibiche, per un’esperienza che a tavola diventa un autentico viaggio nel viaggio.

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Il Mondi New-West Amsterdam e l’Ed’s Caribbean Street Food (qui sopra) sono due locali da tenere in nota perché qui è particolarmente spiccata la contaminazione con la tradizione. Ed ecco allora che rispuntano le classiche patate con salsa e proprio la salsa, insieme a uno dei tanti cocktail in abbinamento, è la sorpresa da riportarsi a casa. Con il colore dei tulipani, ma anche dei frutti esotici che animano un soggiorno inaspettato. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/03/2026 10:10
Ultimo aggiornamento: 16/03/2026 10:10
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