Amazon potrà realizzare il suo doppio data center alle porte di Milano, tra i comuni di Rho e Pero. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato disco verde al progetto di Amazon Data Services Italy, con un decreto che porta la data del 10 settembre 2025. Si è chiusa positivamente, infatti, la procedura di Via (Valutazione di Impatto Ambientale), rimuovendo così l’ostacolo più delicato dell’iter autorizzativo di un’opera che è stata dichiarata di interesse strategico nazionale dal consiglio dei Ministri nel novembre 2024, come parte del programma complessivo da 1,2 miliardi di euro presentato da Amazon Web Services al governo italiano per la costruzione di nuove infrastrutture cloud nell’area metropolitana di Milano, a integrazione di quelle già esistenti avviate in Lombardia nell'aprile 2020.
L’interesse strategico è dovuto al fatto che si tratta di «infrastrutture critiche di grande rilevanza per la strategia digitale e la sovranità tecnologica». L’investimento prevede anche circa 1.100 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni.
Il piano prevede la costruzione di due edifici autonomi ma integrati per viabilità, parcheggi e aree verdi, su un’area di circa 100mila metri quadrati accanto al polo fieristico di Rho-Pero, ad appena 11,5 km da Milano. I data center saranno dotati di 42 generatori di emergenza (40 da 2,8 Mwe e 2 da 0,8 Mwe), per una potenza termica complessiva di 293 Megavattora, da utilizzare esclusivamente in caso di blackout o per manutenzioni. La potenza It prevista è di 79 Megawatt complessivi. circa 11,5 km a nord-ovest dal centro del capoluogo lombardo. Il valore della doppia infrastruttura, stando al quadro economico depositato al Mase, è di 730,1 milioni di euro per le opere edilizie e impiantistiche, cui si aggiungono 21,6 milioni per l’elettrodotto di collegamento alla rete, per un totale di 751,7 milioni.
Il via libera ministeriale è subordinato a una serie di prescrizioni ambientali: gestione e tracciabilità delle terre e rocce da scavo, monitoraggio continuo della qualità dell’aria con centraline dedicate, limitazioni all’uso dei generatori di emergenza (test solo di giorno e uno alla volta), valutazioni sull’impiego di biocarburanti e sul recupero del calore per il teleriscaldamento, oltre a misure di mitigazione paesaggistica e verifiche geotecniche e idrogeologiche, comprese le analisi su eventuali contaminazioni della falda.
A luglio 2025 la Regione Lombardia aveva espresso il proprio parere con la delibera di Giunta n. XII/4691, supportando la compatibilità ambientale del progetto e aprendo la strada alla decisione ministeriale. (riproduzione riservata)