Le azioni di Alibaba Group balzano ai massimi dal 2021 mercoledì 24 settembre (+9,2% a 174 dollari di Hong Kong, per 3,34 trilioni di capitalizzazione). Il colosso tech cinese fondato da Jack Ma ha annunciato un piano investimento in intelligenza artificiale ben oltre i 53 miliardi di dollari attesi, in linea con i colossi tech che continuano ad accelerare sulla spesa per l’innovazione.
L’amministratore delegato Eddie Wu prevede che gli investimenti complessivi in AI a livello mondiale accelereranno fino a 4.000 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni — e Alibaba deve di conseguenza tenere il passo. Il gruppo cinese amplierà presto il piano presentato a febbraio, che ora prevede oltre 380 miliardi di yuan (53 miliardi di dollari) per lo sviluppo di modelli e infrastrutture AI nei prossimi tre anni. La divisione cloud, già attiva con servizi dagli Stati Uniti all’Australia, ha programmato di aprire nel 2026 i primi data center in Brasile, Francia e Paesi Bassi.
Wu ha illustrato le previsioni durante una conferenza per sviluppatori a Hangzhou, dove ha presentato i nuovi modelli Qwen e tecnologie AI full-stack (l'insieme di strumenti e linguaggi usati per sviluppare un'applicazione software completa, coprendo sia il front-end – l'interfaccia utente visibile all'utente – sia il back-end - la logica di business, i server e i database).
La reazione positiva dei mercati riflette l’entusiasmo generalizzato per tutto ciò che riguarda l’AI, con gli investitori che puntano sul fatto che i massicci investimenti finiranno per generare profitti. Se da un lato alcuni osservatori mettono in guardia sul rischio di una bolla, per ora i mercati interpretano questi annunci come un segnale di crescente fiducia delle aziende tech. «La velocità di sviluppo dell’industria ha superato di gran lunga le nostre attese, così come la domanda di infrastrutture AI», nota Wu. «Stiamo procedendo con l’investimento da 380 miliardi nello sviluppo di infrastrutture e prevediamo di aumentarne l’importo».
Dal 2023 le principali big tech cinesi — da Huawei Technologies a Tencent Holdings — hanno avviato investimenti senza precedenti in AI, seguendo le orme dei giganti americani come OpenAI e Meta Platforms. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, Alibaba, Tencent, Baidu e JD.com potrebbero destinare oltre 32 miliardi di dollari nel 2025 solo per infrastrutture e servizi AI, rispetto ai neppure 13 miliardi nel 2023.
Mercoledì Alibaba ha presentato il nuovo large language model Qwen3-Max e una serie di aggiornamenti al portafoglio AI. La strategia di rifocalizzazione sul settore sta già dando frutti: nell’ultimo trimestre il gruppo di Hangzhou ha registrato una crescita a tre cifre nelle vendite di prodotti AI e un incremento del 26% del fatturato della divisione cloud, il comparto con l’espansione più rapida. In Borsa, le azioni hanno più che raddoppiato il loro valore dall’inizio dell’anno.
«Le aziende aumentano gli investimenti solo quando migliora la visibilità sui ritorni», il commento di Vey-Sern Ling, managing director di Union Bancaire Privée. «Se Alibaba dice di voler alzare la spesa in AI, significa che vede una forte domanda dei clienti e un buon ritorno sugli investimenti».
Resta però il nodo dell’accesso ai processori di Nvidia, indispensabili per addestrare i modelli avanzati. Wu ha spiegato che Alibaba sta lavorando a innovazioni hardware — chip, computer più veloci e reti più performanti — fondamentali per i data center. La società conta già ora un cliente di primo piano per i suoi chip AI: secondo la stampa cinese, China Unicom, il secondo operatore wireless del Paese, adotterà i processori Pingtouge, chiamati anche T-Head. (riproduzione riservata)