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Alfa Alfetta, Bmw Serie 5, Citroën CX, Rover SD1: le 4 auto vintage da guardie e ladri più desiderate oggi

Dagli anni ’50 agli ’80, le auto sono state protagoniste di inseguimenti, rapine e film cult. Da Alfa Romeo Alfetta a BMW Serie 5, da Citroën CX a Rover SD1, quattro icone che univano guardie e ladri in una corsa tra eleganza, potenza e mito

di Nicola D. Bonetti
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Più di tre decenni di fuoco: dalla fine degli anni 50 agli 80 gli episodi di malavita storicizzati dalle immagini quotidiane dei notiziari e spesso in vari film, rendono protagonisti alcuni modelli di auto tra spettacolari inseguimenti, sparatorie e incidenti. Condivise tra tutori della legge e fuorilegge, sono scelte secondo precise caratteristiche: quattro porte, motore potente, buona guidabilità e, per la refurtiva, la capienza del bagagliaio.

Inizialmente i modelli durano per un decennio e più, nel Belpaese il simbolo per gli anni 50 è Alfa Romeo Giulietta, poi con l’evoluzione delle potenze, sono sostituite attorno alla metà dei successivi, con Giulia, 1750 e 2000, quindi Alfetta. Lo stesso accade nelle principali nazioni europee (produttrici di automobili), anche se le rapine sono meno frequenti. Ma ci pensano i telefilm, che non si chiamano ancora serie tv.

Vetture che, ognuna per il proprio periodo di gloria, accomunano delinquenti e forze dell’ordine: focalizzando i primi anni 80, giusto per ricordare modelli tuttora desiderabili e spesso acquistabili a quotazioni non elevatissime, Gentleman ha selezionato il poker di automobili da guardie e ladri, per usare un’espressione da fumetti.

Anno 1972 Alfa Romeo Alfetta 1.8
Anno 1972 Alfa Romeo Alfetta 1.8

Per l’Italia, naturalmente un’Alfa Romeo: l’elegante Alfetta (1972-84) dai ruggenti motori bialbero e dalle raffinate sospensioni. In Germania, pensando ai telefilm L’ispettore Derrick (prodotta dal 1974 al 98 e preceduta dal 1969 da Der Kommissar) ambientati a Monaco di Baviera, l’auto simbolo è la prima BMW Serie 5 (generazione E12), con motori anche a sei cilindri. La Francia risponde con Citroën CX preferendo le ultime versioni GTi Turbo, disponibili a cavallo della metà del decennio: 1985-86. In Gran Bretagna il periodo è appannaggio dell’elegante Rover SD1 dalle forme simili a CX, con motore V8, storicizzata dalla serie tv I Professionals (1977-81).

Alfa Romeo Alfetta Carabinieri
Alfa Romeo Alfetta Carabinieri

In Italia la memoria collettiva associa le rapine a due eventi simbolo: Via Osoppo del 1958, dove un camioncino Fiat 615 blocca il furgoncino 1100 con il bottino, e un’altra Fiat, la lussuosa 1400 crea un diversivo, nella quale la sola Alfa Romeo è una Giulietta Sprint usata per la fuga di un paio di rapinatori; la rapina al Banco di Napoli del 1967 da parte della banda Cavallero, storicizzata dal film Banditi a Milano di Carlo Lizzani dell’anno successivo. Nel quale l’autoparco della polizia è rappresentato dalle Alfa Romeo Giulietta, Giulia, 2600 Coupé e perfino il furgoncino Romeo come ambulanza, mentre i malviventi utilizzano Fiat 1100, 1300 e 124.

L’associazione che scatta più frequentemente è con Diabolik: sebbene non si tratti di rapine ma di furti sottilmente congegnati, le immagini con la Jaguar E-Type dei protagonisti e la Citroën DS (o l’Alfa Romeo 1900, secondo le produzioni cinematografiche) dell’ispettore Ginko sono incancellabili.

Anno 1977 Alfa Romeo Alfetta 2.0
Anno 1977 Alfa Romeo Alfetta 2.0

Gli anni 80 in Italia segnano un certo declino delle rapine, anche per la pressione dovuta agli anni di piombo, ma la mala non demorde, con episodi eclatanti e violenti per la criminalità sempre meno artigianale e più organizzata. Nessun dubbio sulle auto: Alfa Romeo Alfetta regna non appena il circolante aumenta per poterle rubare senza difficoltà.

Già il nome, derivato dal modello vincente in Formula 1 nel biennio 1950-51, indica la sportività: motore di 1,8 litri, in seguito 1,6 e dal 1977 2,0 che adotterà, prima al mondo, la fasatura variabile con iniezione elettronica per la Quadrifoglio Oro del 1983. Autovettura dall’immagine istituzionale, elegante per le linea compatta e diversa da tutte. Stile scolpito, aggressività evidente, abitacolo spazioso per cinque e coda alta per bagagliaio molto capiente.

1972 Alfa Romeo Alfetta 1.8
1972 Alfa Romeo Alfetta 1.8

La guidabilità sportiva è sostenuta dal motore che, con la versione 2000 del 1977 ritorna ai 130 cavalli della precedente Alfa 2000 (le normative sull’inquinamento mordono già), aggiornando anche il frontale, più basso. Invariate le doti di base, con trasmissione transaxle (frizione e cambio al posteriore per bilanciare i pesi al 50% su ogni asse) e sospensioni sempre efficientissime: avantreno indipendente a barre di torsione come le Porsche 911 del tempo e raffinato retrotreno De Dion come la F1 di Fangio, con parallelogramma di Watt, soluzione che mantiene le ruote perpendicolari al terreno, massimizzando tenuta e trazione. Sterzo preciso a cremagliera e sempre elevata la gran frenata Alfa Romeo (i dischi posteriori sono accanto al differenziale, per favorire le sospensioni), sebbene la velocità massima di 185 km/m oggi faccia tenerezza. Modello sul qualche investire per passione, alle aste più rinomate: meglio se offerte senza riserva.

Anno 1983 Bmw
Anno 1983 Bmw

In Germania la malavita non è un effetto postbellico come altrove – prima c’è la ricostruzione, anche dell’industria automobilistica – sviluppandosi solo con il boom economico. Perché, sorridendo, immaginare inseguimenti tra guardie e ladri con VW Maggiolino, non è così entusiasmante. Nel pieno degli anni 60 la saga inizia con le Bmw Neue Klasse (1961-73) dall’aggressivo stile italiano: in particolare le berline 1800 dal 1963 e 2000 dal ’66, e le 2500-2800 e 3000 a sei cilindri dal ’68-69-71, con crescendo di potenze fino ai 220 cavalli entro il 1977. Mentre le comode ma meno brillanti Mercedes-Benz mantengono il loro nobile distacco.

A livello cinematografico, anche se fin dai tempi della Repubblica di Weimar (1918-33) il cuore è Babelsberg, nel distretto di Potsdam, capitale del Brandeburgo, essendo fino al 1990 Germania Est, le produzioni (specie televisive come Der Kommissar e L’ispettore Derrick, all’epoca serie record per longevità con 281 episodi) avvengono a Monaco, dove Bmw gioca in casa.

Anni 1972-81 BMW Serie 5 E12 528
Anni 1972-81 BMW Serie 5 E12 528

Anche se qualche rapinatore riesce a procurarsi una rara ancorché nuovissima Audi 200 5T (1980-84) turbo da 170 cavalli, negli anni 80 sono protagoniste le Bmw Serie 5 Serie E12: nate dal 1972 consolidando il concetto di luxury class, offrono le 520 a quattro cilindri fino a 125 cavalli, dal ’73 e ’74 le 525 e 528 a sei cilindri con potenze da 145 a 184 cavalli. Prodotte con limitati cambiamenti con la successiva E28 (1981-88) che non accresce le potenze (catalizzatori in vista e norme americane), le due generazioni diventano presto le preferite da guardi e ladri. Anche senza le scene ridicolmente spettacolari della successiva serie tv Squadra Speciale Cobra 11 (Alarm für Cobra 11  Die Autobahnpolizei), dal 1996 tuttora in produzione. Intanto, la Bmw Serie 5 stuzzica anche i piloti fuorilegge, con le prima M535i dal 1980 con 218 cavalli, che apre la via alla successiva M5 (1984-88) con ben 286, per poi superare abbondantemente i 300 a fine decennio con le nuove versioni. Dalle prestazioni impressionanti, perfetta per dileguarsi.

anno 1982 Rover SD1 3.5 V8 Vitesse
anno 1982 Rover SD1 3.5 V8 Vitesse

Nel Regno Unito o meglio principalmente in Inghilterra, perché in Scozia le rapine non sono così diffuse (in Galles sono meno organizzati e l’Irlanda del Nord ha altri problemi, polizia compresa), per assaltare le banche si usano Triumph Dolomite Sprint e Rover P6 (anche con motore 3,5 V8), poi sostituite dalla possente Rover SD1 (1976-86).

Prodotta dal gruppo British Leyland (Austin, Rover, Triumph e Jaguar), è la prima progettata dalla Specialist Division da cui la sigla SD1. Premiata come Car of the Year 1977, unisce il fascino della linea alle prestazioni, il propulsore è l’otto cilindri sia delle serie precedenti, sia adottato da Range Rover dal 1970, declinato in varie potenze, senza i sacrifici di spazio e carico delle vetture sportive. Con la versione Vitesse, dotata di iniezione elettronica la potenza sale a 192 cavalli.

Rover SD1 Vitesse
Rover SD1 Vitesse

Elegante e aggressivo lo stile: ispirato da una creazione di Pininfarina, è realizzato da David Bache ammiratore del frontale di Ferrari 365 GTB/4 Daytona. Rover SD1 è iconica e seducente, ma soprattutto è perfetta per l’uso illecito di questo argomento. Prestazioni elevate con il motore V8: nel 1982 la Vitesse raggiunge i 220 km/h con notevole accelerazione, per le dimensioni. Non troppo dinamiche le sospensioni: anteriori MacPherson e posteriori a ponte rigido con molle elicoidali, che richiedono esperienza e, magari, che non piova troppo. Ai fini di un acquisto, meglio puntare sui motori V8, nelle versioni Vanden place (più orientate al lusso) e Vitesse (alle prestazioni). Entrambe con interni accoglienti, comodi e particolarmente innovativi all’epoca, con plancia imponente. Per comode fughe.

Anno 1984 Citroën CX Turbo 1
Anno 1984 Citroën CX Turbo 1

Pensando alla malavita francese, un paio di immagini balzano in testa: i film seri con Jean Gabin, seguiti da quelli con Alain Delon e Jean-Paul Belmondo, oppure l’irriverente saga dell’Ispettore Clouzot con l’inimitabile Peter Sellers. Le auto sono comunque, al pari delle altre nazioni all’epoca, prodotti nazionali. Magari polizia (e gendarmeria) con qualche Peugeot in più, ma la predominanza per questo tema tra guardie e ladri è a favore di Citroën. Per consolidata tradizione: in Francia all’epoca considerata si perpetua l’epopea della Traction Avant (1934-57), quindi della splendida DS (1955-75),  quando le auto restano in produzione vent’anni e più, per passare alla metà degli anni 80 a Citroën CX 25 GTi Turbo, versione più potente e prestazionale, sempre con la proverbiale tenuta di strada che rende famose le tre auto appena citate.

Anno 1984 Citroën CX Turbo 3
Anno 1984 Citroën CX Turbo 3

Citroën CX 25 GTi Turbo e GTi Prestige Turbo (stessa meccanica, allestimento più raffinato) sono versioni mature della gamma CX. Non innovativa in modo dirompente come DS, ne conserva le doti con prestazioni evolute e linea nuova: ispirata da una concept Pininfarina degli anni 60 (per British Motor Corporation, non accettata), CX sviluppa la forme già realizzate per la piccola (e inimitabile) GS.

Rivoluzionaria nell’aerodinamica (il Cx di 0,375 è tuttora valido) e negli interni accoglienti e futuribili, è inizialmente conservativa nella meccanica. Monoscocca mista con telaio per maggior rigidità, ha sospensioni idropneumatiche derivate da DS, con regolazione automatica dell'assetto, freni tutti a disco con anteriori autoventilanti.

Motore 1986 Rover SD1 Vitesse 3.5 V8
Motore 1986 Rover SD1 Vitesse 3.5 V8

CX GTi Turbo raggiunge i 168 cavalli, e dal 1986 (serie “Turbo 2”) con intercooler, stesso anno in cui montano l’Abs di serie, con velocità massima che arriva a 223 km/h, ridicolizzando la Turbinosa 2CV dell’Ispettore Clouzot. Prodotte in circa cinquemila unità, le GTi sono versioni ricercate, spesso proposte alle aste con esemplari perfetti a quotazioni da 12 a 25 mila euro, per un modello molto particolare. Come le altre considerate, indifferentemente per sentirsi guardie o ladri, pardon, rapinatori,  secondo i gusti: inseguendo o scappando, comunque con stile. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/10/2025 11:21
Ultimo aggiornamento: 27/10/2025 11:21
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