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AlUla la città gioiello dell'Arabia Saudita. Dove sentirsi ancora degli esploratori

Sulla via dell’incenso, la località saudita è la nuova meta must to be. Mix perfetto di lusso contemporaneo e storia millenaria, arte e futuro 

di Redazione
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Fare yoga tra roccioni tondeggianti modellati dal vento del deserto o tuffarsi in una piscina azzurra come il cielo incorniciata da pinnacoli di pietra arenaria fiammeggiante al tramonto. L’immagine è spettacolare e surreale allo stesso tempo: un resort di lusso contemporaneo, inserito in un paesaggio millenario incontaminato. Non a caso l’accoglienza al resort Habitas, nel canyon della Valle di Ashar, è diventata l’icona virale della magica atmosfera di AlUla, vasta oasi desertica a nord-ovest dell’Arabia Saudita balzata in cima alla classifica delle mete più desiderate dai viaggiatori internazionali.

AlUla la città gioiello dell'Arabia Saudita. Dove sentirsi ancora degli esploratori
 
In una posizione strategica sulla Via dell’Incenso, oggi AlUla is conferma una destinazione turistica pronta a svelare al mondo intero le sue meraviglie. Dopo aver fondato per decenni la propria economia sui proventi del petrolio, il principe Mohammed bin Salman Al Saud ha puntato su un turismo selezionato. 

Nel tempo le strutture ricettive sono aumentate ma sempre posizionate nella fascia luxury, dal Banyan Tree, ispirato ai campi tendati ma in versione contemporanea, al progetto del resort scavato nella roccia Sharaan firmato dall’archistar francese Jean Nouvel, con una quarantina di suite e tre ville. Fino al primo resort al mondo realizzato in terra, il Dar Tantora The house hotel, nel cuore della città vecchia di AlUla illuminato esclusivamente a lume di candela.

Visti Saudi / Saudi Tourism Authority
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L’ingresso dell’Arabia Saudita nel settore turistico è stato studiato nei minimi particolari, protesa com’è a far emergere il patrimonio culturale del territorio con 7mila anni di storia alle spalle, l’ecologia e la biodiversità della zona finora sconosciuta agli stranieri.

AlUla la città gioiello dell'Arabia Saudita. Dove sentirsi ancora degli esploratori

A questo si aggiunge il desiderio di stupire il viaggiatore con progetti architettonici e artistici d’avanguardia, integrati nel paesaggio intorno. Il più spettacolare è il Maraya Concert Hall, il teatro con quasi 10mila metri quadrati di pareti a specchi, che, all’improvviso, spunta in mezzo al deserto. Realizzato dagli studi italiani Giò Forma e Black Engineering, il gigantesco cubo riflette le rocce, la sabbia e i colori del paesaggio, nell’incanto di un sogno.

Visti Saudi / Saudi Tourism Authority
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Le offerte artistiche durante l’anno sono ad alto livello. Il Wadi Al Faan, la «vallata delle arti» in arabo, ospita una Biennale a cui partecipano artisti internazionali. L’obiettivo ambizioso è quello di affermarsi come una delle destinazioni imprescindibili della Land Art.

Il viaggio ad Alula è un’esperienza a 360° che unisce agli aspetti artistici e culturali all’esperienza dell’ottima cucina araba e un giro di shopping nella old town, restaurata alla perfezione, dove i profumi e i datteri in vendita sono i migliori del Paese.

Chi arriva qui oggi, si sente un ospite privilegiato, tanto da potersi ancora considerare un pioniere. La natura rivaleggia con la cultura. L’escursione in fuori strada nel Wadi Qaraqir, un canyon lungo 15 km, una delle valli più spettacolari dell’Arabia Saudita, con le sorgenti d’acqua dolce e i verdi ciuffi della vegetazione, è una meraviglia naturale, dall’accesso invisibile.

Visti Saudi / Saudi Tourism Authority
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Dal deserto, con i suoi canyon spettacolari e imprevedibili, alle aree archeologiche con migliaia d’iscrizioni rupestri, come Jebel Ikmah, vera biblioteca a cielo aperto, alla necropoli lihyanita dell’antica città prearaba di Dadan, fino alle tombe nabatee, tutto parla d’insediamenti di migliaia di anni fa.

Il pensiero corre alle lunghe carovane dirette al Nord, cariche d’incenso e mirra, abituate a sostare da queste parti, sicure di trovare acqua e viveri. Ad accoglierle nel lungo viaggio nell’oasi di Alula, c’era la città di Hegra, costruita dai Nabatei (oggi ancora sepolta sotto la sabbia a differenza della necropoli) come avamposto di Petra, la capitale del regno.

Il colpo di scena della necropoli rimasta indisturbata nel silenzio del deserto per duemila anni, oggi iscritta nel Patrimonio Unesco, è un’emozione, soprattutto al tramonto, quando i raggi del sole infiammano la roccia arenaria dei monumenti. Nell’ampio spazio del deserto, sparse qua e là spuntano dalla sabbia un centinaio di tombe, alcune scolpite, in numero inferiore rispetto alle 600 di Petra, ma spesso in condizioni migliori.

Visti Saudi / Saudi Tourism Authority
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Le facciate dei monumenti, salvate dall’erosione grazie all’acquedotto di acqua sorgiva costruito intorno dai Nabatei, ne raccontano la storia. Tra i simboli più interessanti, la «corona» nabatea, cinque scalini a destra e a sinistra nella parte più alta della facciata, ad annunciare l’ascesa del corpo in cielo.

Inizialmente beduini del deserto, poi abilissimi commercianti e acuti controllori delle vie delle spezie attraverso l’Arabia e la Giordania verso il Mediterraneo, i Nabatei, all’apice della prosperità dal IV secolo a.C in poi, scompaiono dalla scena nel I secolo d.C., inglobati nell’Impero romano. Per quanto misteriosa possa apparire la loro storia, si sa per certo che furono i pionieri nel gestire il consumo dell’acqua, convogliando quella piovana e quella sotterranea in centinaia di cisterne ipogee. Il top è ora sorvolare in mongolfiera il deserto per abbracciare dall’alto il sito, alla ricerca dei monumenti, nascosti tra un pinnacolo e l’altro. Dopo la visita a Hegra, relax nel verde dei palmeti.

AlUla la città gioiello dell'Arabia Saudita. Dove sentirsi ancora degli esploratori

Nell’oasi di Alula numerose sono le aziende agricole, che producono frutta e verdure ecologiche. Tra queste, l’Heritage Oasis Trail, una fattoria modello con corsi d’acqua e sentieri tra le palme. Per finire, la serata nel deserto, sotto il cielo stellato, ascoltando il racconto sui beduini che avanzavano nella notte buia, guidati dalle costellazioni. (Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 27/01/2025 12:54
Ultimo aggiornamento: 27/01/2025 13:06
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