La tensione sui mercati che prosegue senza sosta sulle borse si sposta anche sui titoli di Stato. Un movimento di vendita partito dai Treasury americani e che è arrivato in Europa, dove il rendimento del Btp decennale ha toccato in apertura, mercoledì 9 aprile, il 4% per poi rifiatare e tornare sotto il 3,9% intorno alle 11. In tutto ciò lo spread con il Bund tedesco di pari durata è salito da 122 a oltre 130 punti base.
Il movimento ribassista sui titoli di Stato italiani (quando il rendimento sale il prezzo scende e viceversa) prosegue in realtà da inizio anno. A innescarla sono stati, prima ancora della guerra dei dazi, i maxi-piani fiscali per il riarmo europeo e per le infrastrutture in Germania, che hanno creato turbolenze sulle parti lunghe delle curve dei rendimenti, nel timore che le pressioni sul debito diventino insostenibili nel medio-lungo periodo.
Da gennaio il rendimento del Btp decennale è salito dell’11%, anche se fino a oggi la soglia del 4% intraday non era mai stata superata.
Stavolta a colpire i titoli di Stato italiani è la spinta ribassista che arriva dagli Stati Uniti, con il rendimento del Treasury trentennale che è salito al 5% (in crescita di circa 30 punti base da inizio settimana) mentre il decennale è ora al 4,35%.
I titoli di Stato americani, spiegano gli analisti di Mps, solitamente sono considerati asset sicuri in periodi di turbolenza, ma ora sembrano perdere questo status. In tutto ciò, secondo quanto dichiarato dal direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, Kevin Hassett, ad Abc News, Trump starebbe deliberatamente facendo scende le borse così da «spingere denaro nei titoli del Tesoro, il che costringerò la Fed a tagliare i tassi di interesse a maggio». Scaricare Treasury, per gli investitori internazionali, potrebbe essere quindi una rappresaglia contro questa azzardata strategia della Casa Bianca.
In generale sono maggiormente sotto stress i titoli di Stato dei Paesi più indebitati, mentre i titoli di Stato core procedono meno mossi. Il Bund tedesco, dopo una piccola fase di vendite a inizio giornata (rendimento al 2,67%), si è poi stabilizzato intorno al 2,6%. Questa è la dinamica che ha fatto allargare lo spread con il Btp. In rialzo anche gli altri differenziali con quello tra Francia e Germania che si è allargato a 78 punti base (era a 70 il 2 aprile) e quello tra Spagna e Germania decollato in meno di una settimana da 62 a 75 punti. (riproduzione riservata)